{"id":196360,"date":"2023-03-02T19:25:53","date_gmt":"2023-03-02T18:25:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=196360"},"modified":"2023-03-02T20:07:52","modified_gmt":"2023-03-02T19:07:52","slug":"omicidio-a-cosenza-per-il-gip-la-mirabelli-non-e-convincente-esclusa-la-legittima-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/omicidio-a-cosenza-per-il-gip-la-mirabelli-non-e-convincente-esclusa-la-legittima-difesa\/","title":{"rendered":"Omicidio a Cosenza, per il gip la \u00abMirabelli non \u00e8 convincente\u00bb. Esclusa la legittima difesa"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Proseguono le indagini sull&#8217;<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/cosenza\/omicidio-a-cosenza-gioffre-ucciso-con-37-coltellate\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">omicidio avvenuto a Cosenza<\/a>, in via Montegrappa, dove il 19 febbraio scorso venne rinvenuto il cadavere di Rocco Gioffr\u00e8, ucciso da 37 coltellate. A confessare il delitto, Tiziana Mirabelli, 47 anni, che subito dopo il ritrovamento del corpo si costitu\u00ec ai carabinieri, confessando di aver compiuto il delitto per legittima difesa.<\/p>\n<h3>Il racconto di Tiziana Mirabelli: i dubbi dei magistrati<\/h3>\n<p>Il racconto della donna, per\u00f2, non convince la magistratura. E il gip, Alfredo Cosenza, lo scrive nell\u2019ordinanza con cui ha disposto la detenzione in carcere della donna. La ricostruzione dei fatti resa dalla donna durante l&#8217;interrogatorio<strong> \u00abnon appare convincente, evidenziando anzi aspetti di inverosimiglianza.<\/strong> I dubbi si concentrano \u00abIn primo luogo<b>\u00bb<\/b> sul <b>\u00ab<\/b><strong>numero delle coltellate inferte<\/strong>, superiori a una, come ha dichiarato la stessa indagata, non appare compatibile con la volont\u00e0 di difendersi cos\u00ec come le modalit\u00e0 con cui la stessa azione difensiva si \u00e8 svolta secondo il racconto reso dalla stessa\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAppare evidente, allora, come non possa ritenersi compatibile con l&#8217;intento di sfuggire al suo aggressore, una condotta lesiva pervicacemente condotta anche dopo che l\u2019uomo era caduto in terra, anche ipotizzando una sorta di \u201craptus difensivo\u201d. La condotta descritta appare, piuttosto, espressione di singolare aggressivit\u00e0 e ferocia, t<strong>anto che l\u2019azione violenta continuava anche dopo che l\u2019uomo era in terra<\/strong> e, quindi, impossibilitato a offendere\u00bb.<\/p>\n<p>La donna ha dichiarato di essere stata costretta ad una colluttazione con il pensionato per legittima difesa, sottraendogli il coltello che aveva puntato alla gola ma \u00abappare, sul punto, difficile pensare che un\u2019aggressione cos\u00ec condotta non abbia prodotto ferite al collo o al corpo della donna, che riusciva a disarmare il presunto aggressore, sottrargli il coltello e colpirlo a sua volta<b>\u00bb<\/b>.<\/p>\n<h3><b>\u00ab<\/b>Perch\u00e9 la donna non ha denunciato le aggressioni dell&#8217;uomo?<b>\u00bb<\/b><\/h3>\n<p>I dubbi persistono \u00abegualmente<b>\u00bb<\/b> <strong>nelle dichiarazioni rese dalla donna che<\/strong> <b>\u00abappaiono poco credibili\u00bb<\/b> nel descrivere la personalit\u00e0 dell&#8217;uomo <b>\u00ab<\/b>che, <strong>a suo dire, da tempo manifestava comportamenti ossessivi e persecutori nei suoi confronti<\/strong>, con manifestazioni aggressive non comuni quali percosse, lesioni, intrusioni non autorizzate all\u2019interno dell&#8217;abitazione e, financo, l&#8217;apposizione di \u201cmicrospie\u201d per spiarne le abitudini. Appare certamente poco verosimile che la donna non abbia inteso denunciare tali condotte ovvero anche solo confidarsi con qualcuno.<\/p>\n<p>Il magistrato Cosenza prosegue, chiedendosi\u00a0<strong> perch\u00e9 \u00abla donna non abbia inteso denunciare tali condotte<\/strong> ovvero anche solo confidarsi con qualcuno, cos\u00ec come il fatto che detti comportamento ovvero le ecchimosi che la donna dice di avere subito non siano state notate da alcuno. Costituisce, com\u2019\u00e8 noto, evenienza tutt&#8217;altro che rara la riottosit\u00e0 delle vittime di condotte persecutorie ovvero di maltrattamento a denunciare un proprio compagno o un congiunto ma, in questo caso, trattandosi solo di un vicino di casa, come affermato dall\u2019indagata, ovvero, al massimo, di un amico, appare difficile comprendere come la Mirabelli abbia potuto non denunciare\u00bb.<\/p>\n<h3>Ombre sulla condotta successiva al delitto<\/h3>\n<p>Ombre anche sulla \u00abcondotta successivamente tenuta<b>\u00bb<\/b> in seguito al delitto <b>\u00ab<\/b>sempre come descritta dalla donna, che sposta il corpo, pulisce il pavimento e attende prima quattro giorni prima di denunciare, <strong>riesce poco comprensibile nell&#8217;ottica di una donna che si sia soltanto difesa da un\u2019aggressione<\/strong>. Per le ragioni indicate, non pu\u00f2 dirsi, allo stato, sussistente una situazione tale da integrare la scriminante della legittima difesa cos\u00ec come regolata dall\u2019art. 52 c.p. che, anzi, pare esclusa dalle stesse modalit\u00e0 della condotta posta in essere dalla Mirabelli Tiziana. Come si \u00e8 visto, infatti, <strong>avere continuato a colpire il Gioffr\u00e8 quando si trovava ormai in terra non appare compatibile con qualsiasi intento difensivo\u00bb<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Proseguono le indagini sull&#8217;omicidio avvenuto a Cosenza, in via Montegrappa, dove il 19 febbraio scorso venne rinvenuto il cadavere di Rocco Gioffr\u00e8, ucciso da 37 coltellate. 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