{"id":199698,"date":"2023-04-16T19:00:38","date_gmt":"2023-04-16T17:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=199698"},"modified":"2023-04-13T09:07:25","modified_gmt":"2023-04-13T07:07:25","slug":"lallarme-dei-pediatri-per-ogni-bimbo-1000-foto-online-prima-dei-5-anni-tanti-rischi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/lallarme-dei-pediatri-per-ogni-bimbo-1000-foto-online-prima-dei-5-anni-tanti-rischi\/","title":{"rendered":"L&#8217;allarme dei pediatri: \u00abper ogni bimbo 1000 foto online prima dei 5 anni. Tanti rischi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Foto del bimbo il primo giorno di scuola, o mentre mangia, dorme, svolge attivit\u00e0 divertenti in casa. Per tanti genitori condividere sui social media le foto dei propri figli \u00e8 un&#8217;abitudine consolidata, talvolta accompagnata dall&#8217;aggiunta di dettagli quali il nome del piccolo, la sua et\u00e0 e dove vive. Secondo uno studio europeo,<strong> ogni anno i genitori condividono online una media di 300 foto riguardanti i propri figli e prima del quinto compleanno ne hanno gi\u00e0 condivise quasi 1.000.<\/strong> Ma<strong> la Societ\u00e0 italiana di pediatria (Sip) lancia l&#8217;allerta<\/strong> su rischi connessi al fenomeno dello sharenting, ovvero la condivisione su social delle immagini dei minori.<\/p>\n<h3>I rischi dello sharenting<\/h3>\n<p>Le prime tre destinazioni di queste foto sono <strong>Facebook (54%), Instagram (16%) e Twitter (12%).<\/strong> In aumento anche le foto &#8216;prima della nascita&#8217;. Un quarto dei bambini abbia un qualche tipo di presenza online prima di venire al mondo: negli Stati Uniti, il 34% dei genitori pubblica abitualmente ecografie online, percentuale che in Italia si attesta al 15%.<\/p>\n<p>In agguato, per\u00f2, ci sono vari rischi di cui gli stessi genitori sono spesso inconsapevoli e che implicano questioni relative alla tutela dell&#8217;immagine del minore, alla riservatezza dei dati personali, alla sicurezza digitale, e che possono esporre anche alla<strong> pedopornografia.<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre in Francia \u00e8 in discussione in Parlamento una proposta di legge che vorrebbe limitare la condivisione di foto dei figli online, in Italia, gi\u00e0 nel novembre scorso, l<strong>a Garante per l&#8217;Infanzia e l&#8217;Adolescenza Carla Garlatti ha sollecitato per lo sharenting l&#8217;applicabilit\u00e0 delle disposizioni in materia di cyberbullismo<\/strong>, che consentono ai minorenni di chiedere direttamente la rimozione dei contenuti. A fare il punto su questo fenomeno \u00e8 ora uno studio gi\u00e0 disponibile online ed in via di pubblicazione, sulla rivista Journal of Pediatrics, dell&#8217;European Pediatrics Association, di cui \u00e8 primo autore Pietro Ferrara, responsabile del Gruppo di Studio per i diritti del bambino della Sip.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Foto del bimbo il primo giorno di scuola, o mentre mangia, dorme, svolge attivit\u00e0 divertenti in casa. Per tanti genitori condividere sui social media le foto dei propri figli \u00e8 un&#8217;abitudine consolidata, talvolta accompagnata dall&#8217;aggiunta di dettagli quali il nome del piccolo, la sua et\u00e0 e dove vive. 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