{"id":20098,"date":"2013-03-25T14:12:34","date_gmt":"2013-03-25T13:12:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20098"},"modified":"2023-01-17T13:17:54","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:54","slug":"7571-villa-verde-continua-il-calvario-dei-dipendenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7571-villa-verde-continua-il-calvario-dei-dipendenti\/","title":{"rendered":"Villa Verde, continua il calvario dei dipendenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> L&#8217;orizzonte \u00e8 sempre pi\u00f9 nero. <strong>Il presente ma anche il futuro, pi\u00f9 prossimo, per i dipendenti della casa di cura privata &#8220;Villa Verde&#8221;, <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00e8 sempre pi\u00f9 pieno di nubi. Altro che primavera, anche a livello lavorativo, l&#8217;inverno non cessa a passare. Oggi, cos\u00ec come ieri, cos\u00ec come undici mesi e mezzo f\u00e0, i dipendenti della casa di cura privata di Mendicino, hanno indetto un&#8217;altra giornata di agitazione. L&#8217;ennesimo sit in di protesta, l&#8217;ennesima occasione per gridare rabbia ed indignazione, l&#8217;ennesima dimostrazione di disperazione, non sono, purtroppo, servite a molto.<\/strong> Il braccio di ferro con la propriet\u00e0 continua e alla lunga, purtroppo, per i lavoratori, ad avere la meglio saranno i vertici della clinica. &#8220;Oggi come ieri &#8211; dicono in coro &#8211; siamo qui, per il nostro futuro, quello dei nostri figli ma anche per difendere la nostra dignit\u00e0.<strong> Insieme al lavoro, ci stanno portando via anche quella. Da un anno &#8211; gridano con le lacrime agli occhi e i visi scavati dalla sofferenza e dai segni della fame &#8211; abbiamo smesso di vivere. Appena sopravviviamo. Ma fino a quando? Quand\u00f2 verr\u00e0 il girono che chi di dovere si interesser\u00e0 a noi e di noi. Siamo stati lasciati soli. Abbandonati a noi stessi. Molti di noi, abbiamo perso la casa, siamo protestati dalle banche, non abbiamo pi\u00f9 nemmeno i soldi per un litro di latte e per un chilo di pane. E questo sarebbe un paese civile? E questo \u00e8 l&#8217;Italia fondata sulla Costituzione?. Siamo soli e basta&#8221;. Durante il sit in, per l&#8217;esagitazione e la rabbia, qualcuno dei dipendenti accusa un malore. Immediatamente viene soccorso.<\/strong> &#8220;Gli svenimenti e i malori &#8211; dice un dipendente &#8211; sono all&#8217;ordine del giorno, se non questione di ore e minuti. Da quasi un anno non riceviamo lo stipendio. Otto nostri collegfhi sono stati licenziati, nel modo peggiore. Con una lettera e senza nemmeno un perch\u00e8. Fra poco dovrebbe toccare ad altri dodici. ormai abbiamo smesso di sperare. Pi\u00f9 passa il tempo, pi\u00f9 le cose peggiorano. Avevamo nutrito speranze nel signor Prefetto che, in pi\u00f9 di un incontro con noi e con le organizzazioni sindacali, si \u00e8 mostrato disponibile nei nostri confronti. <strong>Ma finora non abbiamo ottenuto nulla. Abbiamo interpellato anche le Istituzioni, ma al di la di promesse di interessamento, pacche sulle spalle e gesti di solidariet\u00e0, non abbiamo visto ed ottenuto nulla. Non siamo cittadini di serie inferiore. Abbiamo tutto il diritto di essere difesi nella nostra dignit\u00e0. Cosa dobbiamo fare: darci fuoco?&#8221;. La disperazione aumenta, la rabbia pure. I decibel della rabbia e dell&#8217;indignazione fanno registrare picchi assordanti. La protesta finisce. Ma \u00e8 solo per riprendere le forze. Domani si ricomincia. A lottare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I PRIMI LICENZIAMENTI &#8211; <\/strong>La stangata. La spada di Damocle che, pendeva pericolosamente, sulla testa dei dipendenti della casa di cura privata &#8220;Villa Verde&#8221;, infilza le speranze, a dire il vero le ultime, degli stessi dipendenti. Sono, infatti, in arrivo per otto dipedenti della clinica, altrettante lettere di licenziamento. I tentativi delle principali sigle sindacali di categoria, di provare ad aprire un dialogo con la propriet\u00e0 per attivare gli ammortizzatori sociali, sono caduti, miseramente, nel vuoto. Il rischio, ora pi\u00f9 che mai serio, di questa sfornata di licenziamenti, complica ulteriormente la sirtuazione dei dipendenti, provati psicologicamente dall&#8217;andare avanti da oltre dieci mesi, senza percepire lo stipendio. La storia della storica (scusate il gioco di parole) clinica neuropsichiatrica \u00e8 comunque a quella di tante altre strutture private del territorio, dove da mesi i dipendenti portano avanti con enormi sacrifici la loro &#8220;amorevole missione&#8221; nei confronti dei pazienti, bisognosi non solo di cure e terapie, ma a volte di sorrisi. Villa Verde, fino a qualche anno fa, aveva quasi cento posti letto, ma le leggi regionali che si sono abbattute come scure sulla sanit\u00e0 privata, hanno ridotto di quasi il 50% i ricoveri. Villa Verde, infatti, oggi si trova a disporre di 50 posti letto. I dipendenti in totale sono 59, di cui uno a tempo determinato. Per consentire alla struttura sanitaria privata, di continuare a vivere e lavorare \u00e8 necessario tagliare otto dipendenti. Nonostante i tentativi delle sigle sindacali del comparto sanit\u00e0 (rappresentati da Eugenio Filice della Fp-Cgil, Riccardo Magar\u00f2 e Sergio canibo della Fps-Cisl, Franco Criaco della Fp-Uil, nonch\u00e8 dalle Rsa Luigi Alfano, Alessandro Iuliano e Antonio Arnone, ndr) di aprire un dialogo con la propriet\u00e0 sull&#8217;optare degli ammortizzatori sociali, l&#8217;amministratore unico di Villa Verde, Anna Perrelli e la titolare della clinica, Noemi Bonacci, hanno rispedito la proposta al mittente.<strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;orizzonte \u00e8 sempre pi\u00f9 nero. 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