{"id":201473,"date":"2023-05-09T12:15:11","date_gmt":"2023-05-09T10:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=201473"},"modified":"2023-05-09T14:37:47","modified_gmt":"2023-05-09T12:37:47","slug":"dai-pizzini-ai-social-mafie-sempre-piu-influencer-nella-rete-la-mafia-nellera-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/dai-pizzini-ai-social-mafie-sempre-piu-influencer-nella-rete-la-mafia-nellera-digitale\/","title":{"rendered":"Dai pizzini ai social, mafie sempre pi\u00f9 influencer nella Rete: la mafia nell&#8217;era digitale"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Dalla musica trap al neomelodico, <strong>dalle macchine extra-lusso ai gioielli kitch, dalla &#8220;presta libert\u00e0&#8221; dedicata a chi \u00e8 in galera,<\/strong> affinch\u00e9 veda presto la luce del sole, alla mitizzazione dei grandi boss del passato, <strong>dagli emoticons a forma di cuore o di leone, di fiamma o di lucchetto per dimostrare sentimento<\/strong>, coraggio, e omert\u00e0, agli hashtag per inserirsi nella scia dei contenuti virali su social network come Facebook (sempre meno), <strong>Instagram, Twitter e oggi soprattutto Tik tok. <\/strong><\/p>\n<p>Sono solo alcuni dei risultati emersi dal Rapporto <strong>&#8220;Le mafie nell&#8217;era digitale&#8221;, stilato dalla Fondazione Magna Grecia e presentato nella sala stampa della Camera dei Deputati<\/strong>, da Antonio Nicaso, docente di Storia della criminalit\u00e0 organizzata presso la Queen&#8217;s University in Canada, Marcello Ravveduto, professore di Public and digital history alle Universit\u00e0 di Salerno e di Modena-Reggio Emilia e responsabile della ricerca, e Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro.<strong> I &#8216;nuovi&#8217; boss, emerge dal Rapporto che ha processato 20mila commenti a video YouTube, 90 GB di video TikTok<\/strong> (per un totale di 11.500 video) e 2 milioni e mezzo di tweet, agiscono anche come &#8216;influencer&#8217; della Rete:<strong> &#8220;raccontano i nuovi linguaggi della criminalit\u00e0 organizzata sui social e confermano la capacit\u00e0 delle mafie di reinventarsi continuamente in base alle esigenze del presente.<\/strong> E di progredire, man mano che il digitale prende la scena facendo cadere i confini tra il reale e il virtuale&#8221;. &#8220;Dopo una prima fase in cui la le mafie usano i social in modo quasi ludico infatti &#8211; si legge nel Rapporto della Fondazione presieduta da Nino Foti -, anche nel mondo criminale subentra una maggiore consapevolezza del mezzo.<strong> Che diventa luogo di sponsorizzazione e comunicazione con gli affiliati cos\u00ec come con i nemici<\/strong>. Fino ad arrivare, con lo sbarco in Rete della nuova generazione criminale, alla creazione dell&#8217; &#8220;interreale mafioso&#8221;. Ovvero di una continuit\u00e0 tra quanto accade in rete e il mondo reale&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Alla minaccia sui social &#8211; continua &#8211; segue cos\u00ec l&#8217;agguato sul territorio. Le piattaforme diventano una specie di radar per intercettare affiliati e nemici da sostenere o colpire. Le vedette che controllano lo spazio fisico sono spesso le stesse che controllano quello virtuale, spiando i profili di amici e avversari. <strong>Una verit\u00e0 parallela che con l&#8217;arrivo di TikTok viene messa in diretta come in un &#8216;Grande fratello mafioso&#8217;.<\/strong> Si fanno vedere le case, le famiglie, i soldi guadagnati con lo spaccio, le minacce dirette ai nemici, la vita agli arresti domiciliari, i colloqui in carcere. <strong>In sintesi, si mette in mostra e si ostenta il potere&#8221;. Gli affiliati delle mafie agiscono sempre pi\u00f9, spiega Ravveduto,<\/strong> &#8220;come influencer dei clan, della comunit\u00e0 mafiofila e o fanno invertendo la figura dell&#8217;influencer, se l&#8217;influencer espone il brand, in questo caso il lusso viene usato esaltando il marchio della mafia,<strong> la mafia si brandizza e cos\u00ec troviamo dentro queste narrazioni dalle 10 alle 40 marche per dire chi ha queste marche chi ha questo lusso<\/strong>, lo pu\u00f2 fare, le pu\u00f2 avere, perch\u00e9 appartiene al potere mafioso e cos\u00ec si crea anche la comunit\u00e0 di fan che sostengono i valori delle mafie<strong>. I giovani boss diventano delle celebrit\u00e0, anche con strategie di marketing, di promozione del loro brand e simboli forti sono il sangue che indica fratellanza<\/strong>, le catene per il carcere, la fiamma che \u00e8 la forza, il fuoco, il lucchetto che \u00e8 la famosa omert\u00e0 e il leone che racconta la camorra, fino al Joker che ci riporta a Matteo Messia Denaro&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>Gratteri, &#8216;contro le mafie dobbiamo assumere degli hacker&#8217;<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Mentre la politica discute di utilit\u00e0 o meno delle intercettazioni, <strong>le mafie sono gi\u00e0 in grado di comprarsi degli hacker e crearsi nuovi sistemi di comunicazione<\/strong> sopra le nostre teste, che noi non ascoltiamo, comprano telefoni che utilizzano per sei mesi e parlano in chiaro da una parte all&#8217;altra dell&#8217;oceano e noi non siamo riusciti a bucare nessuno di questi sistemi&#8221;. Lo dice Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, intervenendo alla presentazione del Rapporto &#8220;Le mafie nell&#8217;era digitale&#8221;, stilato dalla Fondazione Magna Grecia e presentato nella sala stampa della Camera. <strong>&#8220;L&#8217;Italia ha i migliori investigatori del mondo, l&#8217;Italia non era seconda a nessuno ma ora &#8211; ha spiegato Gratteri &#8211; stiamo perdendo know how e negli ultimi decenni chi ha governato<\/strong> non ha investito in tecnologia pensando non fosse importante, oggi invece dobbiamo coprire questo gap e finirla di arruolare nei servizi segreti solo il poliziotto, il maresciallo, dobbiamo assumere hacker altrimenti non riusciremo a essere competitivi con le migliori polizie del mondo&#8221;. <strong>&#8220;E&#8217; un tema che va affrontato adesso &#8211; ha aggiunto -, questo studio \u00e8 l&#8217;attualit\u00e0, sarebbe stato in ritardo se fosse uscito tra cinque anni, oggi siamo sul pezzo, ma tra cinque anni pu\u00f2 diventare archeologia<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;Nel mondo dell&#8217;informatica &#8211; ha anche fatto sapere -, in questo momento i pi\u00f9 bravi sono gli israeliani, c&#8217;\u00e8 una legislazione pi\u00f9 a maglie larghe che consente sperimentazioni di tecnologia, bisogna spendere soldi, <strong>ad esempio noi abbiamo in Italia l&#8217;aerospaziale che \u00e8 molto evoluto, abbiamo Leonardo, soprattutto sul piano militare, la sicurezza dello Stato non possiamo lasciarla agli altri o alla fortuna<\/strong>, non \u00e8 possibile continuare a pensare che mi chiama un collega francese o tedesco che mi d\u00e0 tre, quattro tir di file che io devo decriptare quando poi il fatto \u00e8 gi\u00e0 accaduto e il carico, di cocaina o armi, \u00e8 gi\u00e0 arrivato da <strong>Gioia Tauro ad Amsterdam o Anversa, io vorrei che l&#8217;Italia fosse all&#8217;avanguardia come \u00e8 stata sempre<\/strong> e che ci si togliesse questa paranoia che in Italia siamo tutti intercettati&#8221;. &#8220;Spero &#8211; il suo appello in conclusione &#8211; che nel breve periodo si voglia investire sul piano tecnologico della nostra polizia giudiziaria&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Dalla musica trap al neomelodico, dalle macchine extra-lusso ai gioielli kitch, dalla &#8220;presta libert\u00e0&#8221; dedicata a chi \u00e8 in galera, affinch\u00e9 veda presto la luce del sole, alla mitizzazione dei grandi boss del passato, dagli emoticons a forma di cuore o di leone, di fiamma o di lucchetto per dimostrare sentimento, coraggio, e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":201475,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-201473","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/201473","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=201473"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/201473\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/201475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=201473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=201473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=201473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}