{"id":202719,"date":"2023-05-25T14:30:17","date_gmt":"2023-05-25T12:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=202719"},"modified":"2023-05-25T12:19:56","modified_gmt":"2023-05-25T10:19:56","slug":"sanzione-disciplinare-annullata-ad-un-comandante-dei-carabinieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sanzione-disciplinare-annullata-ad-un-comandante-dei-carabinieri\/","title":{"rendered":"Sanzione disciplinare annullata ad un comandante dei carabinieri"},"content":{"rendered":"<p>LOCRI (RC) &#8211; La vicenda \u00e8 stata seguito dall\u2019avvocato <strong>Maria Concetta Antonica del foro di Roma,<\/strong> che ha supportato i dirigenti di <strong>NSC Calabria<\/strong>. &#8220;Questa \u00e8 una delle tante storie di ordinaria ingiustizia &#8211; scrive il Nuovo Sindacato Carabinieri &#8211; vissuta ogni giorno dai servitori dello Stato su territorio calabrese. UU <strong>comandante di un reparto dei Carabinieri nella locride<\/strong> venne indagato in un procedimento penale militare, in seguito a infamanti accuse da parte di un suo sottoposto per essere stato punito e trasferito proprio da quel Comandante, \u201creo\u201d di aver fatto il suo dovere denunciando il militare per azioni censurabili sotto il profilo penale&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Per quel comandante inizia il calvario &#8211; scrive il sindacato &#8211; trascorrono anni di processi, periodi pieni di ansie e amarezze, profonde delusioni e inquietudini, ma sempre con la schiena dritta, sempre fiducioso nella giustizia, affrontando questa prova affiancato dai legali che hanno prodotto fiumi di atti per provare la sua completa estraneit\u00e0 ai fatti contestati. Sappiamo tutti che la giustizia ha i suoi tempi, ne \u00e8 conscio anche quel comandante che ha continuato a svolgere il suo lavoro con dedizione e lealt\u00e0 verso l\u2019Istituzione che rappresenta&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Dopo anni \u00e8 giunta la fine di un viaggio tra l\u2019inferno delle aule giudiziarie militari &#8211; scrive ancora la Segreteria Regionale di NSC Calabria &#8211; un racconto omerico dove i militari sono chiamati a lottare contro un sistema giudiziario specifico per reati militari, dove troppo spesso gli imputati vivono un clima ostile, pieno di diffidenza e preconcetti, un luogo che assoggetta moralmente i militari, ai quali viene quasi privato il diritto di sentirsi innocenti fino a prova contraria&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il tortuoso percorso di quel comandante si \u00e8 <strong>concluso con un\u2019assoluzione in formula piena<\/strong> per non aver commesso alcuna azione delittuosa, ma non \u00e8 ancora finita. Il magistrato inquirente, non sentendosi appagato da quella sentenza, la impugna costringendo quel comandante a continuare la lotta, fino a quando un altro organo di giustizia confermer\u00e0 la sentenza di primo grado. \u00c8 finita, \u00e8 stata stabilita la verit\u00e0 davanti alla legge, nel senso pi\u00f9 alto del suo significato. Ma non era cos\u00ec! C\u2019era ancora un\u2019altra insidia sulla strada di quel comandante di un reparto di un territorio calabrese, difficile, ostile, dove non \u00e8 solo complicato lavorarci, ma vivere con la propria famiglia&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Secondo l\u2019Arma doveva ancora dimostrare di aver agito nell\u2019interesse dell\u2019Amministrazione<\/strong>, di non aver leso l\u2019immagine della Benemerita e di non aver violato un\u2019altra legge, che non \u00e8 quella morale o penale per le quali era stato assolto, ma il codice di ordinamento militare che giudica e persegue le condotte disciplinarmente rilevanti.Le battaglie erano state vinte tutte tranne una, forse la pi\u00f9 importante, dimostrare di non aver perso l\u2019onore di militare e di Comandante. Ma questa volta non \u00e8 pi\u00f9 solo. Ad affrontare la commissione disciplinare ha accanto il sindacato, quello vero, quello che non molla mai, quello che si spende ogni giorno, attraverso i suoi dirigenti, per la salvaguardia dei diritti dei carabinieri&#8221;.<\/p>\n<p>\u201cHo il dovere di precisare &#8211; interviene il segretario regionale <strong>Luca Spagnolo<\/strong> che ha difeso il collega nel procedimento disciplinare vinto con successo &#8211; che l\u2019Amministrazione militare non aveva l\u2019obbligo di procedere disciplinarmente nei confronti di quel Comandante, ne aveva solo la facolt\u00e0 dopo aver valutando i fatti e opportunit\u00e0. Dal risultato \u00e8 chiaro che non solo ha valutato male, ma ha preferito mettere in moto una macchina burocratica che ha sperperato denaro pubblico e costretto militari ad occuparsi di un inutile procedimento disciplinare a discapito di ci\u00f2 che ai cittadini occorre, uomini sul territorio per garantire loro la sicurezza. Quel Comandante ha scelto di essere difeso dai dirigenti della segreteria regionale Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri che hanno saputo convincere la commissione disciplinare presieduta dal Comandante della Legione Calabria, il Gen. Pietro Salsano, del valore di quel carabiniere, uomo e padre chiamato a difendere il proprio onore, nonostante gli fosse stato riconosciuto dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria di aver agito da buon comandante&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LOCRI (RC) &#8211; La vicenda \u00e8 stata seguito dall\u2019avvocato Maria Concetta Antonica del foro di Roma, che ha supportato i dirigenti di NSC Calabria. &#8220;Questa \u00e8 una delle tante storie di ordinaria ingiustizia &#8211; scrive il Nuovo Sindacato Carabinieri &#8211; vissuta ogni giorno dai servitori dello Stato su territorio calabrese. 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