{"id":199259,"date":"2023-04-05T18:15:16","date_gmt":"2023-04-05T16:15:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=199259"},"modified":"2023-04-05T19:38:17","modified_gmt":"2023-04-05T17:38:17","slug":"rende-processata-per-aver-violato-il-domicilio-di-casa-sua-lieto-fine-per-una-55enne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/rende-processata-per-aver-violato-il-domicilio-di-casa-sua-lieto-fine-per-una-55enne\/","title":{"rendered":"Rende, processata per aver violato il domicilio di casa sua: lieto fine per una 55enne"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; I fatti risalgono al 2016 e la vicenda processuale si \u00e8 conclusa solo oggi. Oggetto del contendere una <strong>casa popolare situata a Rende nella centralissima Via Rossini<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Alla morte della anziana signora titolare dell\u2019 appartamento si sono creati, come spesso succede, problemi civilistici legati alla titolarit\u00e0 della casa<\/strong>, sfociati per\u00f2 in questo caso in un processo penale. <strong>Da un lato il nipote<\/strong> trentenne della donna defunta ed assegnataria dell\u2019 immobile,<strong> dall\u2019altro le due figlie<\/strong> dell\u2019 originaria proprietaria, E.A. cinquantacinquenne residente a Rende, difesa dall\u2019avvocato Domenico De Maio, ed <strong>E. M.<\/strong> sessantenne residente da molti anni in Lombardia <strong>difesa dall\u2019avvocato Mario Alberelli.<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>signora E.A.<\/strong> risultava residente nella casa materna gi\u00e0 dal 1992 e quindi si riteneva\u00a0 a ben vedere titolare del diritto ad abitare nella casa materna. Il nipote della proprietaria di casa invece poco prima della morte della nonna era andato a vivere presso l\u2019alloggio popolare trasferendo l\u00ec anche la sua residenza anagrafica.\u00a0 Dopo la morte dell\u2019anziana signor , la figlia E.A. chiese all\u2019 A.T.E.R.P. l\u2019 assegnazione dell\u2019 alloggio popolare sul presupposto che dal 1992\u00a0 ha sempre vissuto nell\u2019 immobile, tranne gli ultimi tre anni in cui fu allontanata improvvisamente dalla madre che non accettava la sua seconda gravidanza. Da questo momento \u00e8 nato un contenzioso prima presso il Tribunale Civile di Cosenza e successivamente \u00a0presso l\u2019 A.T.E.R.P. \u00a0Ente quest\u2019 ultimo chiamato a decidere chi avesse effettivamente diritto ad abitare in quell\u2019appartamento.<\/p>\n<p>Prima della conclusione dell\u2019 iter burocratico<strong> la signora E.A. dopo la morte della madre non avendo altre soluzioni abitative ed essendo disoccupata decise di fare rientro nell\u2019appartamento<\/strong>, dove era sempre stata residente ed in quella occasione chiese alla sorella E.M. di accompagnarla. I<strong>l nipote in quell\u2019episodio chiam\u00f2 immediatamente i Carabinieri<\/strong> accusando le due donne di aver violato il domicilio della abitazione della quale si riteneva unico titolare.<\/p>\n<p>Giunti tempestivamente sul posto i Carabinieri di Rende verificavano la presenza delle due donne nell\u2019 appartamento, contestando la violazione di domicilio alle due donne. Da questo episodio sono scaturite le indagini e la Procura di Cosenza ha chiesto il rinvio a giudizio delle due donne e ne \u00e8 nato un processo penale. A distanza di qualche mese dai fatti oggetto di querela<strong> l\u2019 A.T.E.R.P. ha inequivocabilmente stabilito che unica e indiscussa titolare dell\u2019 appartamento era la signora E.A<\/strong>. , tuttavia l\u2019 ingresso nell\u2019 appartamento, avvenuto nel 2016, per come denunciato ai Carabineri costituisce comunque reato ed \u00e8 stata necessaria la celebrazione di un processo penale a carico delle due sorelle\u00a0 pizzicate \u2018\u2019sul fatto\u2019\u2019.<\/p>\n<p>Dal 2016 ad oggi sono stati ascoltati i militari dell\u2018 arma intervenuti al momento dei fatti, nonch\u00e9 i testimoni citati dal nipote dell\u2019 originaria proprietaria, successivamente defunta, ed infine i testimoni citati dalle due sorelle imputate di violazione di domicilio. Al termine dell\u2019istruttoria dibattimentale ,durata \u00a0anni, \u00e8 stata dimostrata la legittimit\u00e0 del comportamento delle due sorelle imputate. L\u2019 emissione della sentenza di assoluzione con la formula<strong> \u201cperch\u00e9 il fatto non sussiste\u201d<\/strong> ha restituito gioia e serenit\u00e0 alle due sorelle assolte:<strong> E. A. legittima titolare dell\u2019appartamento, difesa dall\u2019avvocato Domenico De Maio, ed E.M. residente in Lombardia \u00a0difesa dall\u2019avvocato Mario Alberelli,<\/strong> entrambi del Foro di Cosenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; I fatti risalgono al 2016 e la vicenda processuale si \u00e8 conclusa solo oggi. Oggetto del contendere una casa popolare situata a Rende nella centralissima Via Rossini. 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