{"id":196253,"date":"2023-03-01T11:31:28","date_gmt":"2023-03-01T10:31:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=196253"},"modified":"2023-03-02T15:58:11","modified_gmt":"2023-03-02T14:58:11","slug":"cosenza-la-disavventura-di-anna-al-cup-umiliata-e-offesa-per-30-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-la-disavventura-di-anna-al-cup-umiliata-e-offesa-per-30-euro\/","title":{"rendered":"Cosenza: la disavventura di Anna al Cup \u00abumiliata e offesa per 30 euro\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; <strong>Discriminazione in ambito sanitario<\/strong>. Il termine pu\u00f2 apparire \u201cforte\u201d visto il riferimento a una sfera cos\u00ec delicata e cruciale. Tuttavia, aiuta a rendersi conto che <strong>il passo<\/strong> verso fenomeni discriminatori, che generano<strong> disuguaglianze inaccettabili quando si tratta di persone malate, \u00e8 breve<\/strong>. &#8220;Voglio raccontare quanto mi \u00e8 accaduto, perch\u00e9 mi sono sentita umiliata&#8221;. Con queste parole la signora Anna, chiama la nostra redazione, profondamente provata dalla <strong>&#8220;disavventura&#8221; al Cup di Cosenza.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La mia dottoressa ha richiesto, per mio figlio, <strong>una visita ematologica urgente<\/strong>. Cos\u00ec &#8211; racconta Anna &#8211; senza perdere tempo (che in questi casi \u00e8 prezioso n.d.r.) sono andata al <strong>Cup dell&#8217;Annunziata per la prenotazione<\/strong>. Dopo un po&#8217; di fila, arrivo allo sportello&#8221;. La signora fa presente all&#8217;operatore che <strong>la visita prescritta \u00e8 stata richiesta con urgenza<\/strong> e che, tra l&#8217;altro,<strong> gode dell&#8217;esenzione<\/strong>. &#8220;Il tizio&#8221; &#8211; cos\u00ec viene definito da Anna (capirete a breve il perch\u00e9) &#8211; le comunica che non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0, con l&#8217;esenzione, di avere una visita nell&#8217;immediato ma,<strong> \u00e8 possibile prenotarsi intramoenia<\/strong>. Insomma <strong>pagando il posto c&#8217;\u00e8<\/strong>. A quel punto la donna decide, vista l&#8217;urgenza, di prenotare e pagare.<\/p>\n<h3><strong>&#8220;Inizia l&#8217;umiliazione&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Percepisco <strong>il reddito di cittadinanza<\/strong> &#8211; ci dice Anna &#8211; solitamente l&#8217;accredito \u00e8 sempre puntuale e quindi non mi sono preoccupata di andare<strong> a controllare il saldo prima di usare la carta<\/strong>. La visita aveva il costo di <strong>102 euro <\/strong>ma\u00a0&#8216;il tizio&#8217;, sulla scheda ne ha trovati solo 75. A quel punto inizia la mia umiliazione.<\/p>\n<p><strong> &#8216;Non solo percepite il reddito di cittadinanza, ma fate perdere pure tempo&#8217; e ancora &#8216;su questa carta non avete soldi, non vi prenoto niente&#8217;.<\/strong> Il suo tono era alto, dispregiativo e incurante del fatto che ci trovavamo in un <strong>posto pubblico con tanta altra gente.<\/strong> Ho fatto quasi difficolt\u00e0 a ribattere &#8211; spiega con affanno Anna-. Ho chiesto, sempre al &#8216;tizio&#8217;, di non farmi perdere l&#8217;appuntamento <strong>ma di attendere qualche altro minuto<\/strong>, giusto il tempo di prendere<strong> la restante parte dei soldi in macchina da mio marito<\/strong>. Ma nulla&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>&#8220;Maria \u00e8 venuta in mio soccorso&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>La sala era gremita di gente, testimoni del fatto.<strong> Anna era in difficolt\u00e0, in un disagio palpabile. Ma non era sola.<\/strong> Una signora di nome Maria si avvicina allo sportello:<strong> &#8220;pago io per lei. Le prenoti la visita&#8221;<\/strong>. La donna estrae dalla borsa i soldi che mancavano. <strong>Il &#8220;tizio&#8221;, senza esitazione, li prende e le prenota la visita.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;ho ringraziata svariate volte e le ho chiesto &#8211; continua Anna &#8211; di avere un suo recapito, una via o un luogo <strong>dove poterle inviare la somma che mi ha generosamente prestato.<\/strong> Ma, non ha voluto: &#8216;<strong>ho fatto un&#8217;opera di bene e l&#8217;ho fatto con il cuore non mi deve nulla, le auguro solo tante cose belle&#8217;<\/strong>. Mi ha risposto Maria&#8221;. Amarezza, delusione e rabbia. Sentimenti che Anna continua ancora oggi a provare &#8220;perch\u00e9 non \u00e8 giusto. Non \u00e8 stato giusto il modo in cui sono stata trattata. Come se fossi una pezzente. <strong>Qual \u00e8 la mia colpa? Vivere in una Regione dove la sanit\u00e0 \u00e8 al collasso?.<\/strong> L&#8217;unico aspetto positivo e che mi ha profondamente stupita \u00e8 stata <strong>la generosit\u00e0 di Maria che, &#8216;per caso&#8217; oppure no, porta il nome della Madonna<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<h3><b>Diritto alla salute: un lusso<\/b><\/h3>\n<p>Una testimonianza che fa riflettere.<strong> \u00c8 cos\u00ec che si costruisce la discriminazione<\/strong>. Questo \u00e8 un evidente caso di un <b>sistema amministrativo non efficace. <\/b>Il diritto all\u2019accesso alle cure non pu\u00f2 essere un lusso. Dalla storia di Anna se ne esce <strong>sconfitta l\u2019intera societ\u00e0, anche quella sana ed agiata che non ha difficolt\u00e0 a curarsi.<\/strong> Spesso per una persona vulnerabile, che vive uno stato emotivo e di vita difficile anche andare al Cup, o trovare documenti sanitari per accedere alle cure<strong> \u00e8 un ostacolo grande. <\/strong><\/p>\n<p>Anna ha trovato Maria ma in molti, forse troppi casi, la gente non <strong>ha la forza economica<\/strong> di far valere il proprio diritto alle cure.<strong> Se i soldi non fanno la felicit\u00e0 non dovrebbero fare nemmeno la salute.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Discriminazione in ambito sanitario. Il termine pu\u00f2 apparire \u201cforte\u201d visto il riferimento a una sfera cos\u00ec delicata e cruciale. 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