{"id":20215,"date":"2013-03-27T07:47:54","date_gmt":"2013-03-27T06:47:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20215"},"modified":"2023-01-17T13:18:01","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:01","slug":"7632-sequestrati-documenti-della-prima-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7632-sequestrati-documenti-della-prima-guerra-mondiale\/","title":{"rendered":"Archivi abusivi. Sequestrati documenti della Prima Guerra Mondiale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 12px; line-height: 1;\">COSENZA &#8211; Venivano clandestinamente commercializzati sul web. Da Sant&#8217;Agata d&#8217;Esaro al resto d&#8217;Italia.<\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono oltre 13mila i documenti, opuscoli e volumi di interesse storico sequestrati dai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale di Cosenza e affidati oggi alla sopraintendente archivistica per la Calabria Francesca Tripodi. I reperti, di propriet\u00e0 del &#8216;demanio culturale&#8217;, furono recuperati nell&#8217;estate 2012 nel piccolo centro cosentino dove un uomo incensurato provvedeva a vendere sul web il patrimonio documentale di pertinenza di vari organi della pubblica amministrazione e di enti locali sia calabresi che nazionali. La compravendita telematica abusiva ha cos\u00ec consentito alle forze dell&#8217;ordine l&#8217;avvio dell&#8217;inchiesta e la confisca dell&#8217;ingente patrimonio archivistico proveniente da 85 Comuni del cosentino. La lunga attivit\u00e0 di indagine sviluppatasi attraverso i canali telematici \u00e8 stata coordinata dal Procuratore della Repubblica di Castrovillari Franco Giacomantanio e dal Sostituto Procuratore Silvia Fonte Basso. I documenti abbracciano un periodo storico compreso tra l&#8217;inizio del XIX secolo e la prima meta&#8217; del XX secolo, e sono composti da corrispondenza diretta o generata da organi regionali e nazionali della pubblica amministrazione; corrispondenza di guerra del primo e del secondo conflitto mondiale, proveniente anche dal fronte e dai campi di prigionia; missive dirette ad esponenti del governo fascista (da Benito Mussolini a Galeazzo Ciano), al Re d&#8217;Italia e ad ai componenti di Casa Savoia. Tra i reperti condanne a morte di prigionieri politici, lettere dal fronte ed epistole firmate dal Re Emanuele, &#8220;materiale essenziale per ricostruire uno spaccato della storia calabrese che altrimenti sarabbe rimasta inenarrata&#8221; ha affermato il maggiore Giovinazzo. &#8220;Nel corso della prima perquisizione domiciliare &#8211; spiega Giovinazzo &#8211; abbiamo rilevato che in ogni stanza dell&#8217;abitazione del pensionato ultrasessantenne indagato vi era materiale documentale conservato con cura e ben catalogato. Ci\u00f2 ci lascia pensare che l&#8217;uomo conducesse da anni questo genere di attivit\u00e0. Continueremo ora ad indagare per vedere dove in realt\u00e0 questi documenti sono stati smistati attraverso le vendite on-line per capire cosa dovr\u00e0 rientrare in Calabria&#8221;. Parte della documentazione confiscata verr\u00e0 utilizzata nel prossimo mese per allestire una mostra itinerante nelle citt\u00e0 di Cosenza e Reggio Calabria, dal titolo &#8220;Il filo del ricordo dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale. Voci e volti dal fronte.&#8221;, organizzata dalla soprintendenza archivistica della Calabria, in occasione della prossima Settimana della Cultura prevista in aprile che provveder\u00e0 cos\u00ec a restituire alla comunit\u00e0 l&#8217;alto valore storico di tale documentazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Venivano clandestinamente commercializzati sul web. 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