{"id":20383,"date":"2013-03-28T16:54:15","date_gmt":"2013-03-28T15:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20383"},"modified":"2023-01-17T13:18:11","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:11","slug":"7720-napoli-e-quella-pubblicita-che-fa-discutere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7720-napoli-e-quella-pubblicita-che-fa-discutere\/","title":{"rendered":"Napoli e quella pubblicit\u00e0 che fa discutere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Quello slogan che non piace. <strong>Soprattutto alle donne. <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un uomo con un panno in mano, il corpo esanime di una donna, lo slogan: \u00abElimina tutte le tracce\u00bb. L&#8217;azienda si difende: \u00abNessun intento offensivo\u00bb. E&#8217; questo il messaggio pubblicitario, contenuto nello slogan che ha scatenato il putiferio. L&#8217;uomo \u00e8 seduto sul letto, guarda direttamente in camera. In mano ha qualcosa di rosa, non si capisce subito se sia un foulard o uno straccio. Dietro di lui, si intravedono le gambe di una donna nuda, divaricate, di sghimbescio. Come quelle di un corpo abbandonato, nascosto dal piumone. Inquietanti, cos\u00ec come inquietante \u00e8 quell&#8217;ombra sullo sfondo, che sembra quella di un braccio alzato con un coltello in mano. Si tratta di un cartellone che pubblicizza un panno cattura polvere e campeggia per le strade di Napoli. Lo slogan pare fugare ogni dubbio: \u00abElimina tutte le tracce\u00bb.<\/strong> La donna della foto sembra davvero essere appena stata uccisa, lo spunto sembra essere il femminicidio. C&#8217;\u00e8 chi dice che potrebbe riferirsi all&#8217;adulterio, ma l&#8217;altra versione della campagna, dove questa volta \u00e8 una donna con il corpo esanime del compagno in giacca e cravatta, sembra confermare che si tratti proprio di un delitto.<strong> Una passante ha raccontato il proprio sdegno con una lettera a Repubblica, la giornalista Loredana Lipperini ha pubblicato la foto del cartellone sul suo blog, e in poco tempo \u00e8 diventata virale. Adesso anche il movimento Il corpo delle donne ha deciso di prendere posizione, esortando le donne a fare denuncia all&#8217;Istituto dell&#8217;autodisciplina pubblicitaria. Un gruppo di Parlamentari di Pd e Sel hanno inviato al presidente della Camera Laura Boldrini una lettera per chiederne l&#8217;intervento: \u00abIn Italia ogni due giorni una donna viene uccisa da mariti, fidanzati ed ex partner e subisce violenze nelle mura domestiche. Non riteniamo pertanto accettabile che, per profitto, si possa ironizzare o fare anche la pi\u00f9 lontana allusione al tema. Per questo chiediamo alla presidenza della Camera di intervenire autorevolmente nei confronti dell&#8217;Istituto dell&#8217;autodisciplina pubblicitaria (Iap) per la pubblicit\u00e0 lesiva in questione\u00bb.<\/strong> \u00abCredo che siamo dinanzi alla classica tempesta in un bicchiere d&#8217;acqua. C&#8217;\u00e8 stata una lettura distorta del messaggio. Certo \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 alcuna ispirazione al femminicidio: chi lo afferma lo fa in maniera davvero impropria\u00bb, ha spiegato il consulente marketing dell&#8217;azienda, <strong>Stefano Antonelli. Aggiungendo: \u00abLa ditta voleva far leva sull&#8217;ironia del messaggio: sul manifesto si vantano le doti del nuovo prodotto che &#8216;ammazza&#8217; lo sporco. Ci dispiace che ci sia stato questo clamore mediatico \u00e8 semplicemente un messaggio pubblicitario, come tanti altri, che serve a richiamare l&#8217;attenzione. Nessun intento offensivo verso le donne, come dimostra anche la doppia versione del manifesto. Anzi da ieri sera siamo noi ad essere oggetto di messaggi offensivi\u00bb. Che dire, il messaggio questa volta ha fallito. Pi\u00f9 che catturare la polvere, ha catturato critiche e polemiche. A bizzeffe.&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Quello slogan che non piace. Soprattutto alle donne.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":20384,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,16],"tags":[],"class_list":["post-20383","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20383"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20383\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}