{"id":200502,"date":"2023-04-24T15:12:53","date_gmt":"2023-04-24T13:12:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=200502"},"modified":"2023-04-24T15:12:53","modified_gmt":"2023-04-24T13:12:53","slug":"emergenza-scuola-in-calabria-preoccupa-calo-demografico-e-mancanza-di-investimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/emergenza-scuola-in-calabria-preoccupa-calo-demografico-e-mancanza-di-investimenti\/","title":{"rendered":"Emergenza scuola in Calabria: \u00abpreoccupa calo demografico e mancanza di investimenti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u201cI dati scolastici calabresi in termini di <strong>presenza di alunni anche quest\u2019anno fa registrare un trend negativo di quasi 4000 studenti<\/strong> in meno con inevitabili ricadute sui docenti e personale Ata. Un calo demografico, ormai si direbbe strutturale &#8211; si legge in una nota di Pino Assalone, segretario regionale UNICOBAS Scuola- Universit\u00e0 -. <strong>Da anni la Calabria fa i conti, ma senza essere mai affrontato nelle dovute sedi<\/strong>, con un problema che non \u00e8 solo scolastico ma sociale. A fronte di un calo demografico di iscrizione aumentano gli studenti con disabilit\u00e0 che, <strong>oltre a vedersi assegnati la garanzia fondamentale del docente, e sebbene costituisca uno dei punti di forza del nostro sistema scolastico<\/strong>, pur tuttavia sono evidenti e persistenti da tempo varie criticit\u00e0 di non poco conto, che vanno dall\u2019insufficiente assistenza in classe alla presenza di barriere architettoniche, <strong>da percorsi formativi non sempre ben calibrati alle esigenze degli studenti<\/strong>. E\u2019 evidente &#8211; continua la nota &#8211; come il sistema scolastico calabrese rappresenti uno dei tanti anelli deboli con cui bisogna fare i conti quotidianamente. Intanto le scelte governative,<strong> le scelte regionali non si proiettano in una dimensione tese ad aumentare la qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa<\/strong>. C\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 che il diritto allo studio, costituzionalmente sancito, venga di fatto realizzato e reso esigibile.<\/p>\n<p>Il tema della povert\u00e0 educativa<strong> in Calabria \u00e8 fortemente presente e si allaccia con l\u2019altro tema del lavoro minorile in costante aumento<\/strong>. Uno studente calabrese non ha la stessa offerta formativa ed educativa di un bambino del nord. In pi\u00f9, divari scolastici presenti <strong>nella nostra regione sono caratterizzati dall\u2019estrema frammentariet\u00e0 dell\u2019offerta e da profondi divari territoriali<\/strong> nella dotazione di strutture e nella spesa pubblica corrente delle amministrazioni locali. Non tutti i bambini beneficiano, per esempio, del servizio mensa, e <strong>per effetti strutturali e di organici non tutti accedono al tempo pieno e purtroppo non tutte le scuole sono dotate di una palestra<\/strong>.<\/p>\n<p>Quello che preoccupa \u00e8 un disinvestimento progressivo della spesa pubblica ritenendo la scuola marginale rispetto agli impegni di spesa.<strong> Un differenziale che fotografa uno scarto sempre pi\u00f9 marcato tra nord e sud<\/strong>. Come non capire che la debolezza dell\u2019offerta scolastica alimenta il processo di denatalit\u00e0 e flussi di immigrazione giovanile che a loro volta comprimono il numero degli alunni ,con <strong>il conseguente adeguamento al ribasso dell\u2019offerta di istruzione<\/strong>. Per contrastare queste dinamiche negative occorre invertire il trend di spesa e rafforzare le finalit\u00e0 di coesione delle politiche nazionali e regionali in tema di istruzione.<\/p>\n<p>Il PNRR &#8211; continua Pino Assalone &#8211; \u00e8 l\u2019occasione per<strong> colmare i divari infrastrutturali tra i paesi interni e non solo<\/strong>. Tuttavia, la messa a terra delle risorse del PNRR deve avvenire attraverso una proficua mappatura dei bisogni.<strong> La priorit\u00e0 oggi \u00e8 rafforzare il sistema di istruzione soprattutto nelle aree pi\u00f9 marginali della regione garantendo asili nido, tempo pieno<\/strong>, una viabilit\u00e0 moderna, scuole sicure, coprire e rafforzare il sistema delle connessioni ad internet, rafforzando l\u2019offerta formativa dove pi\u00f9 alto \u00e8 il rischio di abbandono degli studi. <strong>I NET in Calabria sono poi la piaga sociale di cui bisogna contrastare la crescita purtroppo in continua espansione<\/strong>.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di<strong> salvaguardare i centri scolastici dell\u2019entroterra regionale<\/strong> se non si vuole aggravare la gi\u00e0 desertificazione con il rischio reale dell\u2019abbandono di tanti paesi. <strong>Il rischio in questa nostra regione \u00e8 quello che non si riesce a garantire il diritto allo studio<\/strong>. La non autorizzazione da parte di alcuni ATP delle classi in quasi tutti gli ordini di scuola devono far riflettere. <strong>Abbiamo bisogno di uno Stato e di una Regione forti, inclini a ridurre le disuguaglianze scolastiche<\/strong> e che non rinuncino alla propria sovranit\u00e0 come invece vogliono i fautori dell\u2019autonomia differenziata. Riteniamo che i tempi e le condizioni scolastiche , e non solo, non lascino pi\u00f9 spazio ai tentennamenti e alle politiche del poi vediamo. <strong>Occorre sedersi ad un tavolo &#8211; conclude la nota &#8211; per progettare una programmazione degli interventi a breve, medio e lungo termine<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u201cI dati scolastici calabresi in termini di presenza di alunni anche quest\u2019anno fa registrare un trend negativo di quasi 4000 studenti in meno con inevitabili ricadute sui docenti e personale Ata. 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