{"id":196654,"date":"2023-03-12T13:00:58","date_gmt":"2023-03-12T12:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=196654"},"modified":"2023-03-07T12:10:53","modified_gmt":"2023-03-07T11:10:53","slug":"la-fotografia-dei-beni-confiscati-in-calabria-gestione-affidata-a-145-soggetti-diversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/la-fotografia-dei-beni-confiscati-in-calabria-gestione-affidata-a-145-soggetti-diversi\/","title":{"rendered":"La fotografia dei beni confiscati in Calabria: gestione affidata a 145 soggetti diversi"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Un popolo variegato di associazioni, cooperative sociali, del mondo del volontariato dalla Lombardia alla Sicilia protagonisti della trasformazione da beni in mano alle mafie a beni comuni e condivisi. <strong>In occasione dell\u2019anniversario della legge n. 109\/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie, Libera ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati.<\/strong> Sono 991 soggetti diversi impegnati nella gestione di beni immobili confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata, ottenuti in concessione dagli Enti locali, in ben 18 regioni, in 359 comuni. Una rete di esperienze in grado di fornire servizi e generare welfare, di creare nuovi modelli di economia e di sviluppo, di prendersi cura di chi fa pi\u00f9 fatica.<strong> Pi\u00f9 della met\u00e0 delle realt\u00e0 sociali \u00e8 costituito da associazioni di diversa tipologia (525) mentre le cooperative sociali sono 217 (con 5 cooperative dei lavoratori delle aziende confiscate e 26 consorzi di cooperative).<\/strong> Libera con la ricerca \u201cRaccontiamo il bene \u2013 Le pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie\u201d vuole raccontare, dopo ventisette anni, il Belpaese, dove in silenzio, opera una comunit\u00e0 alternativa a quelle mafiosa, che lavora e si impegna a realizzare un nuovo modello di sviluppo territoriale.<\/p>\n<p>Nella ricerca Libera ha ricostruito la tipologia di immobili gestiti dai soggetti gestori; in molti casi la singola esperienza di riutilizzo comprende pi\u00f9 beni confiscati, anche di tipologia catastale diversa. <strong>Il 40% riguarda appartamenti, abitazioni indipendenti, immobili; il 18% ville, fabbricati su pi\u00f9 livelli e di varia tipologia catastale, palazzine<\/strong>; il 19% terreni agricoli, edificabili e di altra tipologia (anche con pertinenze immobiliari); il 10% locali commerciali o industriali, capannoni, magazzini, locali di deposito, negozio, bottega, uffici. \u00abDopo 27 anni dalla legge 109 \u2013 commenta Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni Confiscati di Libera \u2013 sono 991 soggetti dell\u2019associazionismo, realt\u00e0 del mondo religioso, gruppi dello scautismo e della cooperazione che, ogni giorno, danno una nuova vita ai beni confiscati, rendendoli sempre di pi\u00f9 luoghi comuni. Producono un\u2019economia sana e pulita, che non guarda al profitto ma allo sviluppo della persona e delle sue abilit\u00e0, un\u2019economia sostenibile e con la mano tesa verso l\u2019ambiente.<strong> Nei prossimi mesi continueremo la nostra attivit\u00e0 di monitoraggio per arrivare a una grande assemblea nazionale, con tutti i soggetti che lavorano sui beni confiscati<\/strong> alle mafie e ai corrotti. Forte il nostro impegno anche per non far spegnere il dibattito politico e legislativo su questi temi: non siamo disposti ad accettare attacchi alla normativa sulle misure di prevenzione e sul riutilizzo, che riteniamo uno degli strumenti pi\u00f9 importanti per il contrasto alle mafie e alla corruzione. Servono, invece, strumenti sempre pi\u00f9 precisi e sistematizzati per gestire il grande numero di beni immobili e di aziende confiscate, per poter trasformare questo patrimonio in vera opportunit\u00e0 per il Paese\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>La fotografia dei beni confiscati in Calabria<\/strong><\/h3>\n<p>La fotografia in Calabria delle pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.<strong> In Calabria sono 145 le diverse realt\u00e0 impegnate nella gestione di beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata<\/strong>. Tra gli altri soggetti gestori del terzo settore ci sono 87 associazioni, 26 Coop sociali e consorzio di cooperative, 17 Enti ecclesiastici, 5 Enti pubblici con il terzo settore e 4 fondazioni. B<strong>en 120 soggetti gestori svolgono le loro attivit\u00e0 in appartamenti, a volte con box auto o con dei piccoli giardini;<\/strong> 24 esperienze hanno in gestione delle ville, mentre sono poche le esperienze di gestione di terreni a uso agricolo. Sono 78 i soggetti gestori svolgono attivit\u00e0 che sono direttamente legate a servizi di welfare per la comunit\u00e0; <strong>23 si occupano di promozione del sapere, del turismo sostenibile e della cultura.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Finanziati progetti per circa 58 milioni di euro<\/strong><\/h3>\n<p>In Calabria sono <strong>59 i progetti approvati e finanziati che interessano 35 enti per un importo complessivo di circa 58 milioni<\/strong> di euro secondo il decreto dell\u2019Agenzia per la Coesione territoriale con la graduatoria dei soggetti assegnatari dei finanziamenti previsti dal PNRR per la rifunzionalizzazione dei beni confiscati nelle regioni meridionali. <strong>In occasione dell\u2019anniversario Libera ha elaborato i dati dell\u2018Agenzia nazionale per l\u2019amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati<\/strong> e confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata (al 25 febbraio 2022): in Calabria sono 3.127 i beni immobili (particelle catastali) destinati ai sensi del Codice antimafia mentre sono in totale 1921 gli immobili ancora in gestione ed in attesa di essere destinati. <strong>Sono invece 227 le aziende destinate mentre sono 326 quelle ancora in gestione.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Le criticit\u00e0 da superare<\/strong><\/h3>\n<p>\u00abGli importanti risultati raggiunti in termini di aggressione ai patrimoni delle mafie, della criminalit\u00e0 economica e dei corrotti e le sempre pi\u00f9 numerose esperienze positive di riutilizzo sociale, richiamano sempre pi\u00f9 l\u2019attenzione sulle criticit\u00e0 ancora da superare e sui nodi legislativi ancora da sciogliere che richiedono uno scatto in pi\u00f9 da parte di tutti. Per queste ragioni \u2013 si legge in una nota Libera \u2013, chiediamo con urgenza e rilanciamo le seguenti proposte:<\/p>\n<p>Aumentare la trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni. <strong>E\u2019 necessario accrescere il livello di trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni in materia di beni confiscati,<\/strong> affinch\u00e9 la piena conoscibilit\u00e0 dei dati e delle informazioni possa essere da stimolo per la partecipazione democratica dei cittadini e delle cittadine;<br \/>\nIl terzo settore: protagonista di una rivoluzione quotidiana.<strong> I principi della co-programmazione e della co-progettazione, e di conseguenza il coinvolgimento attivo di tutto il terzo settore<\/strong>, devono essere presupposti per tutti gli interventi normativi pubblici e per gli interventi di sostegno finanziario pubblici e privati;<br \/>\nI finanziamenti: un sistema integrato per la valorizzazione dei beni confiscati. <strong>\u00c8 urgente che vengano messi a sistema tutti i finanziamenti pubblici (locali, nazionali e di derivazione europea) che possono trovare negli immobili confiscati<\/strong> strumenti di realizzazione delle politiche pubbliche. Nell\u2019ambito delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza Next Generation Eu, la valorizzazione dei beni confiscati non dovr\u00e0 riguardare soltanto opere di ristrutturazione e ri-funzionalizzazione, ma comprendere la fase di start up e di gestione delle esperienze di riutilizzo.Cos\u00ec come, gli interventi di sostegno dovranno interessare tutte le Regioni e non solo il Sud e le Isole;<\/p>\n<h3>\n<strong>La normativa antimafia: passi in avanti per l\u2019implementazione.<\/strong><\/h3>\n<p>Il Codice Antimafia deve essere attuato <strong>in tutte le sue positive innovazioni, quale strumento efficace di contrasto patrimoniale alle mafie;<\/strong> \u00e8 necessario che diventi effettiva l\u2019estensione ai corrotti delle norme su sequestri e confische previste per gli appartenenti alle mafie, assicurando cos\u00ec la piena equiparazione della confisca e del riutilizzo dei beni tolti ai corrotti e alla criminalit\u00e0 economica e finanziaria; Il diritto al lavoro: costruire mutualismo attraverso l\u2019economia.<strong> Le esperienze dei workers buyout e di cooperative di lavoro nate all\u2019interno di aziende sequestrate e confiscate dimostrano la necessit\u00e0 di un dialogo<\/strong> costante tra enti pubblici e partenariato economico e sociale. A partire dai tavoli provinciali presso le Prefetture, le istituzioni possono garantire la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate e un supporto adeguato al fine di garantire la loro continuit\u00e0 imprenditoriale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Un popolo variegato di associazioni, cooperative sociali, del mondo del volontariato dalla Lombardia alla Sicilia protagonisti della trasformazione da beni in mano alle mafie a beni comuni e condivisi. 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