{"id":199456,"date":"2023-04-09T18:00:42","date_gmt":"2023-04-09T16:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=199456"},"modified":"2023-04-09T12:11:55","modified_gmt":"2023-04-09T10:11:55","slug":"blocco-delle-nascite-in-italia-ma-la-calabria-fra-le-regioni-in-cui-si-fanno-piu-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/blocco-delle-nascite-in-italia-ma-la-calabria-fra-le-regioni-in-cui-si-fanno-piu-figli\/","title":{"rendered":"Blocco delle nascite in Italia ma la Calabria fra le regioni in cui si fanno pi\u00f9 figli"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La natalit\u00e0 in Italia \u00e8 al minimo storico:<strong> meno di 7 neonati<\/strong>. \u00c8 quanto emerge dagli indicatori demografici dell&#8217;Istat relativi al 2022 e da poco pubblicati. Il calo della popolazione residente (-3% all&#8217;1 gennaio 2023) \u201c\u00e8 frutto &#8211; spiegano i ricercatori &#8211; <strong>di una dinamica demografica sfavorevole che vede un eccesso dei decessi sulle nascit<\/strong>e, non compensato dai movimenti migratori con l&#8217;estero. I decessi sono stati 713 mila, le nascite 393mila, toccando un nuovo minimo storico, <strong>con un saldo naturale quindi di -320mila unit\u00e0<\/strong>\u201d.<\/p>\n<h3><strong>In Calabria un tasso di nativit\u00e0 alto<\/strong><\/h3>\n<p>Nel 2022 i nati sono scesi, per la prima volta dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia,<strong> sotto la soglia delle 400mila unit\u00e0<\/strong>. La diminuzione del numero medio di figli per donna riguarda sia il Nord sia il Centro Italia, dove si registrano valori rispettivamente pari a 1,26 e 1,16 (nel 2021 erano pari a 1,28 e 1,19). Nel Mezzogiorno, invece, <strong>si registra un lieve aumento e la Calabria \u00e8 una tra le regioni in cui la media dei figli per donna si attesta all&#8217;1.28%<\/strong>. al di sopra della media nazionale. La regione con la fecondit\u00e0 pi\u00f9 alta \u00e8 il Trentino-Alto Adige con un valore pari a 1,51 figli per donna. Le regioni a seguire, Sicilia, Campania e <strong>Calabria registrano i valori pi\u00f9 alti.<\/strong> In fondo alla classifica la Sardegna con un media dello 0,95.<\/p>\n<h3><strong>Calo demografico nel Sud e in Calabria<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Appurato che nel 2022 la popolazione residente presenta una decrescita simile a quella del 2019 (-2,9) &#8211; si legge nel report &#8211; <strong>sul piano territoriale si evidenzia un calo demografico importante che interessa il Mezzogiorno (-6,3)<\/strong>. Il Centro (-2,6) e soprattutto il Nord (-0,9), che pur presentano un saldo demografico negativo, hanno valori migliori della media nazionale&#8221;. Sul piano regionale, la popolazione risulta in aumento solo in Trentino-Alto Adige (+1,6), in Lombardia (+0,8) e in Emilia-Romagna (+0,4). Le regioni, invece, in cui si \u00e8 persa pi\u00f9 popolazione sono la Basilicata, il Molise, la Sardegna e la Calabria, tutte con tassi di decrescita pi\u00f9 bassi del -7.<\/p>\n<h3><strong>Presenza straniera in aumento ma non nel Sud<\/strong><\/h3>\n<p>L&#8217;Italia recupera attrattivit\u00e0 nei confronti dell&#8217;estero: il saldo migratorio netto sale da +88mila nel 2020 e +160mila nel 2021 a +229mila nel 2022 (con 361mila iscrizioni dall&#8217;estero e 132mila cancellazioni per l&#8217;estero)<strong>. L&#8217;Istat spiega per\u00f2 che il saldo migratorio con l&#8217;estero positivo appare &#8220;in grado di compensare solo in parte l&#8217;effetto negativo del pesante bilancio della dinamica naturale&#8221;<\/strong>. La popolazione di cittadinanza straniera al 1 gennaio 2023 \u00e8 di 5 milioni e 50mila unit\u00e0, in aumento di 20mila individui (+3,9) sull&#8217;anno precedente. L&#8217;incidenza degli stranieri residenti sulla popolazione totale \u00e8dell&#8217;8,6%, in leggero aumento rispetto al 2022 (8,5%). <strong>Quasi il 60% degli stranieri, pari a 2 milioni 989mila unit\u00e0<\/strong>, risiede al Nord, per un&#8217;incidenza dell&#8217;11%, la pi\u00f9 alta del Paese. Risulta attrattivo per gli stranieri anche il Centro, dove risiede un milione 238mila individui (25% del totale) con un&#8217;incidenza del 10,6%, al di sopra della media nazionale. <strong>Il Mezzogiorno ha invece meno presenza straniera, 824mila unit\u00e0 (16%), per un&#8217;incidenza del 4,2%<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Speranza di vita in crescita<\/strong><\/h3>\n<p>La speranza di vita alla nascita nel 2022 \u00e8 stimata in 80,5 anni per gli uomini e in 84,8 anni per le donne, solo per i primi si evidenzia, rispetto al 2021, un recupero quantificabile in circa 2 mesi e mezzo di vita in pi\u00f9.<strong> Per le donne, invece, il valore della speranza di vita alla nascita rimane invariato rispetto all\u2019anno precedente.<\/strong> I livelli di sopravvivenza del 2022 risultano ancora sotto quelli del periodo pre-pandemico, registrando valori di 6 mesi inferiori nei confronti del 2019, sia tra gli uomini che tra le donne<strong>. In Calabria per gli uomini \u00e8 di 79,5 anni, mentre per le donne di 83,8 anni.<\/strong> Sebbene il rallentamento della speranza di vita delle donne rispetto agli uomini costituisca un processo ravvisabile gi\u00e0 in anni precedenti la pandemia, quest\u2019ultima &#8211; osserva l&#8217;Istat &#8211; pu\u00f2 aver acuito il trend.<strong> L\u2019impatto della crisi sul sistema sanitario, e la conseguente difficolt\u00e0 nella programmazione di visite e controlli medici, potrebbero esser state particolarmente forti per le donne<\/strong>, pi\u00f9 inclini degli uomini a fare prevenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La natalit\u00e0 in Italia \u00e8 al minimo storico: meno di 7 neonati. \u00c8 quanto emerge dagli indicatori demografici dell&#8217;Istat relativi al 2022 e da poco pubblicati. 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