{"id":19776,"date":"2013-03-20T10:01:20","date_gmt":"2013-03-20T09:01:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=19776"},"modified":"2023-01-17T13:17:37","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:37","slug":"7410-parla-il-pentito-bruciammo-lea-fino-a-ridurla-in-cenere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7410-parla-il-pentito-bruciammo-lea-fino-a-ridurla-in-cenere\/","title":{"rendered":"Parla il pentito: Bruciammo Lea, fino a ridurla in cenere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Remake di un omicidio. Barbaro, sanguinario, terrificante. E<strong>&#8216; il racconto sulla tragica fine di Lea Garofalo, la donna coraggio, <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>uccisa dalla &#8216;ndrangheta e bruciata, solo perch\u00e8 aveva osato ribellarsi alle logiche dei signori delle cosche. A raccontare i momenti pi\u00f9 drammatici di questa esecuzione \u00e8 Carmine Venturino, 26enne, ex fidanzato di Denise, figlia di Lea Garofalo, che ha deciso di collaborare con gli inquirenti e far pace con lo Stato. Lui in quell&#8217;appartamento ci arriv\u00f2 a cose fatte, quando il corpo di Lea Garofalo era gi\u00e0 a terra, ai piedi del divano, senza vita. Il viso era sporco di sangue, il cordino verde usato per strangolarla ancora intorno al collo. La sua intenzione \u00e8 quella di voler fornire elementi utili per ricostruire le ultime ore della testimone di giustizia, morta a Milano il 24 novembre del 2009.<\/strong> Fu Carlo Cosco, l&#8217;ex marito, a ucciderla. Mentre lui, il genero \u2013 insieme agli altri componenti della &#8216;ndrina \u2013 bruci\u00f2 il corpo di Lea finch\u00e9 \u00abnon era rimasto pi\u00f9 nulla, solo le braci\u00bb. <strong>L&#8217;indiscrezione sull&#8217;inizio della collaborazione di Venturino con lo Stato, la riporta stamani il Corriere della Calabria, (diretto da Paolo Pollichieni, ndr) nella sua versione digitale. Per l&#8217;omicidio sono gi\u00e0 stati inflitti sei ergastoli in primo grado. Un assassinio brutale, una vendetta ben organizzata contro una donna che aveva deciso di cambiare vita e di fare rivelazioni inquietanti sul \u201cgiro\u201d di Cosco. Le lettere inviate da Venturino al pm della Dda di Milano, Marcello Tatangelo \u2013 il cui contenuto \u00e8 stato reso noto dal numero oggi in edicola di Repubblica \u2013 sono finite agli atti del processo d&#8217;appello. L&#8217;ex compagno di Denise \u2013 che in aula ha gi\u00e0 reso testimonianza contro il padre \u2013 ha spiegato che Lea \u00abfu uccisa materialmente da Carlo e Vito Cosco, fu strangolata dopo che Carlo si incontr\u00f2 con lei all&#8217;Arco della pace e con una scusa la port\u00f2 in un appartamento (\u2026) la mattina dopo hanno portato il cadavere nel terreno di San Fruttuoso, a Monza. Qui, gi\u00e0 dal 25, \u00e8 iniziata la distruzione del cadavere, che non \u00e8 stato sciolto nell&#8217;acido, ma carbonizzato fino a dissolverlo completamente\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL DELITTO &#8211;<\/strong> Venturino arriva sul luogo del delitto quando Lea \u00e8 gi\u00e0 morta. \u00c8 proprio lui a raccontare agli inquietanti i passaggi che porteranno all&#8217;occultamento dei resti della testimone di giustizia. \u00abAbbiamo acceso la luce. Il corpo era disteso per terra nel salotto. <strong>Era a faccia in gi\u00f9, in una pozza di sangue. Il viso aveva grossi lividi. Era stata strangolata, intorno al collo aveva una corda verde, che io riconobbi come quella che era a casa mia e che serviva a chiudere le tende\u00bb. E in effetti i carabinieri nell&#8217;appartamento avevano trovato un \u00abcordino verde tagliato e riannodato su se stesso\u00bb. Venturino prosegue il suo macabro racconto, e spiega come \u2013 insieme a Renato Curcio, un altro condannato in primo grado \u2013 abbiano \u00abmesso il corpo in uno scatolone e sigillato tutto con il nastro adesivo\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;ABBIAMO DATO FUOCO&#8221; &#8211;<\/strong> Lea viene allora \u201cdepositata\u201d temporaneamente in un box. La mattina dopo finisce a San Fruttuoso, in un magazzino: \u00abAbbiamo preso un grosso fusto di metallo \u2013 dice Venturino \u2013, di quelli alti dove si tiene il petrolio. Abbiamo messo il cadavere dentro spingendo il corpo in modo che non uscisse fuori, a testa in gi\u00f9, dal bordo si intravedevano le scarpe. Abbiamo versato benzina e dato fuoco. A un certo punto Curcio mi ha detto che forse non bruciava perch\u00e9 non c&#8217;era abbastanza aria dentro, e allora con un piccone ho fatto dei buchi al fusto. Anche dopo per\u00f2 il cadavere si consumava lentamente\u00bb. L&#8217;ex genero di Lea \u2013 incaricato di farla sparire \u2013 a un certo punto va via. Al suo ritorno il cadavere \u00e8 di nuovo fuori dal bidone. \u00abCurcio \u2013 continua Venturino \u2013 lo aveva messo su dei bancali di legno che bruciavano col corpo. La testa praticamente non c&#8217;era pi\u00f9 (\u2026) c&#8217;erano frammenti di ossa, con una pala li abbiamo messi insieme ai pezzi di legno, nel fusto, con altra benzina che avevo portato. Alla fine il corpo era tutto carbonizzato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abLEA VOLEVA RIPROVARCI\u00bb &#8211;<\/strong> <strong>Stando a quanto raccontato da Venturino, Carlo Cosco era riuscito \u00aba conquistare di nuovo la fiducia di Lea\u00bb. La prova consisterebbe in \u00abtelefonate e messaggi, aveva detto che era lei a mandarglieli, erano messaggi d&#8217;amore. Io ero rimasto stupito, ne mostr\u00f2 uno in cui Lea scriveva \u201cNin\u00ec voleva un fratellino\u201d. Nin\u00ec era Denise\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VENDETTE &#8211; La figlia ha poi deciso di perseguire con ogni mezzo gli assassini di Lea, tra cui c&#8217;\u00e8 anche il padre. \u00c8 proprio quest&#8217;ultimo \u2013 come ha riferito Venturino \u2013 a essere messo a conoscenza dal fratello Vito che \u00abDenise stava parlando coi carabinieri di Petilia Policastro\u00bb. E Cosco \u2013 dice l&#8217;imputato \u2013 sarebbe stato pronto a una vendetta anche nei confronti della figlia. Venturino cerca di difendere la fidanzata: \u00abDissi che non era vero\u00bb. Il pentito rivela che \u00abdurante il processo Carlo dice di voler uccidere il figlio di Marisa Garofalo\u00bb, sorella di Lea e parte civile nel processo. Colpire chi poteva danneggiare il clan e poi farlo sparire. Una tecnica che Carlo Cosco e i suoi accoliti hanno messo in pratica contro Lea Garofalo. Uccisa e ridotta in cenere.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Remake di un omicidio. Barbaro, sanguinario, terrificante. 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