{"id":20469,"date":"2013-03-30T09:23:21","date_gmt":"2013-03-30T08:23:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20469"},"modified":"2023-01-17T13:18:16","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:16","slug":"7765-il-pentito-racconta-il-suo-romanzo-criminale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7765-il-pentito-racconta-il-suo-romanzo-criminale\/","title":{"rendered":"Il pentito racconta il suo romanzo criminale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> La &#8220;compilation&#8221; del malaffare. <strong>Da quando Roberto Violetta Calabrese, 49enne, depositario di molti segreti delle cosche <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>cittadine, nonch\u00e8 a conoscenza di intrecci e rapporti tra l&#8217;Antistato e l&#8217;imprenditoria collusa, ha deciso di &#8220;cantare&#8221;, uomini d&#8217;onore, padrini e picciotti hanno cominciato a tremare. Calabrese, dopo essere stato destinatario di un &#8220;avvertimento&#8221; (alcune settimane fa, infatti, i &#8220;postini&#8221; della mala, hanno sparato diversi colpi di pistola, tra l&#8217;altro in pieno giorno, contro i vetri del solarium di via XXIV Maggio, riconducibile a suo fratello, ndr) ha deciso di accelerare il suo percorso di &#8220;accordo&#8221; con lo Stato, recandosi dai carabinieri e chiedendo di &#8220;confessarsi&#8221; con i magistrati dell&#8217;Antimafia. Le procedure di &#8220;ascolto&#8221; dell&#8217;aspirante pentito sono state immediatamente attivate e, nel giro di appena qualche ora, i sostituti procuratori della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto e Pierpaolo Bruni (tiolari delle inchiesta di &#8216;ndrangheta nel Cosentino, ndr) hanno raccolto le testimonianze del 49enne, per il quale sono stati disposti tutti i servizi di protezione personale e familiare.<\/strong> La &#8220;gola profonda&#8221; sta raccontando, in ore e ore di interrogatorio, il sistema &#8220;affaristico&#8221; della mala: riciclaggio di denaro, reinvestimento dei capitali &#8220;sporchi&#8221; e un vorticoso giro d&#8217;usura. Un sistema di strozzinaggio, abbastanza collaudato, considerato che, da numerose analisi sul fenomeno mafioso, \u00e8 emerso che i &#8220;cravattari&#8221; hanno bilanci a diversi zeri, quasi quanto una manovra finanziaria statale. Il sistema \u00e8 semplice: i boss ordinano ai loro &#8220;galoppini&#8221; di fare la mappa dei cantieri e di &#8220;bussare&#8221; a soldi. Una richiesta di pizzo in cambio della sicurezza. <strong>La sicurezza che il cantiere non sar\u00e0 &#8220;visitato&#8221; e che pagando e senza fare storie o chiedere sconti, i palazzi in costruzione continueranno a crescere, senza problemi. Alcuni imprenditori (pochissimi purtroppo, ndr) rifiutano e denunciano pressioni, visite e minacce alle forze dell&#8217;ordine, altri invece accettano. Non solo. Il sistema prevede che gli imprenditori in difficolt\u00e0 economica vengono aiutati. I soldi sono liquidati in meno di 24-48 ore. Il tasso di interesse calcolato sul prestito \u00e8 altissimo. Chi non ce la fa, a stare in regola con i pagamenti, paga una &#8220;tassa&#8221; salatissima: intimidazioni e minacce. O, in alcuni casi, le cosche, o meglio quegli imprenditori, falsamente perbene, ma sul libro paga dei padrini, impongono a chi s&#8217;\u00e8 rivolto a loro, di diventare soci in affari, scippandogli di mano, quote azionarie e capitali. Roberto Violetta Calabrese, sta facendo nomi, cognomi, indicando date, specificando cantieri e raccontando di prestiti attivati e pratiche da &#8220;risolvere&#8221;. Ma nel racconto del &#8220;romanzo criminale&#8221; cittadino, ci sono anche diversi capitoli &#8220;macchiati&#8221; di sangue.<\/strong> Come il paragrafo che riguarda Luca Bruni, reggente dell&#8217;omonima e famelica cosca cosentina, &#8220;inghiottito&#8221; nel nulla nel gennaio del 2012, e dell&#8217;agguato, datato luglio 2002, contro Carmine Pezzulli, il contabile delle cosche, punito per aver &#8220;ripulito&#8221; la bacinella dei clan. <strong>Secondo il racconto del 49enne, ad emettere la sentenza di condanna contro Bruni, sarebbero stati Franco Presta e Ettore Lanzino, mentre Pezzulli, sarebbe stato condannato a morte in una camera di consiglio del tribunale della &#8216;ndrangheta presieduta dal &#8220;padrino&#8221; Domenico Cicero ed eseguita da Davide Aiello. Tra i tanti affari delle cosche, c&#8217;\u00e8 anche la droga. Con una precisa gestione nello smercio di eroina e cocaina: la prima \u00e8 smerciata in &#8220;accordo&#8221; con la criminalit\u00e0 rom, la coca, invece, \u00e8 solo &#8220;affare&#8221; della mala cosentina. Il 49enne continua a&#8221;cantare&#8221;, mentre le cosche tremano e lo Stato dichiara guerra a padrini, mammasantissima, uomini d&#8217;onore e picciotti. Senza dimenticare gli insospettabili. <\/strong><\/p>\n<p><strong>LA PACE CON LO STATO &#8211;<\/strong>&nbsp;Il pentito scampato alla trappola. Roberto Violetta Calabrese, 49 anni, sapeva di dover morire. I segnali erano precisi, le \u201cvoci\u201d inconfondibili. Qualcuno \u2013 come si dice in gergo mafioso \u2013 l\u2019aveva gi\u00e0 \u00abposato \u00bb. Era solo questione di tempo: giorni, forse qualche settimana. Un vecchio amico l\u2019aveva pure avvisato: \u201ccambia aria che fai una brutta fine!\u201d. A Calabrese piacevano gli affari sporchi. Lui con i soldi ci sapeva fare, era abituato a farli fruttare come gli alberi. I carabinieri l\u2019avevano gi\u00e0 capito quindici anni addietro conducendo una articolata indagine \u2013 \u201cUsura 2\u201d \u2013 che l\u2019aveva lambito. Ora, per\u00f2, Calabrese s\u2019era messo a manovrare denaro delle cosche e con amici e \u201ccompari\u201d governava il mercato parallelo dei finanziamenti illegali nell\u2019area compresa tra Cosenza, Rende, Montalto, Castrolibero e Mendicino. Una vita comoda la sua, ma rischiosa. Una vita che diventa particolarmente pericolosa soprattutto quando si vuol strafare, oppure quando si sbaglia a investire soldi che scottano. Soldi dei boss che, poi, bisogna restituire altrimenti si finisce \u201cin pasto ai pesci\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La &#8220;compilation&#8221; del malaffare. 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