{"id":199674,"date":"2023-04-16T11:00:39","date_gmt":"2023-04-16T09:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=199674"},"modified":"2023-04-14T20:02:22","modified_gmt":"2023-04-14T18:02:22","slug":"disturbi-mentali-negli-adolescenti-in-aumento-lautolesionismo-e-luso-di-sostanze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/disturbi-mentali-negli-adolescenti-in-aumento-lautolesionismo-e-luso-di-sostanze\/","title":{"rendered":"Disturbi mentali negli adolescenti: in aumento l&#8217;autolesionismo e l\u2019uso di sostanze"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il fenomeno, acuitosi in seguito alla pandemia da Covid-19, vede protagonisti i <strong>minori in et\u00e0 adolescenziale e pre-adolescenziale<\/strong>. Il Coordinamento dei Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale italiani, hanno anche trasmesso un documento al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio.<\/p>\n<p><strong>Autolesionismo, tentativi di suicidio, disturbi del comportamento alimentare<\/strong> e uso di <strong>sostanze<\/strong>: in pieno boom i disturbi mentali tra i giovani e i giovanissimi, mentre si impoveriscono i servizi di Salute Mentale.\u00a0Si \u00e8 parlato di questo durante il workshop \u201cLe istituzioni incontrano la Salute mentale &#8211; Verso l\u2019incontro di Roma del 18 Maggio 2023\u201d, organizzato dal Coordinamento dei Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale con Motore Sanit\u00e0, rivolto ai Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale italiani, con l\u2019obiettivo di mettere la Salute Mentale al centro delle agende di governo nazionale e regionali.<\/p>\n<h4><strong>Ostacoli culturali ed economici<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;L\u2019attuale organizzazione dei <strong>128 Dipartimenti di Salute Mentale<\/strong> \u00e8 poco funzionale rispetto ai nuovi bisogni &#8211; commenta Michele Sanza, Direttore DSM-DP Forl\u00ec-Cesena AUSL Romagna. La separazione tra il Centro di Salute Mentale, le dipendenze patologiche e la neuropsichiatria infantile rende pi\u00f9 difficoltosa l\u2019integrazione degli interventi su molti pazienti con comorbilit\u00e0, spesso in transizione per ragione di et\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Occorre quindi rivedere l\u2019attuale organizzazione<\/strong>, premiando soprattutto i percorsi trasversali che compiono i pazienti, favorendo l\u2019integrazione tra le competenze specialistiche necessarie e migliorando l\u2019offerta qualitativa. Abbiamo maturato un patrimonio notevole di conoscenze sui disturbi mentali, che per\u00f2 trova scarsa applicazione perch\u00e9 l\u2019implementazione delle terapie evidence based \u00e8 attualmente impossibile, per ragioni di scarsit\u00e0 di risorse e di preparazione culturale. Non esiste un settore di medicina dove il ritardo sull\u2019implementazione delle conoscenze scientifiche \u00e8 tale come nella salute mentale\u201d.<\/p>\n<h4><strong>Dipartimenti di Salute mentale allo stremo<\/strong><\/h4>\n<p>\u201cIn Italia cresce il numero delle persone che presentano un disturbo mentale grave (pi\u00f9 del 6% della popolazione generale), crescono i bisogni specifici (migranti, autori di reato, senza fissa dimora, bambini e adolescenti) e i disturbi emotivi comuni (20% della popolazione generale, con aumento vertiginoso dopo la pandemia) e, allo stesso tempo, diminuiscono le risorse a disposizione della sanit\u00e0 in generale (dal 6,8% del PIL al 6,1% nel 2023) e della salute mentale in particolare (in media il 3% del FSN, a fronte di una quota del 5% fissata dalla CU Stato-Regioni nel 2001)\u201d. Lo afferma Giuseppe Ducci, Direttore del DSM della ASL Roma 1. \u201cI Dipartimenti di Salute mentale sono allo stremo e non riescono pi\u00f9 a garantire i LEA. D\u2019altro canto la presa in carico di un paziente grave necessit\u00e0 di continuit\u00e0, prossimit\u00e0 e di un\u2019\u00e8quipe multidisciplinare che nessun privato pu\u00f2 o vuole offrire. La soluzione? Finanziare i DSM e riportare la salute mentale, con tutte le sue implicazioni politiche, sociali e di sicurezza al centro dell\u2019interesse collettivo.\u201d<\/p>\n<h4><strong>Vanno riviste alcune norme del codice penale<\/strong><\/h4>\n<p>\u201cQuesta situazione \u00e8 stata acuita dal doveroso percorso di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, conclusosi con la legge 81\/2014\u201d, sottolinea Enrico Zanalda, Direttore Dipartimento interaziendale di salute mentale ASL TO3. \u201cA distanza di quasi nove anni abbiamo ben presente quali siano le criticit\u00e0 dell\u2019attuale situazione che \u00e8 stata giudicata pericolosa dalla sentenza numero 22\/2022 della corte costituzionale. I <strong>percorsi di cura dei pazienti con infermit\u00e0 mentale autori di reato sono, nel 90% dei casi, misure di sicurezza<\/strong> non detentive a carico dei Dipartimenti di Salute Mentale. Le 31 Residenze per l\u2019esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) che le regioni hanno realizzato, garantiscono un totale di circa 600 posti per l\u2019esecuzione delle misure di sicurezza detentive. Queste vengono per\u00f2 comminate in numero maggiore e inoltre i pazienti restano nelle REMS per dei tempi non sempre adeguati, per cui vi sono altrettanti pazienti in lista di attesa a livello nazionale. E\u2019 <strong>una situazione che dovr\u00e0 essere affrontata<\/strong> regolando meglio i flussi dei pazienti in entrata e in uscita dalle REMS, attraverso una migliore collaborazione con dei DSM potenziati e attraverso la modificazione di alcune norme del codice penale che risalgono ancora al codice Rocco del 1930 non in sintonia con la moderna concezione comunitaria della Psichiatria\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il fenomeno, acuitosi in seguito alla pandemia da Covid-19, vede protagonisti i minori in et\u00e0 adolescenziale e pre-adolescenziale. Il Coordinamento dei Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale italiani, hanno anche trasmesso un documento al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio. 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