{"id":197541,"date":"2023-03-16T14:25:06","date_gmt":"2023-03-16T13:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=197541"},"modified":"2023-03-16T17:17:11","modified_gmt":"2023-03-16T16:17:11","slug":"cosenzacs-chiesto-il-ritiro-del-ddl-calderoli-ma-fdi-si-oppone-e-polemica-la-calabria-e-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenzacs-chiesto-il-ritiro-del-ddl-calderoli-ma-fdi-si-oppone-e-polemica-la-calabria-e-a-rischio\/","title":{"rendered":"Cosenza, chiesto il ritiro del Ddl Calderoli ma FdI si oppone. \u00c8 polemica: \u00abCalabria a rischio\u00bb"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>COSENZA &#8211; &#8220;Il voto contrario di Fratelli d&#8217;Italia alla deliberazione del consiglio comunale per chiedere il ritiro del <strong>DDl Calderoli sull&#8217;autonomia differenziata<\/strong> \u00e8 triste e deludente sotto ogni punto di vista. Quella dei consiglieri di FdI rappresenta, infatti, la posizione di chi difende gli interessi partitici a scapito di quelli della comunit\u00e0 che rappresentano&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; quanto affermano in una nota congiunta i <strong>capigruppo in consiglio comuna<\/strong>le, <strong>Francesco Alimena del PD, Ivan Commodaro di Franz Caruso Sindaco, Raffaele Fuorivia del PSI, Daniela Puzzo di Cosenza Libera, Francesco Gigliotti di Francesco De Cicco Sindaco e del gruppo misto Roberto Sacco<\/strong>.<\/p>\n<h3>&#8220;Il Ddl Calderoli condanna a morte Cosenza e la Calabria&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Ed, infatti &#8211; prosegue la nota &#8211; \u00a0non v&#8217;\u00e8 chi non veda che il disegno di legge del Ministro per gli Affari Regionali rischia concretamente di spezzare l&#8217;unit\u00e0 nazionale, condannando a morte Cosenza, la Calabria e l&#8217;intero Mezzogiorno del Paese. Noi ieri sera abbiamo difeso, come ha affermato il sindaco Franz Caruso a chiare lettere, gli interessi del Paese e del nostro territorio. <strong>Fratelli D&#8217;Italia si \u00e8 opposta preferendo tutelare le posizioni dei propri leader nazionali,<\/strong> che di fatto sono un ostacolo allo sviluppo ed alla crescita delle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Ne prendiamo atto, questa volta con disappunto, perch\u00e9 siamo da sempre convinti che ci sono temi e questioni, come quello attuale del ddl Calderoli che, se attuato provocherebbe nuove ingiustizie e disuguaglianze all&#8217;interno del Paese, spaccandolo di fatto in due. Noi non siamo pregiudizievolmente contro l&#8217;autonomia differenziata, e lo abbiamo ribadito pi\u00f9 volte, ma essa deve essere portata avanti in <strong>un&#8217;attuazione costituzionalmente lineare e corretta,<\/strong> capace di garantire, per fare pochi esempi, il diritto all&#8217;istruzione dei nostri figli ed il diritto alla salute anche dei cosentini e dei calabresi che, invece, non hanno ancora assicurati i livelli essenziali di assistenza, nonostante oltre dieci anni di commissariamento.<\/p>\n<p><strong>Il DDl Calderoli \u00a0\u00e8 una proposta del tutto iniqua, che lede ulteriormente il patto di solidariet\u00e0 sancito dalla nostra Costituzione in tema di coesione territoriale<\/strong>, in quanto aumenterebbe le frammentazioni nel tessuto sociale e le disuguaglianze tra cittadini e territori. Ecco perch\u00e9 insieme al sindaco Franz Caruso, che domani sar\u00e0 a Napoli a manifestare contro questo DDl ed a difendere l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia, anche <strong>noi ci mobiliteremo con maggiore forza per bloccare questa pseudo riforma schizofrenica<\/strong> del Ministro leghista che rischia di frantumare l&#8217;Italia in 20 Repubblichette. Consapevoli, tra l&#8217;altro, che il rilancio dell&#8217;Italia unita e coesa passa solo se si mette in moto il Sud&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<h3>Il dibattito in Consiglio comunale sull&#8217;autonomia differenziata<\/h3>\n<p>Ad aprire il dibattito della seduta di Consiglio comunale sull&#8217;autonomia differenziata \u00e8 stato il capogruppo del PD <strong>Francesco Alimena che, come primo firmatario<\/strong> dell&#8217;ordine del giorno in discussione, ha dato lettura, in apertura di seduta, del documento presentato alla Presidenza.<\/p>\n<p>Un documento nel quale si \u00e8 chiesto al Sindaco Franz Caruso e al Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, anche in esecuzione della deliberazione approvata dallo stesso Consiglio, di intraprendere ogni iniziativa politica utile e necessaria volta a costruire un fronte unitario di amministrazioni maggiormente orientate verso una forma solidale di federalismo che possa interloquire con il Governo per arrivare ad incardinare un dibattito parlamentare che dia concreta cittadinanza a tutte le diverse opinioni espresse. Nel documento illustrato da Alimena si \u00e8 anche avanzata la richiesta di verificare, insieme all&#8217;ANCI, l&#8217;effettiva costituzionalit\u00e0 del disegno di legge Calderoli, tenendo conto delle intrinseche contraddizioni tra lo stesso ddl e lo spirito perequativo e solidale insito nella Carta Costituzionale.<\/p>\n<p>Al Sindaco e al Presidente del consiglio comunale \u00e8 stato, inoltre, chiesto, di farsi portavoce con ANCI della<strong> necessit\u00e0 dell&#8217;organizzazione di un fronte unitario dei sindaci della provincia di Cosenza<\/strong> e di investire la delegazione parlamentare calabrese al fine di elaborare una proposta politica di non mera contrapposizione, ma di vero rilancio del superamento del divario Nord-Sud che garantisca un sufficiente plafond di risorse non tanto per compensare i danni del federalismo, quanto per riallineare gli attuali livelli di sviluppo della Calabria alle restanti Regioni d&#8217;Italia.<\/p>\n<h3>No al ddl Calderoli, le motivazioni<\/h3>\n<p>Le richieste che Alimena, anche a nome degli altri consiglieri che hanno apposto la loro firma al documento, ha avanzato nel corso della seduta, sono state supportate da una serie di motivazioni esplicitate nel testo dello stesso documento. Si fa riferimento ai &#8220;<strong>rischi legati a un processo secessionista applicato in maniera rigida e unilaterale<\/strong>, senza l&#8217;opportuno previo confronto con le assemblee legislative degli enti locali nelle sedi istituzionali preposte, cos\u00ec come alla mancanza di unanimit\u00e0 in sede di Conferenza Stato -Regioni visto il voto contrario di 4 regioni, di cui due del Nord, alcune delle quali inizialmente interessate a condividere il processo federalista. Nel documento anche il riferimento alla indeterminatezza degli obiettivi e delle ricadute attese nella fissazione dei LEP per come oggi programmata, e cio\u00e8 affidata a una cabina di regia di sola maggioranza e a un commissario meramente tecnico, che non pu\u00f2 sostituire le funzioni del Parlamento in tale materia. Per Alimena e gli altri firmatari &#8220;le regioni del Sud patirebbero dall&#8217;applicazione del ddl Calderoli, per come oggi strutturato, una forte situazione di divario&#8221;.<\/p>\n<p>E &#8220;fortemente leso sarebbe il carattere fondante del principio solidaristico, atteso lo spirito della Carta Costituzionale che prevede la Repubblica come unica e indivisibile&#8221;. Nel documento si tiene anche conto della necessit\u00e0 che lo sviluppo del paese passi dal colmare il divario Nord -Sud al fine di non circoscrivere le sorti delle popolazioni del Sud a un mero calcolo matematico, bens\u00ec agganciandolo a slanci di ben pi\u00f9 elevata caratura materiale e morale, premesso, inoltre, che l&#8217;attuale indeterminatezza ed indeterminabilit\u00e0 dei LEP ricondurrebbe di fatto al criterio della spesa storica, non garantendo l&#8217;innalzamento dei servizi ma, di contro, la cristallizzazione degli stessi ai livelli storici dei vari territori fortemente differenziati tra Nord e Sud d&#8217;Italia&#8221;.<\/p>\n<p>Subito dopo \u00e8 intervenuto il <strong>consigliere comunale Giuseppe Ciacco<\/strong>. &#8220;C&#8217;\u00e8 qualcuno, qui in Calabria \u2013 ha esordito &#8211; che da un alto podio istituzionale, parlando di autonomia differenziata, ha tronfiamente dichiarato: &#8220;dico con determinazione &#8216;no&#8217; a un Sud che scappa in ritirata davanti alle sfide&#8221;. Una mistificazione per davvero, pacchiana. Il Sud non scappa in ritirata. Il Sud dice &#8220;no&#8221; a una partita truccata. E, quella, in atto, \u00e8 una partita truccata&#8221; \u2013 ha aggiunto il consigliere Ciacco.<\/p>\n<p>Ciacco si \u00e8 detto &#8220;molto legato all&#8217;idea di un Paese che si sviluppa, anche attraverso le autonomie territoriali, benefiche e provvide forme di autogoverno delle comunit\u00e0. Ci vuole, per\u00f2, una buona autonomia&#8221;. Quindi ha rimarcato come il ddl Calderoli sia &#8220;intriso di beceri rigurgiti eversivi e secessionisti&#8221;. &#8220;Il disegno di legge del leghista Calderoli \u2013 ha sottolineato ancora -non introduce semplici modifiche. Viceversa, disegna una complessiva riorganizzazione delle responsabilit\u00e0, su tutte le principali politiche, economiche e sociali. In definitiva, quel disegno di legge trasforma, radicalmente, gli assetti di potere. E li trasforma, destituendo il Parlamento, facendo divampare un fragoroso corto circuito eversivo&#8221;.<\/p>\n<p>Il Consigliere Ciacco ha detto che c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 perch\u00e9 &#8220;a norma della Costituzione, le Regioni possono chiedere le competenze previste dall&#8217;articolo 116, ma sta al Parlamento, considerando l&#8217;interesse nazionale, decidere se e quali competenze concedere. Con il disegno Calderoli \u2013 ha detto ancora Giuseppe Ciacco &#8211; le Regioni possono chiedere tutte le competenze, senza spiegarne le ragioni e senza che il Parlamento possa interloquire. In sintesi, significa cambiare la Costituzione senza il processo rinforzato previsto dall&#8217;articolo 138&#8221;. Insomma, per Ciacco &#8220;la proposta Calderoli frantuma l&#8217;unit\u00e0 e la coesione del Paese&#8221;. &#8220;Individuare i meccanismi di finanziamento delle Regioni e, ancor pi\u00f9, determinare i &#8220;livelli essenziali delle prestazioni&#8221;, significa definire quali sono i reali diritti sociali, esigibili da ogni cittadino italiano. Da ogni cittadino italiano. Dal cittadino calabrese, cos\u00ec come dal cittadino lombardo. Significa destinare risorse, adeguate e proporzionate, per far s\u00ec che questi livelli siano raggiunti in tutto il paese. Da Aosta a Trapani. Insistere sulla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni previsti nell&#8217;articolo 117 della Costituzione e finora mai precisati, \u2013 ha detto ancora il consigliere Ciacco nel suo intervento -\u00e8 davvero un provvedimento caritatevole nei confronti dei meridionali? O non \u00e8, invece &#8211; si \u00e8 chiesto &#8211; uno dei pilastri della definizione della cittadinanza in un moderno Paese europeo con forme di decentramento? Nelle esperienze di tutti i Paesi, non c&#8217;\u00e8 decentramento, senza perequazione delle basi fiscali e senza l&#8217;idea che quando si nasce si gode di diritti fondamentali, in materia di salute, di istruzione, di assistenza, in quanto italiani, e non perch\u00e9 si ha la ventura di nascere a Reggio Emilia invece che a Reggio Calabria&#8221;. Secondo il consigliere Ciacco &#8220;l&#8217;autonomia regionale differenziata \u00e8 questione politica enorme e riguarda il ruolo e il funzionamento dello Stato, come i principi delle politiche pubbliche e i diritti di cittadinanza. Non riguarda la compassione verso il Mezzogiorno&#8221;. Ciacco guarda con grande diffidenza al progetto contenuto nel ddl Calderoli. &#8220;Se passasse il progetto delle destre cambierebbe il disegno generale del paese che sar\u00e0 irriconoscibile e diverso da qualsiasi altro nel mondo, con un potere statale ridotto al lumicino, le citt\u00e0 schiacciate dalle regioni e le Regioni-Stato che andrebbero ciascuna per conto proprio. Le regioni avrebbero poteri, del tutto, simili a quelli di uno stato sovrano. Ci sono materie- ha sottolineato Giuseppe Ciacco &#8211; sulle quali una democrazia unitaria non pu\u00f2 negoziare. Le competenze sulla sanit\u00e0, sull&#8217;energia, sulla scuola, sulle infrastrutture, sull&#8217;ambiente, sul lavoro non possono diventare oggetto di declinazione regionale. Il regionalismo differenziato pu\u00f2 essere emancipativo se rafforza l&#8217;unit\u00e0 della Repubblica e se consente al Parlamento di conservare un sostanziale ruolo di decisione. Il disegno di legge Calderoli \u00e8, invece, eversivo e secessionista. Perci\u00f2 deve essere cestinato&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Contributi significativi al dibattito sono venuti anche dalla societ\u00e0 civile, dal sindacato e da altri rappresentanti istituzionali.<\/strong><\/p>\n<p>Subito dopo il consigliere Ciacco, \u00e8 intervenuta Rosa Principe del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, associazione nazionale che si propone di contribuire all&#8217;attuazione della Costituzione oltre che alla sua difesa, attraverso diverse iniziative. &#8220;Oggi \u2013 ha detto Rosa Principe &#8211; stiamo portando avanti la battaglia contro l&#8217;autonomia differenziata, contro il DDL Calderoli, un disegno di legge per l&#8217;attribuzione di una maggiore autonomia per le regioni che la richiedono&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Principe ha sottolineato, inoltre, che &#8220;il progetto del ddl Calderoli segna la fine dello Stato<\/strong> delineato dalla Costituzione per far nascere un&#8217;Italia di&#8221; 20 piccole signorie&#8221; attraverso una vera e propria &#8220;secessione dei ricchi&#8221; secondo la ormai famosa definizione dell&#8217;economista, Prof. Gianfranco Viesti. Non pi\u00f9 quindi la Repubblica &#8220;una e indivisibile&#8221; come recita l&#8217;art. 5 Cost. ma una frammentazione dello Stato, nello stravolgimento completo dello spirito della Costituzione nella quale l&#8217;autonomia ha il senso di avvicinare i cittadini alle istituzioni&#8221;. Per Rosa Principe &#8220;la riforma \u00e8 rimasta nei cassetti per 20 anni, ma oggi ha avuto un&#8217;accelerazione preoccupante. Il Veneto ha chiesto la competenza esclusiva su 23 materie, la Lombardia su 20, l&#8217;Emilia Romagna 16. Oggi tutti noi, istituzioni e cittadini \u2013 ha detto inoltre la rappresentante del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale &#8211; dobbiamo decidere quale tipo di stato vogliamo! Dobbiamo essere coscienti che l&#8217;autonomia differenziata aprir\u00e0 le porte alla privatizzazione dei servizi pubblici e alla fine del welfare. I ricchi saranno sempre pi\u00f9 ricchi e i poveri sempre pi\u00f9 poveri: la forbice si allarga e la diseguaglianza diventa legge&#8221;.<\/p>\n<p>Ogni regione \u2013 ha aggiunto &#8211; avr\u00e0 la sua sanit\u00e0 e abbiamo visto, durante la pandemia il disastro della gestione regionale della sanit\u00e0 ed in particolare del modello Lombardia. Ogni regione avr\u00e0 la sua scuola asservita alle esigenze del proprio territorio. Questo \u00e8 gravissimo! La scuola crea l&#8217;identit\u00e0 del Paese, crea le coscienze e i cittadini!&#8221;.<\/p>\n<p>La strenua opposizione al DDL Calderoli il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale lo ha esplicitato attraverso un disegno di legge di iniziativa popolare, redatto dal gruppo dal gruppo di costituzionalisti italiani (al quale ha partecipato anche il Prof. Silvio Gambino), presieduto dal Prof. Massimo Villone che propone la modifica degli artt. 116 , 117 della Costituzione e &#8220;che il Parlamento \u2013 ha detto ancora Rosa Principe nel suo intervento -dovr\u00e0 discutere obbligatoriamente, stante l&#8217;ultima modifica in tal senso del regolamento del Senato, costringendo, in ogni caso, le forze politiche a prendere una posizione netta e chiara in merito. I punti salienti del DDlL Villone sono quelli di riportare nella potest\u00e0 esclusiva dello Stato materie strategiche per il Paese come sanit\u00e0, scuola e Universit\u00e0, trasporti, porti e aeroporti, infrastrutture, lavoro, previdenza; ridefinire i livelli &#8220;essenziali&#8221; di prestazioni come livelli &#8220;uniformi&#8221; di prestazioni per garantire gli stessi da Nord a Sud superando il criterio della spesa storica; restituire la centralit\u00e0 al Parlamento che dovr\u00e0 approvare la legge, potendola discutere ed emendare; prevedere la possibilit\u00e0 di un referendum costituzionale data la modifica della costituzione e la possibilit\u00e0 di un referendum abrogativo per restituire sovranit\u00e0 ai cittadini e al popolo sovrano.<\/p>\n<p><strong>Per fare tutto questo abbiamo bisogno di raccogliere 50.000 firme ma speriamo di andare oltre<\/strong>. E&#8217; questa \u2013 ha concluso<strong> Rosa Principe<\/strong> &#8211; una battaglia che dobbiamo portare avanti tutti insieme, cittadini ed istituzioni, consiglieri di maggioranza e di minoranza al di l\u00e0 delle appartenenze politiche! E&#8217; in gioco il nostro futuro, il futuro della Calabria, il futuro dell&#8217;Italia!&#8221;. La parola \u00e8 poi tornata ai consiglieri comunali con Gianfranco Tinto. &#8220;Il problema cruciale \u2013 ha esordito Tinto \u2013 \u00e8 che la proposta Calderoli potrebbe assicurare molti pi\u00f9 finanziammenti alle regioni del Nord che gi\u00e0 dispoongono di maggiori risorse rispetto a quelle del Sud. Uno dei punti pi\u00f9 contestati \u00e8 quello relativo \u2013 ha aggiunto Gianfranco Tinto \u2013 al finanziamento dei livelli essenziali di prestazione che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Purtroppo, secondo il disegno di legge, che assegna al Governo un anno di tempo per decidere i LEP, le Regioni potranno raggiungere un&#8217;intesa anche senza il decreto del Presidente del Consiglio che dovrebbe stabilire l&#8217;entit\u00e0 degli stessi Lep, distribuendo cos\u00ec i finanziamenti in base alla spesa storica della regione nell&#8217;ambito specifico in cui chiede l&#8217;autonomia&#8221;. Per Tinto tutto questo &#8220;assicurerebbe maggiori finanziamenti alle regioni del Nord, in quanto hanno pi\u00f9 risorse e una spesa storica pi\u00f9 alta, e meno a quelle del Sud la cui spesa storica \u00e8 pi\u00f9 bassa. E questo non farebbe altro che accentuare il divario, gi\u00e0 esistente, tra regioni del Nord e quelle del Sud. Con ripercussioni sui diversi settori, a partire dalla scuola per continuare con la sanit\u00e0, la mobilit\u00e0 ecc.&#8221;. Gianfranco Tinto ha ritenuto utile chiarire, una volta per tutte, che &#8220;il disegno di legge non specifica neanche le modalit\u00e0 con cui attivare le richieste di autonomia, lasciando al Governo il compito di elaborare l&#8217;intesa tra Stato e Regione, per poi inviarla alla Regione per essere approvata. Il Parlamento non avrebbe alcuna voce in merito, perch\u00e9 il Consiglio dei ministri dovrebbe presentare alle Camere solo un disegno di legge per approvare l&#8217;intesa, insuscettibile di modifiche ad opera dei deputati e senatori, di fatto esautorando l&#8217;organo legislativo&#8221;.<\/p>\n<p>Per tutte le ragioni che ha esposto il <strong>consigliere Tinto<\/strong> ha chiesto, infine, al Sindaco Franz Caruso, di dare voce al dissenso e di opporsi con forza al disegno di legge Calderoli.<\/p>\n<p>Nell&#8217;intervento immediatamente successivo, il Sindaco di Acri Pino Capalbo ha portato il suo contributo al dibattito &#8220;per dare qualche suggerimento, evitando di far apparire la discussione come una contrapposizione di carattere politico&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Capalbo ha ricordato che il Consiglio comunale di Acri si \u00e8 pronunciato sull&#8217;argomento il 6 marzo scorso,<\/strong> approvando un documento all&#8217;unanimit\u00e0 che \u00e8 andato al di l\u00e0 delle appartenenze politiche. &#8220;Vanno superati gli steccati politici \u2013 ha aggiunto \u2013 perch\u00e9 si sta attuando un disegno che viene da lontano e che disegna due Italie a velocit\u00e0 diverse&#8221;.<\/p>\n<p>Voce fuori dal coro quella del consigliere comunale di Fratelli d&#8217;Italia Francesco Spadafora. &#8220;Al contrario di quello che hanno sostenuto i consiglieri Ciacco e Tinto \u2013 ha detto Spadafora &#8211; la proposta del ddl Calderoli non pu\u00f2 che essere un&#8217;opportunit\u00e0. Il Governo da mesi avviato un percorso per eliminare i divari che oggi esistono tra territori e garantire a tutti i cittadini e in ogni parte d&#8217;Italia gli stessi diritti e lo stesso livello di servizi&#8221;. Quindi, Francesco Spadafora ha evidenziato che &#8220;la fissazione dei livelli essenziali delle prestazioni, in questi anni mai determinati, \u00e8 una garanzia di coesione e unit\u00e0. Questo provvedimento declina il principio di sussidiariet\u00e0 e d\u00e0 alle regioni che lo chiederanno una duplice opportunit\u00e0: gestire direttamente materie e risorse e dare ai cittadini servizi pi\u00f9 efficienti e meno costosi. D&#8217;altra parte \u2013 ha aggiunto il consigliere di Fratelli d&#8217;Italia \u2013 oggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile fare intese con le Regioni se prima non si definiscono i LEP, i diritti sociali e civili, garantiti secondo fabbisogni standard. Lo dice chiaramente l&#8217;art.4 nel nuovo testo, che tradotto sta a significare: non si fa l&#8217;autonomia differenziata se prima non si definiscono i LEP&#8221;.<\/p>\n<p>Per <strong>Francesco Spadafora<\/strong> &#8220;occorre quindi un dibattito costruttivo che non pu\u00f2 avere solo connotati politici, ma che deve essere accompagnato da riflessioni di carattere culturale soprattutto qui dove si fanno ancora i conti con un regionalismo mai effettivamente compiuto. E&#8217; indubbio che il tema centrale deve essere quello di non sacrificare sull&#8217;altare di una grande riforma diritti e perequazione del Sud del Paese. Ed \u00e8 per questo \u2013 ha aggiunto Spadafora \u2013 che realizzare un federalismo regionale non deve essere un tab\u00f9. Certamente occorre lavorare ad un federalismo efficiente e solidale, rispettoso della Costituzione, superando, ad esempio, il criterio della spesa storica, soprattutto in materia socio-assistenziale. Ma la grande intuizione, invece, potrebbe essere quella di far maturare nuove opportunit\u00e0 rispetto ad una riforma che nel dibattito pubblico sembra dare per spacciata la nostra regione&#8221;. Francesco Spadafora si appella alla forte sinergia istituzionale &#8220;per far maturare una riforma che corregga errori, squilibri tra territori e penalizzazioni per il Meridione. &#8220;Se non si cambia ora \u2013 ha concluso \u2013 quando si cambia per la Calabria?&#8221;<\/p>\n<p>Nel successivo intervento il <strong>consigliere comunale Aldo Trecroci<\/strong> ha messo in luce &#8220;le evidenti contraddizioni nelle quali cade il disegno di legge Calderoli, soprattutto quando parla dei LEP che devono essere garantiti a tutti i cittadini. Occorre \u2013 ha precisato -eliminare diseguaglianze e differenze&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; stata poi la volta del <strong>segretario generale della Uil Cosenza Paolo Cretella<\/strong>. &#8220;E&#8217; importante affrontare questo argomento \u2013 ha detto \u2013 perch\u00e9 questa \u00e8 una riforma che impatta sul Paese. C&#8217;\u00e8, per\u00f2, bisogno di superare la contrapposizione partitica e concentrarsi su cosa sia il ddl Calderoli e su cosa preveda, entrando nel merito&#8221;. Per Paolo Cretella &#8220;il ddl Calderoli non sembra faccia ci\u00f2 che ci viene raccontato, perch\u00e9 esautora il Parlamento e divarica ulteriormente il Paese. Avremo sempre un&#8217;Italia di serie A e una di B. Il Paese non cresce, se non cresce anzitutto il Sud. Ci dispiace- ha concluso Cretella \u2013 che il Presidente della Regioe Calabria Occhiuto si sia espresso in un certo modo nella Conferenza Stato-Regioni. E&#8217; un disegno di legge mal concepito, perch\u00e9 \u00e8 manchevole di tutta la parte perequativa&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; poi intervenuta la consigliera comunale Bianca Rende che ha parlato subito di &#8220;giornata importante perch\u00e9 il Consiglio comunale affronta un problema politico cruciale per il presente e il futuro del Paese. Siamo qui per esprimere \u2013 ha aggiunto \u2013 una linea politica in vista dell&#8217;incontro che il Sindaco di Cosenza avr\u00e0 il 17 marzo a Napoli insieme agli altri Sindaci del Mezzogiorno e di altre realt\u00e0 d&#8217;Italia. Il Consiglio deve offrirgli la propria posizione, approfondendo gli aspetti di natura politica&#8221;. Bianca Rende ha espresso condivisione su quanto detto dal Sindaco di Acri Capalbo. &#8220;L&#8217;obiettivo deve essere quello di evidenziare le criticit\u00e0 della riforma perch\u00e9 bisogna arrivare all&#8217;unanimit\u00e0 delle visioni. Noi dobbiamo proporci \u2013 ha aggiunto Bianca Rende \u2013 di spaccare il fronte della destra isolando quella destra salviniana che da sempre alimenta il proprio consenso su temi antimeridionalisti da quello che \u00e8 il resto della coalizione di centrodestra. Ci sono nel ddl \u2013 ha rimarcato Rende &#8211; delle criticit\u00e0 di natura giuridica e almeno tre elementi di dubbia costituzionalit\u00e0&#8221;. E Bianca Rende ha messo in luce i limiti pi\u00f9 evidenti: anzitutto nella definizione dei LEP perch\u00e9 \u00e8 una definizione indeterminata. Non tutte le prestazioni e i servizi diritti e sociali sono misurabili e traducibili in livelli e una volta definti questi livelli bisogna capire se quello che viene definito \u00e8 un punto di arrivo o di partenza. Questi termini di essenzialit\u00e0 sono particolarmente evidenti in settori come la sanit\u00e0 e la scuola. Nella scuola in particolare \u2013 ha aggiunto la consigliera Rende &#8211; si rischierebbe di avere un sistema non pi\u00f9 unitario, ma nel quale il rischio \u00e8 non solo quello che riguarda gli stipendi dei lavoratori della scuola che rappresenta la prima fabbrica d&#8217;Italia, ma anche di creare condizioni differenti con una miriade di sistemi d&#8217;istruzione che potrebbero aggredire al cuore il Dna culturale del Paese perch\u00e9 \u00e8 nella scuola che si formano le coscienze civili. Andremmo quindi ad inoculare una forma di separatismo nei programmi scolastici. Verrebbe bypassato il ruolo del Parlamento perch\u00e9 grande enfasi viene data alla cabina di regia che \u00e8 costituita da nomine di tipo ministeriale che hanno tempo 6 mesi superati i quali si accede alla nomina del commissario&#8221;. Rende ha definito la riforma propugnata dal ddl Calderoli una riforma portata avanti a colpi di maggioranza. Un altro punto di dubbia costituzionalit\u00e0 \u2013 secondo Bianca Rende &#8211; \u00e8 quello che sottopone il finanziamento di queste prestazioni al residuo fiscale e cio\u00e8 ad una sorta di autonomia nella gestione di quello che \u00e8 il residuo all&#8217;interno di ogni regione. Questa questione del regionalismo differenziato si inserisce in una dimensione ben pi\u00f9 ampia e ben datata che riguarda la funzione stessa del regionalismo. La verit\u00e0 \u00e8 che le regioni, da quando sono state istituite, non hanno mai funzionato.<\/p>\n<p>Aver fatto degli errori in passato \u2013 ha aggiunto Bianca Rende \u2013 non significa continuare a farne degli altri. Significa invece chiedere e rivendicare quello che \u00e8 un bisogno di equiparare dei settori di sviluppo. Per fare questo dobbiamo partire dal funzionamento delle regioni. Anche Il PNRR si \u00e8 tradotto in un inganno perch\u00e9 sono venute solo in parte nel Mezzogiorno, mentre dovevano esserlo in maniera preponderante e poi perch\u00e9 i comuni sono in ginocchio e non hanno la forza di competere e cogliere le opportunit\u00e0 offerte dal PNRR perch\u00e9 non hanno staff di progettazione adeguati. Quello che noi dovremmo chiedere oggi \u2013 ha concluso Bianca Rende \u2013 \u00e8 ricostituire una nuova Cassa per il mezzogiorno. Non sembri un argomento desueto, ma lo ritengo fondamentale perch\u00e9 ci\u00f2 che manca \u00e8 una capacit\u00e0 di progettisti di elevata profesionalit\u00e0 che possano supportare le regioni del Sud a spendere i fondi europei e questo vi dico perch\u00e9 ci sono oltre 70 miliardi da spendere e le centrali di spesa risultano ingolfate&#8221;. Al termine del suo intervento, la consigliera Rende ha dato pieno mandato al Sindaco e al Presidente del consiglio di rappresentare in ogni sede associativa e istituzionale le istanze che si sono levate dall&#8217;aula del Consiglio a difesa della Costituzione.<\/p>\n<p>E&#8217; poi intervenuta nella discussione, in rappresentanza della <strong>CGIL, l&#8217;avv.Teresa Aiello<\/strong> che ha parlato di un ddl &#8220;assolutamente scellerato&#8221;. &#8220;L&#8217;elemento uguaglianza \u00e8 stato completamente sradicato \u2013 ha detto \u2013 e questo non \u00e8 proprio di un Paese civile. Non ci si pu\u00f2 dividere sui diritti e i servizi essenziali. Gi\u00e0 il Meridione viaggia a velocit\u00e0 pi\u00f9 bassa. Noi dobbiamo stare insieme e dalla stessa parte e il Sud non ha bisogno di divisioni&#8221; Ed ha, infine, lanciato l&#8217;idea di promuovere una manifestazione che parta da Cosenza e che chiami a raccolta le forze sane del Paese.<\/p>\n<p>Per il<strong> prof.Walter Nocito, dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria<\/strong> ed altro rappresentante del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, intervenuto subito dopo, &#8220;il ddl-Calderoli in approvazione al Parlamento \u00e8 una cattiva attuazione della autonomia costituzione differenziata in quanto applica in favore delle regioni ricche una norma di eccessiva flessibilit\u00e0 rispetto alla distribuzione delle competenze stabilite nell&#8217;articolo 117 della costituzione che \u00e8 regola abbastanza rigida. Rispetto al 117 la differenziazione regionale \u2013 ha proseguito il Prof.Nocito &#8211; deve essere giustificata e motivata e deve coinvolgere le autonomie locali anche negli aspetti della partecipazione e della fiscalit\u00e0. Il ddl-Calderoli non garantisce la perequazione dei bisogni e neanche quella delle capacit\u00e0 fiscali. Il testo di cui si chiede il ritiro esclude il Parlamento dalla decisione sostanziale facendone una sede di ratifica della intesa fra gli esecutivi. Rispetto a questi aspetti negativi \u2013 ha concluso Nocito &#8211; la proposta del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale CDC e della Legge di iniziativa popolare recuperano il ruolo del parlamento, dell&#8217;interesse nazionale e delle esigenze unitarie nella garanzia della perequazione fiscale. Inoltre centralizzano le materie pi\u00f9 delicate come la salute, l&#8217;energia e la tutela del Lavoro&#8221;.<\/p>\n<p>Il <strong>consigliere Mimmo Frammartino<\/strong> ha nel suo intervento messo in evidenza la sinergia tra i diversi contributi, quelli dei consiglieri comunali e quelli arrivati dall&#8217;esterno.<\/p>\n<p>&#8220;Le regioni del Sud \u2013 ha detto Frammartino &#8211; devono vincere la scommessa, ma non giova il clima della contrapposizione politica. Anche la sinistra deve fare autocritica, basti pensare alla legge Del Rio che \u00e8 stata aberrante con le province. Un atteggiamento bipartisan \u2013 ha consigliato Frammartino \u2013 consentirebbe di poter risalire la china. Non viviamo in questa fase un clima sereno, n\u00e8 economicamente, n\u00e8 socialmente, ma quella che dobbiamo combattere \u00e8 una battaglia che va condotta con forza&#8221;. Frammartino ha poi espresso apprezzamento per la deliberazione del Comune di Acri illustrata dal Sindaco Capalbo &#8220;perch\u00e9 testimonia il valore dell&#8217;unit\u00e0&#8221;. Poi ha espresso meraviglia per l&#8217;assenza dall&#8217;aula degli esponenti di Forza Italia. &#8220;Una discussione \u2013 ha aggiunto -va affrontata con maturit\u00e0 e consapevolezza. C&#8217;\u00e8 un dato inoppugnabile ed \u00e8 che negli ultimi 20 anni al Sud sono state sottratte risorse per 90 miliardi di investimenti. E&#8217; qui che si deve vedere la maturit\u00e0 delle forze politiche&#8221;. E porta un esempio emblematico: se a Milano dovessero tagliare una scuola, nessuno se ne accorgerebbe ma se la tagliano a Longobucco, un ragazzo di quella comunit\u00e0 sarebbe sottoposto ad un cammino enorme per arrivare a scuola. La prima cosa \u00e8, dunque, non tradire i principi di solidariet\u00e0 internazionale&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;Il voto contrario di Fratelli d&#8217;Italia alla deliberazione del consiglio comunale per chiedere il ritiro del DDl Calderoli sull&#8217;autonomia differenziata \u00e8 triste e deludente sotto ogni punto di vista. Quella dei consiglieri di FdI rappresenta, infatti, la posizione di chi difende gli interessi partitici a scapito di quelli della comunit\u00e0 che rappresentano&#8221;. 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