{"id":19860,"date":"2013-03-21T09:16:06","date_gmt":"2013-03-21T08:16:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=19860"},"modified":"2023-01-17T13:17:42","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:42","slug":"7452-smaltimento-rifiuti-i-tecnici-dichiarano-la-pericolosita-della-discarica-di-alli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7452-smaltimento-rifiuti-i-tecnici-dichiarano-la-pericolosita-della-discarica-di-alli\/","title":{"rendered":"Smaltimento rifiuti. I tecnici dichiarano la pericolosit\u00e0 della discarica di Alli"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO&nbsp;&#8211; Seicento pagine spiegano come l&#8217;impianto sia in zona ad alto&nbsp;rischio franoso. Scetticismi anche per il riversamento del percolato nel fiume e le corruttele legate alla gestione della discarica.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; estremamente voluminosa la consulenza tecnica disposta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro nell&#8217;ambito della nuova inchiesta sull&#8217;impianto di smaltimento di rifiuti di Alli, nel catanzarese, che attiene in particolar modo all&#8217;ampliamento della struttura. In oltre seicento pagine di relazione i consulenti sono giunti alla conclusione che l&#8217;ampliamento in questione e&#8217; stato fatto in un zona ad alta pericolosita&#8217; franosa, aspetto esaminato dettagliatamente dai tecnici che ricostruiscono i rischi che incombono sull&#8217;impianto e che fanno inoltre riferimento a presunte anomalie relative alla procedura con cui furono autorizzati i relativi lavori. Ed il primo obiettivo degli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore, Carlo Villani, e&#8217; proprio verificare se siano stati commessi illeciti nelle autorizzazioni relative ai lavori, nella progettazione e nella successiva esecuzione. Gli inquirenti si sono da tempo concentrati sui lavori nell&#8217;impianto richiedendo mesi fa la relativa documentazione all&#8217;Ufficio del Commissario per l&#8217;emergenza ambientale in Calabria senza ottenerne, pero&#8217;, l&#8217;invio.La cosa ha reso necessario l&#8217;intervento dei militari del Noe che, ad ottobre, hanno eseguito perquisizioni negli uffici del Commissario, ed inoltre negli uffici ed abitazioni di tre funzionari per l&#8217;acquisizione della documentazione in questione. Al momento, comunque, l&#8217;indagine e&#8217; ancora a carico di ignoti. Hanno gia&#8217; trovato la propria conclusione, invece, gli altri filoni investigativi che hanno riguardato l&#8217;impianto di Alli, e rispetto ai quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dopo l&#8217;inchiesta denominata &#8220;Pecunia non olet&#8221;, su presunti<strong> gravi illeciti in materia fiscale ed ambientale connessi alla gestione della discarica, nei confronti di quindici persone, tra le quali compaiono imprenditori, professionisti, funzionari dell&#8217;Ufficio per l&#8217;emergenza ambientale in Calabria, cui sono contestati reati che, a vario titolo, vanno dall&#8217;associazione a delinquere, all&#8217;abuso d&#8217;ufficio, evasione fiscale, corruzione, falso e disastro ambientale.<\/strong> E&#8217; gia&#8217; approdato davanti al giudice dell&#8217;udienza preliminare, infine, un ulteriore procedimento che vede otto persone indagate per reati ambientali, truffa e falso per il presunto sversamento nel fiume Alli del percolato derivante dall&#8217;impianto di smaltimento rifiuti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO&nbsp;&#8211; Seicento pagine spiegano come l&#8217;impianto sia in zona ad alto&nbsp;rischio franoso. 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