{"id":201934,"date":"2023-05-15T14:00:10","date_gmt":"2023-05-15T12:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=201934"},"modified":"2023-05-15T12:19:42","modified_gmt":"2023-05-15T10:19:42","slug":"rimborsi-covid-dopo-tre-anni-neanche-un-euro-le-cliniche-private-diffidano-la-regione-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/rimborsi-covid-dopo-tre-anni-neanche-un-euro-le-cliniche-private-diffidano-la-regione-calabria\/","title":{"rendered":"Rimborsi Covid, dopo tre anni \u00abneanche un euro\u00bb: le cliniche private diffidano la Regione Calabria"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO \u2013 &#8220;Le associazioni <strong>Uneba, Anaste, Andiar, Aiop, Aris, Agidae, Unindustria Calabria (Sezione Sanit\u00e0), Ccrea<\/strong>, che gestiscono <strong>strutture sanitarie e sociosanitarie<\/strong> accreditate erogando prestazioni di tipo assistenziale e riabilitativo in regime ospedaliero, residenziale, semiresidenziale e domiciliare, nella rete territoriale regionale, hanno inviato <strong>l\u2019ennesima diffida al commissario alla Sanit\u00e0 e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto<\/strong>&#8220;. Cos\u00ec scrive in una nota stampa l&#8217;Uneba Calabria.<\/p>\n<p>&#8220;Le strutture dopo tre anni di pandemia non hanno ricevuto neanche un euro per la presa in carico dei pazienti Covid e non hanno avuto alcun riconoscimento per il mancato fatturato, riconducibile alle ordinanze di chiusura e alle restrizioni imposte per la limitazione dei ricoveri dovuti all\u2019isolamento. Sia durante l\u2019emergenza che tutt\u2019ora in corso di attivit\u00e0, i pazienti Covid gi\u00e0 in carico alle diverse strutture accreditate non sono mai stati trasferiti presso le strutture pubbliche ed anzi, in alcuni casi, lo stesso paziente gi\u00e0 Covid \u00e8 entrato in struttura privata accreditata anzich\u00e9 nella struttura pubblica oppure i presidi ospedalieri pubblici non hanno inteso ricoverare gli utenti ma li hanno rinviati in struttura.<\/p>\n<h3><strong>&#8220;Pazienti Covid rifiutati dagli ospedali, i costi aumentano&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>I pazienti affetti da Covid (anche asintomatici e con sintomi lievi) <strong>ricoverati presso le strutture private accreditate non sono stati e non vengono tuttora presi in carico dal presidio ospedaliero pubblico, ad accezione dei casi gravi<\/strong> e, pertanto, rimanendo presso le varie strutture, si \u00e8 venuto a determinare un aumento di costi in termini di minore produzione dovuta alle nuove regole di assistenza sanitaria volte ad evitare il rischio di contagio tra gli ospiti e agli adeguamenti strutturali ed organizzativi secondo le prescrizioni imposte dalla normativa emergenziale di riferimento. Si tratta di costi non rientranti nella remunerazione annualmente contrattualizzata in base alle tariffe vigenti.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 evidente \u2013 scrivono le associazioni della sanit\u00e0 convenzionata nella diffida &#8211; come tutte le strutture operanti sul territorio abbiano diritto al rimborso dei maggiori oneri sostenuti negli anni 2020, 2021 e 2022 per avere reso prestazioni sanitarie e sociosanitarie non coincidenti con gli accordi contrattuali stipulati in relazione alla tariffa vigente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le strutture della sanit\u00e0 convenzionata<\/strong> <strong>intimano alla Regione di \u00abprocedere al riconoscimento immediato di tutti i ristori<\/strong> previsti dalle disposizioni nazionali vigenti a titolo di minor fatturato e rimborso dei maggiori costi sostenuti per l\u2019acquisto dei Dpi, per la sanificazione e la prevenzione del contagio all\u2019interno delle strutture siccome imposti dagli interventi normativi nazionali e regionali vigenti\u00bb. E richiamano la Regione ad una \u00abpuntuale e corretta esecuzione\u00bb del decreto ministeriale del 12 agosto 2021 e quindi al \u00abnecessario adeguamento del vigente sistema tariffario mediante pubblicazione di apposito atto normativo in esecuzione della legge nazionale. Il tutto per come quantificato nelle richieste gi\u00e0 pervenute alle spettabili amministrazioni in indirizzo per il tramite di comunicazioni ufficiali da parte delle Associazioni di categoria\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>&#8220;Dieci milioni di mancati rimborsi Covid&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>Secondo i calcoli delle associazioni di categoria calabresi, i mancati ristori ammontano complessivamente a <strong>circa dieci milioni all\u2019anno per tre anni oltre interessi<\/strong>. Le Regioni Marche, Puglia, Campania, Emilia Romagna e Lombardia hanno gi\u00e0 provveduto ai ristori Covid anche in ossequio a quanto disposto dal decreto legislativo 34 del 19 maggio 2020, convertito con modificazioni nella legge 77\/2020, nonch\u00e9 dal DPCM del 23 luglio 2020.<\/p>\n<p>La Regione Toscana proprio di recente ha stanziato un impegno di 20 milioni alle Rsa per la presa in carico di pazienti positivi al Covid. <strong>Le associazioni chiedono pertanto alla Regione Calabria di stabilire con urgenza una tariffa aggiuntiva o un incremento tariffario<\/strong> corrispondente alla diversa prestazione sanitaria resa e ai diversi requisiti strutturali ed organizzativi richiesti dall\u2019amministrazione sanitaria. <strong>In caso contrario, adiranno le vie legali&#8221;<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO \u2013 &#8220;Le associazioni Uneba, Anaste, Andiar, Aiop, Aris, Agidae, Unindustria Calabria (Sezione Sanit\u00e0), Ccrea, che gestiscono strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate erogando prestazioni di tipo assistenziale e riabilitativo in regime ospedaliero, residenziale, semiresidenziale e domiciliare, nella rete territoriale regionale, hanno inviato l\u2019ennesima diffida al commissario alla Sanit\u00e0 e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto&#8220;. 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