{"id":19646,"date":"2013-03-18T13:57:18","date_gmt":"2013-03-18T12:57:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=19646"},"modified":"2023-01-17T13:17:30","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:30","slug":"7342-cosenza-analisi-di-un-campionato-gettato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7342-cosenza-analisi-di-un-campionato-gettato\/","title":{"rendered":"Cosenza: analisi di un campionato. Gettato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Analisi di una sconfitta. <strong>E&#8217; quella che per tutto il pomeriggio di ieri, nel chiuso dello spogliatoio, Gianluca Gagliardi ha fatto <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con la sua squadra. Un&#8217;analisi attenta, oculata, sincera. Senza accuse rivolte alla squadra, senza processi sommari a carico dei singoli. Il mister del Cosenza, tecnico capace e intellettualmente onesto, non ha fatto altro che ribadire un concetto che tutti, dirigenza in primis e ambiente compreso, hanno mandato gi\u00f9 a memoria, con la stessa facilit\u00e0 con cui si intona il ritornello di una canzone: il Cosenza non ha ricambi, il Cosenza non \u00e8 strutturalmente attrezzato per vincere. Gi\u00e0 vincere. Dopo il filotto di cinque risultati utili consecutivi, l&#8217;ultimo dei quali l&#8217;exploit di Paola, contro il Montalto, forse nell&#8217;ambiente, cos\u00ec come in seno alla dirigenza silana, \u00e8 cresciuta la convinzione che la promozione era possibile, che quel Cosenza potesse fare un solo boccone della lepre giallorosso, &#8220;azzannandola&#8221;. Ma sono bastati due inattesi scivoloni, a Palazzolo e ieri in casa contro la Vibonese, per far ritornare tutti con i piedi ben saldi per terra. Il Cosenza, non \u00e8 una macchina da gol, non lo \u00e8 mai stata in questo campionato. Se il meccanismo tecnico-tattico nell&#8217;ingranaggio del gioco tra Guadalupi-Mosciaro e Foderaro, s&#8217;inceppa, sono dolori e andare in rete, diventa difficile, se non impossibile o complicato. L<\/strong>a testimonianza \u00e8 il tentativo in extremis di Gagliardi di rinforzare l&#8217;attacco, inserendo in prima linea Gassama e Marano e scegliendo di assegnare il ruolo &#8220;d&#8217;ariete&#8221; a Parenti, professione difensore. Proprio l&#8217;inserimento di Parenti \u00e8 forse il modo migliore che Gagliardi ha adottato per far capire, a chi di dovere, i limiti della sua squadra. Limiti, con i quali i Lupi stanno facendo i conti sin dall&#8217;avvio della stagione.<strong> Amnesie difensive, cali di concentrazione, fragilit\u00e0 emotive e tante altre concause che hanno &#8220;spinto&#8221; i Lupi a sperperare un&#8217;infinit\u00e0 di punti preziosi per strada, fallendo, in pi\u00f9 di un&#8217;occasione, il punto del match point per portare a casa questo campionato. Gi\u00e0, questo campionato che, per molti aspetti, sembra identico a quello della scorsa stagione, quando con altri uomini in campo e un altro timoniere in panca, il Cosenza fall\u00ec maledettamente, consegnando le chiavi della promozione all&#8217;Hinterreggio. La piazza \u00e8 stanca. E&#8217; stanca di subire mortificazioni sportive, \u00e8 stanca di vedere la storia centenaria dei Lupi relegata nell&#8217;inferno dei dilettanti, \u00e8 stanca di sobbarcarsi chilometri e chilometri di passione, per andare a sventolare il vessillo rossobl\u00f9 nei campi di periferia o sugli spalti striminziti di quelli che, pi\u00f9 che terreni di calcio, sembrano spazi non asfaltati dove si divertono i ragazzi dell&#8217;oratorio. La piazza \u00e8 stanca di dover vedere il risultato della propria squadra, digitando il 259 del televideo. Certo la piazza \u00e8 stanca, la tifoseria \u00e8 delusa, l&#8217;ambiente \u00e8 demotivato, ma \u00e8 anche vero che al Cosenza e forse al suo ritorno in grande stile nel calcio che conta, mancano, oltre ai risultati, i suoi tifosi. Non quelli, per cos\u00ec dire malati dei colori rossobl\u00f9 che, indipendentemente dalla categoria di militanza, non fanno mai mancare il loro apporto, dentro e fuori casa, ma quelli della domenica. Quelli con la bandiera in spalla, la sciarpa al collo, il panino in borsa e diretti allo stadio gi\u00e0 alle 12. Quelli \u00e8 vero, forse, allo stadio non mettono piede da tanto. Alcuni addirittura da quel lontano 2003, l&#8217;anno della famosa X al posto del Cosenza, sui calendari. S\u00ec, perch\u00e8, quei tifosi si sono scocciati di aspettare, si sono stancati di sognare una promozione che non arriva. Forse nemmeno quest&#8217;anno.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Analisi di una sconfitta. 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