{"id":205008,"date":"2023-06-23T18:00:32","date_gmt":"2023-06-23T16:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=205008"},"modified":"2023-06-23T18:00:46","modified_gmt":"2023-06-23T16:00:46","slug":"ci-si-informa-sempre-meno-su-giornali-e-i-cartacei-il-70-legge-solo-online-sale-tik-tok-tra-i-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/ci-si-informa-sempre-meno-su-giornali-e-i-cartacei-il-70-legge-solo-online-sale-tik-tok-tra-i-giovani\/","title":{"rendered":"Ci si informa sempre meno su giornali e i cartacei, il 70% legge solo online. Sale Tik Tok tra i giovani"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; I risultati pi\u00f9 sorprendenti del rapporto <strong>Digital News Report 2023 dell&#8217;Istituto Reuters<\/strong>, riguardano la <strong>fruizione di informazioni sui social media<\/strong>. In parte caratterizzata dal calo del coinvolgimento dei social tradizionali, in particolare Facebook, e<strong> l&#8217;ascesa di TikTok e altri canali<\/strong>. Eppure, nonostante questa crescente frammentazione, la nostra dipendenza dai social continua a crescere. I dati mostrano, pi\u00f9 chiaramente che lo spostamento \u00e8 fortemente influenzato <strong>dalle abitudini delle generazioni pi\u00f9 giovani<\/strong>, cresciute a pane e &#8220;social media&#8221;. Questo fa si che i ragazzi prestini pi\u00f9 attenzione agli influencer o alle celebrit\u00e0 che ai giornalisti, anche quando si tratta di una notizia.<\/p>\n<h3>Ci si informa sui social e non sui quotidiani<\/h3>\n<p>Facebook rimane uno dei social network pi\u00f9 utilizzati in assoluto, ma la sua influenza sul giornalismo sta diminuendo poich\u00e9 ha spostato la sua attenzione dalle notizie. In pi\u00f9 deve confrontati con altri social in forte ascesa come<strong> YouTube e soprattutto TikTok<\/strong>. Il social network di propriet\u00e0 cinese <strong>raggiunge il 44% delle persone di et\u00e0 compresa tra 18 e 24 anni e il 20% di questi li usa per le notizie<\/strong>. na.<\/p>\n<p>La crisi economica e il ricambio generazionale stanno mettendo sotto pressione l&#8217;editoria mondiale con oltr<strong>e un terzo degli abbonati alle news online che ha annullato le sottoscrizioni<\/strong>. Cala anche la fiducia nelle notizie ed \u00e8 scarso l&#8217;interesse soprattutto per gli argomenti ansiogeni.<\/p>\n<h3>Ansa prima in Italia per affidabilit\u00e0<\/h3>\n<p>Per il sesto anno consecutivo <strong>il rapporto certifica l&#8217;ANSA prima in Italia per affidabilit\u00e0 tra le testate d&#8217;informazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;analisi annuale, condotta in 46 paesi e arrivata alla dodicesima edizione, l&#8217;ANSA guida la classifica con una crescita delle fiducia degli italiani che passa dal 73% dello scorso anno al 78% del 2023, s<strong>eguono SkyTG24 e Il Sole 24 Ore<\/strong>. ANSA.it sale di una posizione ed \u00e8 secondo tra i siti d&#8217;informazione: il 20% lo naviga ogni settimana. Primo sito \u00e8 <strong>TgCom24, terzo SkyTg24, quarto Repubblica.it<\/strong>. Tra tv e radio, i tg Rai sono primi seguiti da Mediaset, SkyTg24 \u00e8 terzo insieme a TgCom24. Pi\u00f9 in generale nel nostro Paese resta &#8220;molto bassa&#8221; la fiducia nelle notizie (34%) e la percentuale di italiani che pagano per le news online (si attesta al 12%, la stessa di cinque anni fa).<\/p>\n<h3>Solo il 16% si informa utilizzando fonti di stampa<\/h3>\n<p>Continua a diminuire nel nostro paese la fruizione di notizie cartacee,<strong> solo il 16% dichiara di utilizzare fonti di stampa (era il 59% nel 2013<\/strong>). Tiene la tv (69%), mentre il 70% le fruisce online. Il 34% condivide news su social, chat ed e-mail. Reuters sottolinea come &#8220;la maggior parte delle testate italiane si basi sulla pubblicit\u00e0 online per finanziare operazioni digitali&#8221;, ma la parte da leone nel settore la fanno Google e Meta. <strong>Dal 2017 al 2021, infine, i ricavi della pubblicit\u00e0 tradizionale &#8220;sono diminuiti del 10%<\/strong>, nel settore televisivo e della carta stampata, comportando una riduzione di 2.400 dipendenti (-17%) nei quotidiani e nei magazine&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Gran parte dell&#8217;editoria mondiale dopo le prime ondate di digitale affronta ora un cambiamento molto pi\u00f9 radicale guidato dalle nuove generazioni che si affidano quasi interamente ai vari media digitali &#8211; osserva Rasmus Kleis Nielsen, direttore dell&#8217;Istituto Reuters &#8211; questo sar\u00e0 un cambiamento senza ritorno, una nuova normalit\u00e0 in cui i mezzi di informazione dovranno ritagliarsi il loro posto se vorranno connettersi con il pubblico&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto, il ricambio generazione unito all&#8217;aumento del costo della vita connesso al post pandemia e alla guerra sta mettendo sotto pressione i modelli di business. Nel mondo ol<strong>tre un terzo (39%) degli abbonati alle news online ha annullato o rinegoziato i propri abbonamenti<\/strong>. Solo il 17% paga in media per le notizie. L&#8217;Istituto Reuters certifica anche un calo mondiale della fiducia nelle news: si attesta al 40%, rispetto al 42% del 2022. Si registra inoltre un calo di interesse in genere per le notizie: le rifugge il 36%, tra questi circa la met\u00e0 (53%) lo fa in modo periodico, altri le controllano meno spesso (52%) o evitano gli argomenti difficili o che provocano ansia (32%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; I risultati pi\u00f9 sorprendenti del rapporto Digital News Report 2023 dell&#8217;Istituto Reuters, riguardano la fruizione di informazioni sui social media. In parte caratterizzata dal calo del coinvolgimento dei social tradizionali, in particolare Facebook, e l&#8217;ascesa di TikTok e altri canali. 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