{"id":204868,"date":"2023-06-22T09:56:46","date_gmt":"2023-06-22T07:56:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=204868"},"modified":"2023-06-22T10:06:37","modified_gmt":"2023-06-22T08:06:37","slug":"sanita-calabresi-in-fuga-verso-altre-regioni-per-farsi-curare-un-macigno-da-320-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sanita-calabresi-in-fuga-verso-altre-regioni-per-farsi-curare-un-macigno-da-320-milioni\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, calabresi in fuga verso altre regioni per farsi curare. Un macigno da 320 milioni"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Da una parte il presidente Occhiuto che \u00e8 riuscito a strappare un s\u00ec al Governo per l&#8217;arrivo in corsia di medici non specializzati, che potranno essere assunti ed evitare di dover chiudere interi reparti, per la mancanza di personale sanitario. Dall&#8217;altra, la <strong>bocciatura di Eurispes alla Calabria<\/strong> che \u00e8 la <strong>regione con il maggior deficit<\/strong> dovuto ai <strong>costi <\/strong>per i cosiddetti <strong>&#8216;viaggi della speranza&#8217;<\/strong>.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 calabresi si rivolgono in strutture pubbliche di altre regioni per ottenere prestazioni che nella propria regione di residenza non si possono avere. Succede cos\u00ec che la Lombardia ha un saldo positivo che sfiora il miliardo di euro, mentre la <strong>Calabria, si trova al polo opposto con un deficit di 320 milioni di euro<\/strong>. La peggiore seguita dalla Campania con un deficit di 302 milioni. E&#8217; quanto emerge dalla ricerca <strong>&#8216;Il Termometro della Salute<\/strong>&#8216;, promossa dall&#8217;Osservatorio Salute, Legalit\u00e0 e Previdenza Eurispes-Enpam.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-153605 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/sanita-assunzioni-1.jpg\" alt=\"\" width=\"622\" height=\"385\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/sanita-assunzioni-1.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/sanita-assunzioni-1-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/sanita-assunzioni-1-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><\/p>\n<p>Su questo il presidente della Regione Calabria, <strong>Roberto Occhiuto<\/strong>, a margine della Conferenza delle Regioni, ha detto &#8220;le regioni nella sanit\u00e0 hanno bisogno di risorse ma soprattutto di riforme, a cominciare da quelle necessarie per rendere pi\u00f9 agevole il reclutamento dei medici. Io governo una regione che \u00e8 stata costretta a prendere dei medici da Cuba, stanno lavorando molto bene con grande soddisfazioni dei pazienti, ma \u00e8 assurdo che medici italiani debbano dimettersi al pubblico per andare a lavorare all&#8217;estero perch\u00e9 sono meno pagati e poi noi dobbiamo prendere medici da fuori&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Gli italiani spendono \u201cdi tasca propria\u201d<\/strong> in salute per prestazioni e farmaci in tutto o in parte (pagamento di un ticket) non coperti dal SSN annualmente quasi<strong> 40 miliardi di euro,<\/strong> raggiungendo una quota del Pil superiore al 2%. A ci\u00f2 si aggiunga l\u2019intensificarsi della \u201cmobilit\u00e0 sanitaria\u201d, generato dalla necessit\u00e0 di rivolgersi a strutture pubbliche di altre Regioni per ottenere prestazioni del SSN di fatto non erogabili nel territorio di residenza a causa dei deficit strutturali della sanit\u00e0 regionale di appartenenza. Questa \u201cmobilit\u00e0 sanitaria\u201d nel triennio del Covid si \u00e8 contratta, a causa delle restrizioni nella libera circolazione e dell\u2019appesantimento della maggior parte delle strutture sanitarie pubbliche; ma considerando i dati del 2018 emergono forti squilibri territoriali relativamente ai pazienti \u201cin \u201cingresso\u201d e in \u201cuscita\u201d tra le diverse Sanit\u00e0 regionali.<\/p>\n<h3>Mobilit\u00e0 sanitaria, il Nord incassa e il Sud paga<\/h3>\n<p><strong>Le Regioni con un saldo attivo sono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana<\/strong>, e quelle che invece depauperano il loro budget sanitario sono quasi tutte le rimanenti Regioni centro-meridionali. Inoltre, gli importi versati dalle Regioni che \u201ccedono\u201d pazienti a quelle in grado di erogare le prestazioni, determinano una ulteriore difficolt\u00e0 in budget sanitari gi\u00e0 compressi dai piani di rientro. All\u2019opposto, le Regioni che erogano molte prestazioni a cittadini non residenti possono contare su di un over-budget che rende possibili investimenti in strutture e personale, di cui beneficiano in primo luogo i cittadini residenti. In termini di efficienza, la \u201c<strong>forbice<\/strong>\u201d tra alcune Regioni del Nord e quelle del Centro-Sud, inevitabilmente si allarga.<\/p>\n<h3>Lombardia e Calabria ai due estremi<\/h3>\n<p>Ai due estremi, nel 2018 la Regione Lombardia ha riscontrato un saldo positivo di quasi 809 milioni di euro, mentre la <strong>Regione Calabria<\/strong> un deficit di quasi 320 milioni di euro e la <strong>Regione Campania<\/strong> di pi\u00f9 di 302 milioni. Anche da ci\u00f2 derivano impatti quali quello del mancato turnover del personale medico e infermieristico Oltre all\u2019appesantimento dei \u201cconti economici\u201d delle singole sanit\u00e0 regionali, la \u201cmobilit\u00e0 sanitaria\u201d fa emergere la gravit\u00e0 del fenomeno rappresentato da quasi 1,5 milioni di cittadini che nel 2018 per curarsi hanno dovuto rivolgersi al di fuori della regione di residenza.<\/p>\n<h3>Sanit\u00e0 e servizi sono a rischio per 29 milioni di italiani<\/h3>\n<p>Otto Regioni promosse, ma di cui solo Veneto, Trento e Bolzano con ottimi voti; 7 rimandate e 6 bocciate, in base a una valutazione su 6 dimensioni che vanno dall&#8217;appropriatezza e l&#8217;equit\u00e0 delle cure agli aspetti economico-finanziari e l&#8217;innovazione. A restituire la pagella \u00e8 il rapporto &#8220;<strong>Le Performance Regionali<\/strong>&#8221; del Crea &#8211; Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanit\u00e0 che divide in due l&#8217;Italia, con &#8220;circa 29 milioni di cittadini residenti nelle prime 8 Regioni che possono stare relativamente tranquilli e altri 29 milioni nelle Regioni rimanenti, quasi tutte del Centro Sud, che potrebbero avere serie difficolt\u00e0 nei vari aspetti considerati&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi dei risultati delle Regioni e le relative valutazioni sono state assegnate, per l&#8217;undicesima edizione del rapporto, da oltre 100 esperti raggruppati in un Panel composto da esponenti di istituzioni, management aziendale, professioni sanitarie, utenti, industria medicale. Veneto, Trento e Bolzano hanno ottenuto il miglior risultato 2023 (con punteggi che superano la soglia del 50% del risultato massimo ottenibile).<\/p>\n<p>Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Marche vanno abbastanza bene, con livelli dell&#8217;indice di Performance compresi tra il 47% e il 49%. Rimandate invece Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Umbria, Molise, Valle d&#8217;Aosta e Abruzzo, che raggiungono livelli di Performance abbastanza omogenei, seppure inferiori, compresi tra 37-43%, <strong>Sicilia, Puglia, Sardegna, Campania, Basilicata e Calabria, hanno livelli inferiori al 32%<\/strong>. Un quadro, sottolinea Federico Spandonaro, presidente del Crea Sanit\u00e0 e professore di Economia Sanitaria all&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, &#8220;che sottolinea la nuova impostazione di ammodernamento dell&#8217;assistenza che punta sul territorio e sulle cure a domicilio. Il sistema di monitoraggio &#8216;dinamico&#8217;, ovvero basato su pi\u00f9 parametri, che abbiamo messo a punto offre anche una valutazione dei possibili effetti della riforma per l&#8217;autonomia differenziata&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Da una parte il presidente Occhiuto che \u00e8 riuscito a strappare un s\u00ec al Governo per l&#8217;arrivo in corsia di medici non specializzati, che potranno essere assunti ed evitare di dover chiudere interi reparti, per la mancanza di personale sanitario. 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