{"id":198111,"date":"2023-03-23T17:20:06","date_gmt":"2023-03-23T16:20:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=198111"},"modified":"2023-03-23T19:32:47","modified_gmt":"2023-03-23T18:32:47","slug":"donata-bergamini-denis-s-amava-il-calcio-cosenza-e-la-sua-gente-un-ergastolo-lungo-34-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/donata-bergamini-denis-s-amava-il-calcio-cosenza-e-la-sua-gente-un-ergastolo-lungo-34-anni\/","title":{"rendered":"Donata Bergamini: \u00abDenis amava il calcio, Cosenza e la sua gente. Un ergastolo lungo 34 anni\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Arriva dopo 34 anni, in Corte d&#8217;Assise a Cosenza, <strong>la testimonianza di Donata, sorella dell&#8217;amato calciatore rossoblu, Denis Bergamini, <\/strong>morto il 18 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico. Assente in aula l&#8217;unica imputata<strong> Isabella Intern\u00f2, accusata di<\/strong>\u00a0<strong>concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dai motivi futili<\/strong>. \u00c8 durata oltre quattro ore la testimonianza di Donata Bergamini che all&#8217;uscita dal tribunale ha rilasciato poche parole: &#8220;ricordare in aula quei momenti pieni di dolore non \u00e8 stato per nulla facile. Oltre a quello per la perdita di mio fratello, <strong>c&#8217;\u00e8 un dolore grande che ha portato me e la mia famiglia all&#8217;ergastolo per quel magistrato che non ha voluto scrivere la verit\u00e0<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Processo Bergamini, le parole della sorella Donata al termine dell&#039;udienza in corte D&#039;Assise\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KGTxvtkBVFo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3><strong>L&#8217;ultimo giorno insieme a Denis<\/strong><\/h3>\n<p>Donata in aula ricorda l&#8217;ultimo incontro con il fratello: &#8220;l\u2019ultima volta che ho visto Denis \u00e8 stato luned\u00ec<strong> 13 novembre 1989 dopo la trasferta di Monza<\/strong>. Era il compleanno di mia figlia Alice e mio fratello venne a casa nel pomeriggio. Parlammo del pi\u00f9 e del meno:<strong> il Cosenza, la ripresa dell&#8217;infortunio e poi Isabella<\/strong>&#8220;. Su di lei &#8211; continua la teste &#8211; Denis fu diretto: &#8220;<strong>me la ritrovo ovunque. La defin\u00ec come l\u2019attak, appiccicosa<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;La sera andammo a mangiare a casa dei miei genitori. <strong>Eravamo seduti a tavola quando squill\u00f2 il telefono.<\/strong> Mi padre, eravamo a casa sua, and\u00f2 per alzarsi ma fu bloccato da Denis: <strong>&#8216;no, \u00e8 mia&#8217;.<\/strong> Ho avuto come la sensazione &#8211; dice Donata &#8211; che <strong>aspettasse quella telefonata<\/strong>. La conversazione dur\u00f2 poco&#8221;. Donata non sent\u00ec il contenuto della chiamata ma le rimase impresso solo il &#8220;ciao&#8221; inziale.<strong> Denis conosceva l&#8217;interlocutore. <\/strong>Quando torn\u00f2 a tavola, <strong>il suo viso era rosso paonazzo<\/strong> e delle gocce di sudore solcavano il suo volto. Mio padre &#8211; dice la donna alla Corte &#8211; lo invit\u00f2 a togliersi il maglione ma mio fratello rispose:<strong> &#8216;non \u00e8 per il caldo, sono altri i problemi&#8217;<\/strong>. Non abbiamo mai saputo chi, quella sera, chiam\u00f2 Denis&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>La telefonata e la morte del calciatore<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Ero a casa di amici quel 18 novembre dell&#8217;89. Il mio ex marito tardava ad arrivare. Quando lo vidi entrare aveva un colore bianchissimo e disse: <strong>&#8216;Donata\u00a0preparati perch\u00e9 dobbiamo partire. Denis\u00a0ha avuto un incidente&#8217;<\/strong>. Delle Vacche (l&#8217;ex marito di Donata ndr) aveva ricevuto la notizia dai genitori del portiere Brunelli. Cos\u00ec precipitosamente la Bergamini and\u00f2 a casa, fece le valige,<strong> pass\u00f2 a prendere i genitori e part\u00ec alla volta di Cosenza.<\/strong> In macchina gli animi era inquieti e il padre di Denis continuava a ripetere &#8220;<strong>tanto non lo rivedremo pi\u00f9&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>Insospettiti da quella frase, i quattro si fermarono ad Argenta per capire cosa Domizio sapesse pi\u00f9 di loro. A quel punto disse la verit\u00e0: &#8220;<strong>Denis<\/strong> si \u00e8 buttato sotto un camion e con lui c\u2019era anche <strong>Isabella Intern\u00f2.\u00a0 <\/strong>Dentro di me &#8211; continua il suo racconto Donata &#8211;<strong> c&#8217;era la speranza di arrivare in Calabria e trovare mi fratello vivo. Ci sembr\u00f2 tutto strano. Troppo strano. <\/strong>Abbiamo fatto il viaggio ricordando ci\u00f2 che era successo il luned\u00ec precedente. Quella telefonata, Isabella Intern\u00f2&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;arrivo in Calabria e l&#8217;incontro con il brigadiere Barbuscio<\/strong><\/h3>\n<p>Dopo 900 chilometri la famiglia Bergamini arriv\u00f2 nella caserma di Roseto Capo Spulico, ad accoglierli il piantone: <strong>&#8220;dovete attendere ci disse.<\/strong> Ci lasciarono &#8211; racconta commossa Donata &#8211; <strong>oltre un&#8217;ora in una stanzetta perch\u00e9 &#8216;il brigadiere Barbuscio doveva farsi la barba&#8217;<\/strong>. Al suo arrivo, nonostante la mia insistenza, disse che avrebbe parlato solo con mio padre. Il loro colloquio &#8211; tutto privato &#8211; dur\u00f2 pochi minuti&#8221;.<\/p>\n<p>La sorella del calciatore ricorda dettagliatamente quei momenti. Il brigadiere disse che Denis si era buttato sotto un camion e trascinato per 60 metri. <strong>Domizio usc\u00ec da quella stanza con in mano un busta gialla e l&#8217;orologio che indossava Donato<\/strong>. Presi in mano l&#8217;orologio di mio fratello, lo guardai e vidi che funzionava. L\u00ec ebbi il primo sospetto &#8211; confessa Donata alla corte &#8211; ci hanno detto che il suo corpo \u00e8 stato trascinato per 60 metri,<strong> com&#8217;\u00e8 possibile che l&#8217;orologio &#8211; che aveva al polso &#8211; funzioni ancora?<\/strong>&#8221;<\/p>\n<h3><strong>La famiglia Bergamini sulla piazzola di Roseto<\/strong><\/h3>\n<p>Donata, gi\u00e0 all&#8217;epoca<strong> insospettita dalla dinamica dei fatti<\/strong>, chiese a Barbuscio di essere accompagnata insieme al padre sul luogo dell&#8217;incidente. Il brigadiere, in un primo momento, non era intenzionato ad accompagnare padre e figlia sul luogo della tragedia; di fatto disse al piantone: <strong>&#8220;questi vogliono andare sulla piazzola&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Uscimmo da quella caserma e all&#8217;esterno vedemmo che c&#8217;era la Maserati parcheggiata ma, in quel momento, non facemmo attenzione ai dettagli. Seguimmo la camionetta dei carabinieri e arrivammo sulla piazzola. <strong>Quello che ci avevano detto non corrispondeva a quello che l&#8217;asfalto raccontava.<\/strong> Denis non poteva essersi suicidato. La pioggia quella notte scese copiosa. <strong>C&#8217;era tanto fango (un dettaglio da tenere a mente ndr)<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Il <strong>sopralluogo<\/strong>, conferma Donata, \u00e8 stato fatto alla luce del giorno ma a terra non vedemmo niente, nessuna traccia. Domizio, la figlia e il marito tornarono poi in caserma. L\u00ec, rividero la Maserati soffermandosi questa volta, <strong>su un particolare dettaglio<\/strong>: &#8220;l&#8217;auto era pulitissima. Anche le ruote erano tirate a lucido. <strong>Ma com&#8217;\u00e8 possibile che gli pneumatici non fossero sporchi di fango? Ci sembr\u00f2 strano&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Il riconoscimento del corpo\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Si ritorna in aula, dopo una breve pausa chiesta dalla stessa Donata &#8220;<strong>fa male ripercorre quei giorni, ho bisogno di due minuti<\/strong>&#8220;. La testimonianza riparte dal momento del riconoscimento del corpo di Denis<strong>. All&#8217;obitorio c&#8217;erano Ranzani e Serra. Furono proprio loro a vedere per primi il cadavere di Bergamini.<\/strong> &#8220;Avevamo timore &#8211; considerando i racconti sull&#8217;incidente &#8211; di vedere il corpo di mio fratello straziato.<strong> E invece ci dissero che era intatto<\/strong>. Dopo essere stato trascinato per 60 metri come faceva ad essere intatto?.Eppure cos\u00ec fu. Allora entrai anche io a vedere. Denis sembrava dormisse. <strong>In volto non aveva nulla se non una macchia larga quanto una moneta<\/strong>, sulla tempia. L&#8217;infermiere non ci faceva toccare il corpo che era coperto da un lenzuolo&#8221;.<\/p>\n<p>Fu Ranzani a dire: <strong>&#8220;qui serve un&#8217;autopsia<\/strong>&#8220;<strong>.<\/strong> Donata racconta alla corte che il padre, scosso dalla tragedia, voleva lasciare la Calabria: &#8220;l&#8217;autopsia la faremo a Ferrara&#8221;. <strong>Domizio non si fidava pi\u00f9 di nessuno.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Il viaggio a Londra per abortire\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>I carabinieri restituirono gli effetti personali di <strong>Denis tra cui il portafogli con all&#8217;interno un bigliettino della clinica londinese dove Isabella Intern\u00f2 abort\u00ec al quinto mese di gravidanza.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Intern\u00f2 non aveva intenzione di tenere il bambino &#8211; spiega Donata &#8211; Denis invece disse &#8216;\u00e8 lei a decidere ma se \u00e8 mio lo riconosco&#8217;. In quell&#8217;occasione provai a convincere Isabella a proseguire la gravidanza visto che <strong>a 5 mesi e mezzo un bimbo \u00e8 praticamente gi\u00e0 formato.<\/strong> Ma lei continuava ad urlare:<strong> &#8216;tuo fratello non mi sposa&#8217;.<\/strong> Ed era vero. Lui non voleva sposarla<strong> e aveva anche dubbi sulla paternit\u00e0 del figlio<\/strong>&#8220;. Donata racconta di aver chiamato a Torino la zia di Isabella, sorella della mamma, per risolvere la situazione del bambino. La donna rispose: &#8220;<strong>qui \u00e8 un disonore, la dovrebbe portare all&#8217;altare<\/strong>&#8220;. La questione dell&#8217;aborto avvenne nel 1987 e non nell&#8217;88 come in passato dichiar\u00f2 la stessa Intern\u00f2&#8221;.<\/p>\n<h3 id=\"6-il-giorno-del-funerale\"><strong>Il giorno del funerale di Denis<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Nel giorno del funerale &#8211; spiega Donata alla Corte &#8211; il mio compito era quello di stare vicino alla Intern\u00f2 il pi\u00f9 possibile. Mio padre voleva che capisse <strong>la vera dinamica dell&#8217;incidente<\/strong>. Lei in chiesa, era appoggiata alla bara di <strong>Denis<\/strong>\u00a0e mi madre disse &#8216;<b>dovrei stare io sulla bara di mio figlio.<\/b> La Intern\u00f2 anche in quell&#8217;occasione ripeteva, come un disco, sempre la stessa versione. <strong>Quando chiedevo dettagli lei ricominciava la storia dall&#8217;inizio&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>La famiglia Intern\u00f2 al Motel Agip e le domande di Donata<\/strong><\/h3>\n<p><span class=\"spanSlot spanDot\">&#8220;Dopo il funerale, la Intern\u00f2 con il padre e la madre vennero <strong>al Motel Agip di Cosenza. Isabella &#8211; racconta ancora Donata &#8211; disse a mio padre che<\/strong>\u00a0<strong>Denis\u00a0<\/strong>aveva mostrato interesse a lasciare il calcio per trasferirsi in un altro Paese e che prima di buttarsi sotto il camion disse:<strong> &#8216;t<\/strong><\/span><span class=\"spanSlot spanDot\"><strong>i lascio il mio cuore ma non il mio corpo&#8217;. Non credemmo alla sua versione<\/strong>. Pi\u00f9 volte chiesi alla Intern\u00f2 di darmi particolari o spiegarmi il perch\u00e9 di quanto accaduto, ma lei mi ripeteva sempre la solita cosa non aggiungendo nulla. Chiesi poi <strong>se era stata lei a telefonare a Denis<\/strong> quella sera del 13 novembre. Alla mia domanda rispose per\u00f2 in modo netto e deciso il padre &#8220;perch\u00e9 doveva essere lei, no non era lei&#8221;.<\/span><\/p>\n<h3><strong>Donata a Castrovillari con il procuratore e le domande sul suicidio\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Roberta Alleati<\/strong>, una ragazza di\u00a0<strong>Russi<\/strong>, dopo alcuni giorni dalla morte di Denis scrisse alla famiglia Bergamini raccontando di una telefonata che il calciatore le fece prima di morire. Pare che Denis avesse detto alla donna che qualcuno gli voleva male. La missiva fu portata dalla stessa Donata alla Procura di Castrovillari, e <strong>Roberta Alleati<\/strong> venne convocata in Calabria.\u00a0A\u00a0<strong>Castrovillari\u00a0<\/strong>and\u00f2 <strong>Donata\u00a0<\/strong>e suo padre: &#8220;ebbi un confronto animato con il procuratore, perch\u00e8 <strong>insisteva nel chiedermi se mio fratello si fosse suicidato<\/strong> <strong>per l\u2019aborto, la droga o il calcio scommesse?<\/strong> Risposi che non si era suicidato, che non vendeva le partite e che non si drogava&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>&#8220;Isabella Intern\u00f2 voleva la Maserati di Denis&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Dopo il funerale non l\u2019abbiamo pi\u00f9 rivista, &#8211; racconta ancora Donata alla corte -. Mi girai e non la vidi pi\u00f9. <strong>Ci telefon\u00f2 dopo poco, dicendo che si era dimenticata di dirci che Denis voleva che l\u2019auto di mio fratello, la Maserati, rimanesse a lei.<\/strong> Mio padre le disse: &#8220;non stai raccontando la verit\u00e0, se mi dici com&#8217;\u00e8 andata di Maserati te ne regalo due&#8221;. A quel punto &#8211; conclude Donata &#8211; Isabella Intern\u00f2 rispose: &#8220;<strong>lo dovranno dimostrare che non ho detto la verit\u00e0<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>La testimonianza di <strong>Donata<\/strong> continuer\u00e0 il <strong>prossimo 31 marzo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Arriva dopo 34 anni, in Corte d&#8217;Assise a Cosenza, la testimonianza di Donata, sorella dell&#8217;amato calciatore rossoblu, Denis Bergamini, morto il 18 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico. 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