{"id":20449,"date":"2013-03-29T16:02:02","date_gmt":"2013-03-29T15:02:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20449"},"modified":"2023-01-17T13:18:14","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:14","slug":"7755-salerno-arrestato-lorco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7755-salerno-arrestato-lorco\/","title":{"rendered":"Salerno: arrestato l'&#8221;orco&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> E il gol vittoria lo segna &#8230; la Questura. <strong>La squadra Mobile di Salerno, al termine di una lunga ed articolata attivit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> investigativa, ha stretto le manette ai polsi di Fulvio Ler, 53enne, arrestato con l&#8217;accusa di pedofilia. Durante l&#8217;intensa attivit\u00e0 d&#8217;intelligence, gli inquirenti hanno accertato che il 53enne, violentava le sue vittime, minacciandoli con una pistola e gli imponeva il silenzio: in alcuni casi \u201cbarattava\u201d le loro prestazioni con dosi di stupefacenti. Gli abusi sarebbero andati avanti per 20 lunghissimi anni. Fulvio Ler, 53 anni, salernitano meglio noto come O\u2019 boscaiolo e fondatore negli anni \u201870 di uno storico gruppo ultras, ora \u00e8 recluso nel carcere di Fuorni.<\/strong> L\u2019uomo, gi\u00e0 noto alle forze dell\u2019ordine per una serie di precedenti legati allo spaccio di stupefacenti, \u00e8 stato incastrato dalla denuncia di un 26enne che, a distanza di tanti anni, ha voluto raccontare agli inquirenti il calvario della sua infanzia, spezzata brutalmente quando, a soli 7 anni, Ler cominci\u00f2 ad abusare di lui.<strong> Una penosa testimonianza raccolta dagli uomini della squadra Mobile di Salerno diretti dal vicequestore aggiunto Claudio De Salvo che hanno immediatamente aperto le indagini nel corso delle quali sono riusciti a ricostruire almeno altri cinque episodi di violenza ai danni di altrettanti ragazzini finiti nelle mire del 53enne che avrebbe iniziato le sue pratiche nel lontano 1993. Al vaglio degli inquirenti sono finite le intercettazioni telefoniche registrate dai carabinieri nel corso di una precedente inchiesta su un traffico di stupefacenti tra Salerno e la valle dell\u2019Irno che vedeva tra i protagonisti proprio Fulvio Ler destinatario per questo della misura cautelare dell\u2019obbligo di dimora. Intercettazioni ascoltate minuziosamente dagli agenti della squadra Mobile e dalle quali sono emerse una serie di frequentazioni dell\u2019uomo con dei ragazzini. Particolari che, nell\u2019ambito della precedente inchiesta non sono stati presi in considerazione ma che, alla luce della denuncia del 26enne, hanno acquisito un significato diverso. In particolare in una conversazione intercettata e riascoltata dalla Mobile \u00e8 emerso che il fratello di una delle vittime ha minacciato Ler affermando che se avesse continuato a molestare il congiunto gli avrebbe \u201cspaccato la faccia\u201d.<\/strong> Contestualmente gli agenti hanno dato il via ad un\u2019attivit\u00e0 investigativa fatta di pedinamenti ed osservazione che ha confermato i sospetti. Semplice la tecnica utilizzata dal 52enne per adescare le sue vittime, tutti ragazzini tra i 10 ed i 14 anni.<strong> Fulvio Ler si avvicinava loro conquistando tutta la fiducia dei minori e quella delle loro famiglie. Spacciandosi come accompagnatore della scuola calcio frequentata dai minori, cominciava ad avere contatti con gli stessi sempre pi\u00f9 frequenti fino a convincerli a seguirli all\u2019interno della sua abitazione, nella zona orientale, dove il 53enne abusava di loro. Alcuni episodi sono poi stati confermati dalle madri di due delle vittime. Penosi i racconti resi agli agenti della Mobile. Uno in particolare tocca per la sua drammaticit\u00e0. La vittima ha soli 13 anni. Subisce in silenzio gli abusi di Ler che, minacciandolo con una pistola, lo costringe a pratiche sessuali. Il ragazzino una notte ha una crisi di panico e, in lacrime, racconta tutto alla madre che, immediatamente sporge denuncia. Le serrate indagini affidate alla squadra Mobile hanno poi ottenuto una serie di riscontri.<\/strong> Nell\u2019abitazione dell\u2019uomo \u00e8 stata infatti rinvenuta una pistola, la stessa con la quale i minori erano minacciati. <strong>Ieri il Gip del tribunale di Salerno Vito Di Nicola ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Elena Guarino e per Ler si sono spalancate le porte del carcere di Fuorni. Le indagini affidate alla squadra Mobile, comunque, proseguono serrate: gli inquirenti sono convinti di riuscire ad accertare altri episodi che aggraverebbero ulteriormente il quadro indiziario a carico del presunto pedofilo. Per fortuna la legge ha vinto, segnando il gol all'&#8221;orco&#8221;. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; E il gol vittoria lo segna &#8230; la Questura. 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