{"id":198657,"date":"2023-03-29T19:54:35","date_gmt":"2023-03-29T17:54:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=198657"},"modified":"2023-03-29T19:54:35","modified_gmt":"2023-03-29T17:54:35","slug":"fino-a-1-anno-per-una-visita-diabetologica-allannunziata-liste-di-attesa-infinite-e-il-privato-avanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/fino-a-1-anno-per-una-visita-diabetologica-allannunziata-liste-di-attesa-infinite-e-il-privato-avanza\/","title":{"rendered":"Fino a 1 anno per una visita diabetologica all&#8217;Annunziata, liste di attesa infinite. E il privato avanza"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;ultimo caso \u00e8 quello di una coppia di anziani che aveva provato a prenotare una<strong> visita diabetologica all&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza: prima data utile gennaio 2024<\/strong>. Vuoi accorciare i tempi di qualche mese? Qualche poliambulatorio della provincia lo permette ma, per due anziani, percorrere decine di chilometri in auto, tra le tortuose strade montane cosentine, non \u00e8 facile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il solo caso:<strong> tra gli otto e i dieci mesi, per esempio, per eseguire una colonscopia<\/strong> in ospedale con impegnativa; tra i sette e gli otto mesi per una risonanza magnetica.\u00a0<strong>517 giorni di attesa per una visita reumatologica, mentre \u00abnel privato bastano in 10 giorni\u00bb<\/strong>: \u00e8 la denuncia fatta al programma Presa Diretta da parte della cosentina Giacomina Durante che soffre di lupus, una patologia reumatologica invalidante. Anche la cosentina <strong>Fabiola<\/strong> racconta la sua diagnosi da lupus arrivata troppo tardi: \u00abQuesto ritardo lo sto pagando tutto. Due anni fa correvo, oggi non riesco a camminare. <strong>Pensare di fare un\u2019ecografia tra un anno \u00e8 indecente<\/strong>, mentre per la Risonanza magnetica dovr\u00f2 andare fuori\u00bb.<\/p>\n<p>Peggiorano i<strong> tempi di attesa (infiniti) anche per visite chirurgiche, per esami diagnostici nel reparto di Urologia o per eseguire una Tac<\/strong>.\u00a0 Lo scenario cambia se esami diagnostici o visite specialistiche vengono eseguite in intramoenia, cio\u00e8 a pagamento. <strong>Se paghi i tempi di attesa si riducono<\/strong> &#8211; si pu\u00f2 ottenere una visita anche nel giro di pochi giorni come nel giro di qualche mese per le visite chirurgiche &#8211; e il privato avanza e ringrazia.<\/p>\n<h3>Sanit\u00e0 pubblica in codice rosso: l&#8217;analisi Gimbe<\/h3>\n<p><strong>La sanit\u00e0 pubblica \u00e8 in codice rosso<\/strong>: liste di attesa infinite, rinunce alle cure, innovazioni inaccessibili, diseguaglianze senza precedenti e viaggi della speranza. E mentre la sanit\u00e0 pubblica arretra, il privato avanza. \u00c8 <strong>l&#8217;analisi della Fondazione Gimbe,<\/strong> secondo cui &#8220;serve un radicale cambio di rotta&#8221; ed un piano di rilancio del Ssn.<\/p>\n<p>&#8220;La crisi di sostenibilit\u00e0 del Ssn &#8211; dichiara<strong> Nino Cartabellotta, presidente Gimbe<\/strong> &#8211; sta raggiungendo il <strong>punto di non ritorno<\/strong> tra l&#8217;indifferenza di tutti i Governi che negli ultimi 15 anni, oltre a tagliare o non investire in sanit\u00e0, sono stati incapaci di attuare riforme coraggiose per garantire il diritto alla tutela della salute&#8221;. Un Ssn gravemente malato, afferma, che &#8220;costringe i <strong>pazienti ad attese infinite, migrazione sanitaria, spese ingenti, sino alla rinuncia alle cure<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Secondo una recente audizione dell&#8217;Istat, sottolinea Gimbe, la quota di persone che hanno dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie \u00e8 passata dal 6,3% nel 2019 al 9,6% nel 2020, sino all&#8217;l&#8217;11,1% nel 2021. E se nel 2022 le stime attesterebbero un recupero con una riduzione al 7%, l&#8217;ostacolo principale rimangono le lunghe liste di attesa (4,2%) rispetto alle rinunce per motivi economici (3,2%). <strong>Nel 2021, inoltre, la spesa sanitaria in Italia ha raggiunto i 168 miliardi di euro,<\/strong> di cui 127 di spesa pubblica (75,6%), 36,5 (21,8%) a carico delle famiglie e 4,5 (2,7%) sostenuti da fondi sanitari e assicurazioni. La chiave di lettura, commenta Cartabellotta, &#8220;\u00e8 chiarissima: la politica si \u00e8 sbarazzata di una consistente quota di spesa pubblica per la sanit\u00e0, scaricando oneri iniqui sui bilanci delle famiglie&#8221;.<\/p>\n<h3>Disegueglianze sanitarie: &#8220;Il gap Nord- Sud \u00e8 ormai incolmabile&#8221;<\/h3>\n<p>Quanto alle <strong>diseguaglianze territoriali, il gap Nord-Sud \u00e8 &#8220;ormai incolmabile<\/strong>, e rende la &#8216;questione meridionale&#8217; in sanit\u00e0 una priorit\u00e0 sociale ed economica&#8221;. Infatti, guardando ai punteggi Lea (Livelli essenziali di assistenza) nel decennio 2010-2019, tra le prime 10 Regioni solo due sono del centro (Umbria e Marche) e nessuna del sud, e nel 2020 <strong>solo 11 Regioni risultano adempienti ai Lea, di cui solo la Puglia al Sud<\/strong>.<\/p>\n<p>Altra criticit\u00e0 segnalata da Gimbe \u00e8 il mancato accesso alle innovazioni. L&#8217;ultimo aggiornamento dei Lea risale al gennaio 2017, ma per mancanza di risorse non \u00e8 mai stato approvato il decreto Tariffe relativo a specialistica ambulatoriale e protesica. Di conseguenza, puntualizza Cartabellotta, &#8220;innovazioni quali la procreazione medicalmente assistita, lo screening neonatale esteso, ausili e dispositivi all&#8217;avanguardia (apparecchi acustici digitali, protesi di ultima generazione, carrozzine basculanti) oggi possono essere erogate solo dalle Regioni non in Piano di rientro con risorse proprie, generando ulteriori diseguaglianze e tenendo in ostaggio i diritti dei pazienti&#8221;. Ed intanto, conclude, &#8220;<strong>il continuo aggiornamento dei Lea al fine di mantenerli allineati all&#8217;evoluzione scientifica rimane solo un vuoto slogan<\/strong>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;ultimo caso \u00e8 quello di una coppia di anziani che aveva provato a prenotare una visita diabetologica all&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza: prima data utile gennaio 2024. Vuoi accorciare i tempi di qualche mese? 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