{"id":19650,"date":"2013-03-18T14:41:01","date_gmt":"2013-03-18T13:41:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=19650"},"modified":"2023-01-17T13:17:30","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:30","slug":"7344-zona-industriale-la-spazzatura-costa-piu-che-in-lombardia-noi-non-la-paghiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7344-zona-industriale-la-spazzatura-costa-piu-che-in-lombardia-noi-non-la-paghiamo\/","title":{"rendered":"Zona Industriale, la spazzatura costa pi\u00f9 che a Brescia: \u201cNon la paghiamo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>RENDE \u2013 In contrada Lecco le aziende si ribellano al Comune. Non pagando la TARSU.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tassa sui rifiuti per i proprietari dei capannoni industriali \u00e8 una spada di Damocle che pesa come un macigno sull&#8217;economia delle aziende. La maggior parte ha cos\u00ec deciso di non versare pi\u00f9 neanche un centesimo nelle casse municipali.<strong> \u201cPiuttosto che pagare, chiudo l&#8217;azienda, \u2013 afferma un grossista \u2013 queste cifre sono insostenibili. Il prezzo al metro quadro \u00e8 equiparato ai negozi di Roges e Commenda<\/strong>, io che ho l&#8217;edificio tra i pi\u00f9 piccoli dovrei sborsare almeno 3.600 euro l&#8217;anno. Ma io non produco rifiuti! Tutto quello che mi arriva lo riconsegno. Da agosto ad oggi la spazzatura che ho accumulato \u00e8 tutta qui \u2013 spiega indicando uno scatolone \u2013 saranno neanche venti chili, si alza con le mani. Qui il Comune ci guadagna milioni di euro con la tassa sulla spazzatura, ma il paradosso \u00e8 che non ci sono neanche i cassonetti. Siamo tutti decisi a non pagare, non \u00e8 giusto. Modifichino il calcolo facendoci pagare i rifiuti al quintale, allora possiamo parlarne\u201d. C&#8217;\u00e8 chi si spinge oltre. \u201cHo fatto causa al Comune di Rende \u2013 racconta un imprenditore \u2013 in due anni (dal 2007 al 2009) il costo al metro quadro \u00e8 aumentato da 5,17 euro a 7,39, non \u00e8 un prezzo congruo, in pi\u00f9 viene calcolato su tutto il perimetro dello stabile, quando in realt\u00e0 sono solo gli uffici a produrre rifiuti. Un po&#8217; di carta e qualche cialda del caff\u00e8. Dal 2007 al 2010 hanno calcolato che dovrei pagare in tutto oltre 35mila euro di TARSU. Ora aspettiamo il verdetto della commissione tributaria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi si confronta con il resto d&#8217;Italia fornisce dati agghiaccianti. \u201cC&#8217;\u00e8 un&#8217;azienda a Brescia che \u00e8 la nostra fotocopia, \u2013 dichiara il titolare di uno stabile \u2013 stessa produzione, stessa metratura, stesso numero di operai: paga 2.500 euro l&#8217;anno di spazzatura, servizi compresi<strong>. A noi ne chiedono 9.700 e ci dobbiamo spazzare i marciapiedi, di propriet\u00e0 del Comune, da soli per non avere l&#8217;entrata sporca. Sono dieci anni che non vediamo uno spazzino da queste parti.<\/strong> Mi chiedo dove vadano a finire questi soldi. Inoltre noi facciamo la differenziata con la Calabria Maceri e paghiamo delle aziende per lo smaltimento dei rifiuti speciali (ferro, toner, cartoni), il nostro consumo reale \u00e8 quello di una qualsiasi abitazione. Con questa mentalit\u00e0 costringono le poche aziende che lavorano a chiudere ed allontano chi da fuori vorrebbe investire sul territorio. Insomma creano disoccupati ed emigrati. Se continuano su questa linea la zona industriale morir\u00e0\u201d. L&#8217;assessore Gallo che si occupa del ciclo dei Rifiuti per il Comune di Rende, gentilmente spiega di non avere tempo di rispondere sulla questione TARSU in contrada Lecco. Almeno per ora. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE \u2013 In contrada Lecco le aziende si ribellano al Comune. Non pagando la TARSU.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":19651,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,44],"tags":[],"class_list":["post-19650","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-rende"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19650"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19650\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}