{"id":199184,"date":"2023-04-11T06:30:37","date_gmt":"2023-04-11T04:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=199184"},"modified":"2023-04-05T10:30:03","modified_gmt":"2023-04-05T08:30:03","slug":"a-80-anni-dal-bombardamento-di-cosenza-il-saggio-reportage-di-roberta-fortino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/a-80-anni-dal-bombardamento-di-cosenza-il-saggio-reportage-di-roberta-fortino\/","title":{"rendered":"A 80 anni dal bombardamento di Cosenza, il saggio reportage di Roberta Fortino"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Settimo incontro oggi pomeriggio alle 18.30 nella sala &#8220;Telesio&#8221; dell&#8217;hotel Royal, della rassegna letteraria Cosenza che ama leggere e ascoltare buona musica, un&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;Universitas Vivariensis e dall&#8217;Accademia musicale della Calabria &#8220;F.S. Salfi&#8221;. In programma la presentazione in anteprima nazionale del <strong>saggio-reportage 1943 Cosenza bombardata &#8230;e la morte arriv\u00f2 dal cielo<\/strong>, fresco di stampa edito da Progetto 2000.<\/p>\n<p>All&#8217;iniziativa coordinata da Demetrio Guzzardi, con la presenza dell&#8217;autrice, \u00e8 previsto un saluto istituzionale del sindaco di Cosenza, Franz Caruso e alcuni interventi e testimonianze. Gli allievi dell&#8217;Accademia musicale &#8220;F.S. Salfi&#8221; eseguiranno alcuni brani musicali.<\/p>\n<h4><strong>La storia<\/strong><\/h4>\n<p><strong>Luned\u00ec 12 aprile 1943, Cosenza<\/strong> veniva bombardata dagli aerei americani; in quella incursione <strong>morirono 75 persone<\/strong>, tra cui 5 scolari che uscivano dalla Scuola elementare dello Spirito Santo. La morte arriv\u00f2 dal cielo e nuove incursioni aeree colpirono la citt\u00e0 con altri lutti e feriti. In questo saggio reportage l\u2019autrice, consultando un sito americano di veterani della seconda guerra mondiale, ha individuato attraverso alcune testimonianze l\u2019identit\u00e0 della squadriglia aerea che ha bombardato Cosenza. In queste pagine vengono presentate anche le <strong>operazioni di guerra che hanno portato sangue e distruzione in numerosi luoghi della Calabria<\/strong>, individuati dagli Alleati come bersaglio per terrorizzare la popolazione.Nella seconda parte del volume vengono riportate alcune testimonianze dei parenti delle vittime o di mutilati e un elenco delle tante manifestazioni, iniziative e monumenti che ricordano i tragici eventi del 1943 a Cosenza. Un\u2019appendice antologica conclude il volume, che viene pubblicato in occasione degli ottant\u2019anni dai bombardamenti.<\/p>\n<h4><strong>L&#8217;autrice<\/strong><\/h4>\n<p>Roberta Fortino \u00e8 nata a <strong>Donnici<\/strong> (Cs) il 24 novembre 1964. \u00c8 laureata all\u2019Universit\u00e0 degli studi della Calabria in Scienze economiche e sociali (1990) e Giurisprudenza (2007). Docente di Economia aziendale negli Istituti superiori, ha seguito il corso di Tecniche di illustrazioni per la didattica (2018). Giornalista pubblicista, ha scritto su periodici e riviste, tra cui \u201cBuongiorno Cosenza\u201d e \u201cIniziativa\u201d. Con l\u2019Editoriale progetto 2000 ha curato le illustrazioni della ristampa del volume di don Luigi Nicoletti \u201cQui parlano le bestie\u201d (2019) e collabora con suoi disegni alla collana \u201cStudi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento cattolico in Calabria\u201d.<\/p>\n<h5><strong>Guzzardi: &#8220;un reportage che ci &#8216;costringe&#8217; a fare un tuffo nel passato&#8221;<\/strong><\/h5>\n<p>&#8220;Nella storia recente di Cosenza, non c\u2019\u00e8 data come quella di luned\u00ec 12 aprile 1943 che possa raccontare un episodio pi\u00f9 drammatico; nessun cosentino &#8211; scrive l&#8217;editore Demetrio Guzzardi &#8211; avrebbe mai pensato che in un giorno di primavera dal cielo piovessero bombe e morte. Nessuno fu risparmiato dai pi\u00f9 piccoli agli anziani, ai negozianti, agli artigiani a quelli che lavorando alle ferrovie, erano tutti intenti a trasportare le persone dalla citt\u00e0 capoluogo ai vari paesi che fanno da corona a Cosenza&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;C\u2019era anche un circo equestre che aveva montato le sue tende nei pressi del Crati, per strappare un sorriso a chi poteva comprare il biglietto per lo spettacolo. Poi dall\u2019azzurro del cielo\u2026 il nero della morte, la distruzione, case bruciate, vite spezzate o mutilate, niente pi\u00f9 come prima. E l\u2019orrore della morte che veniva dal cielo si ripeter\u00e0 per altri 150 giorni; la brutalit\u00e0 della guerra non risparmi\u00f2 i luoghi della cultura e finanche ospedali, orfanotrofi, conventi e chiese. Arriv\u00f2 anche sulla scalinata di San Gaetano, dove un prete, don Luigi Maletta, molto vicino ai poveri e ai sofferenti, raccolse gli ultimi istanti di vita della madre e della sorella&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Per i cosentini in quell\u2019estate 1943 allontanarsi dalla citt\u00e0 fu l\u2019unica via di scampo, cercando un rifugio nei paesi circostanti, tra parenti e amici. Le bombe e la morte fecero scappare tutti; anche gli oggetti pi\u00f9 sacri e venerati presero la via di un rifugio sicuro: la venerata icona della Madonna del Pilerio fu portata a Pietrafitta dai frati minori e il miracoloso Crocifisso della Riforma fu messo in salvo dall\u2019incendio che distrusse quasi tutto della chiesa e del convento dei cappuccini, portato a piedi e in spalla da padre Daniele Gil, nel santuario della Madonna della catena a Laurignano. Anche la preziosa Stauroteca fu messa in salvo e, per paura delle distruzioni e delle ruberie, di nascosto fu portata a Roma e custodita nei Musei Vaticani&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Tanti, troppi i segni che quella devastazione aveva lasciato; i morti furono pianti e seppelliti, ma i feriti portarono per sempre sulla loro carne quelle cicatrici incancellabili. Per solennizzare gli 80 anni dal 12 aprile 1943, pubblichiamo questo reportage della prof.ssa Roberta Fortino che ci costringe a fare un tuffo nel passato per conoscere episodi che non erano del tutto noti al grande pubblico, o lasciati solo al ricordo dei parenti delle vittime e dei mutilati. C\u2019\u00e8 un per\u00f2 di questa storia che riguarda tutti noi, ancora dopo tanti anni; periodicamente, pure a Cosenza, casualmente ci sono dei ritrovamenti di ordigni bellici inesplosi, che ci fanno ritornare a quei drammatici giorni&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019autrice di questo volume, da bambina, trov\u00f2 nei pressi della sua abitazione a Donnici, un proiettile inesploso con cui si mise a giocherellare e solo l\u2019intervento di uno zio che le tolse di mano l\u2019ordigno e la pietra con cui stava cercando di aprirlo, ha evitato il peggio. Le bombe lanciate e non esplose, degradano molto lentamente, rimanendo attive per decenni; purtroppo continuiamo a convivere con un passato, a volte tragicamente presente, una vera discarica bellica sotto i nostri piedi: vengono rinvenuti ogni anno 50 mila ordigni inesplosi. Dovremmo far nostro il preambolo dello Statuto dell\u2019Onu che recita: \u00abSalvare le future generazioni dal flagello della guerra\u00bb&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Settimo incontro oggi pomeriggio alle 18.30 nella sala &#8220;Telesio&#8221; dell&#8217;hotel Royal, della rassegna letteraria Cosenza che ama leggere e ascoltare buona musica, un&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;Universitas Vivariensis e dall&#8217;Accademia musicale della Calabria &#8220;F.S. Salfi&#8221;. 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