{"id":20503,"date":"2013-04-02T08:32:27","date_gmt":"2013-04-02T06:32:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20503"},"modified":"2023-01-17T13:18:18","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:18","slug":"7783-la-sfida-di-andrea-vincere-la-leucemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7783-la-sfida-di-andrea-vincere-la-leucemia\/","title":{"rendered":"La sfida di Andrea: vincere la leucemia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Quando la solidariet\u00e0 va in gol. <strong>E&#8217; con questo spirito di vocazione sociale, a favore di chi ha bisogno che Raffaele Michele, <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>presidente dell&#8217;associazione forze di polizia e rappresentante dell&#8217;associazione vittime della strada di Scalea, ha, insieme con altre realt\u00e0 territoriali, attivamente impegnate nella solidariet\u00e0, organizzato un quadrangolare di beneficienza. La manifestazione, pensata, ideata e ampiamente riuscita, testimoniata dalla grande e fattiva partecipazione di pubblico, \u00e8 stata promossa a favore di Andrea Pugliese, un 14enne affetto da leucemia. A seguirla, raccontarla, corredarla di foto e di interviste, la collega Katia Grosso, nuova e fondamentale risorsa in casa &#8220;quicosenza&#8221;. Il quadrangolare, ormai inserito da anni nel calendario degli appuntamenti a favore della solidariet\u00e0, e battezzato &#8220;Torneo di Pasqua&#8221;, ha visto sul manto erboso della cittadina tirrenica, sfidarsi quattro formazioni: due dell&#8217;Associazione nazionale forze di Polizia, (rinforzate negli organici da Adele Sgr\u00f2, Veruska Limongi, Antonella Albanese Donatella Laino, componenti dell&#8217;Ssd Tortora, squadra militante nel campionato regionale di calcio a 5 femminile, ndr) la squadra rappresentante il centro storico di Scalea e l&#8217;Inter club di Scalea.<\/strong> In campo e sugli spalti si fa festa, il risultato non conta, quello che conta \u00e8 aiutare Andrea e la sua famiglia a sconfiggere l&#8217;avversario pi\u00f9 brutto, &#8220;dribblando&#8221; il male. A bordo campo, &#8220;stretta&#8221; nell&#8217;abbraccio della gente, c&#8217;\u00e8 Annamaria Orefice. La collega Katia, con la garbatezza di stile che le \u00e8 propria, l&#8217;avvicina. Lei \u00e8 la mamma di Andrea, l&#8217;opite d&#8217;onore. Annamaria, capelli castano chiari, viso gentile, occhi profondi e grandi, contenuti a fatica in un paio di occhiali, guarda la partita ed \u00e8 costantemente al telefono con suo figlio, a cui racconta, la gara, la festa sugli spalti, gli applausi della gente, la solidariet\u00e0 che gioca e vince. Annamaria \u00e8 per Andrea la miglior medicina. I suoi abbracci, le sue carezze, i suoi baci, sono pi\u00f9 efficaci di qualsiasi terapia farmacologica. Guardando Annmaria si capisce di avere a che fare una donna forte, dalla tempra solida. Una donna che s&#8217;\u00e8 caricata sulle spalle la malattia di Andrea e che fa i conti anche con i problemi di salute dell&#8217;altra figlia, una bambina di 10 anni, in cura presso il Bambin Ges\u00f9 a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL RACCONTO &#8211;<\/strong> &#8220;Andrea &#8211; dice &#8211; \u00e8 un ragazzo speciale. Mio figlio \u00e8 nato il 25 agosto del &#8217;98, \u00e8 un bimbo come altri, con la sua ironia, la sua spensieratezza, la sua gioia di vivere. Purtroppo lo scorso febbraio &#8211; racconta la mamma, con la voce che inizia a tremare &#8211; qualche ingranaggio nel meccanismo della normalit\u00e0 di mio figlio s&#8217;\u00e8 spezzato. Tutto ha inizio con una febbre alta, accompagnata da tosse e da un perenne pallore. Nonch\u00e8 da una continua ed inspiegabile debolerzza. Si pensava fosse una classica forma influenzale, forse un p\u00f2 pi\u00f9 forte rispetto alle altre. Ma, purtroppo, nonostante le terapie mediche, n\u00e8 la temperatura scendeva, n\u00e8 la tosse diminuiva. Il pallore di Andrea era sempre pi\u00f9 evidente&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PRIMO CAMPANELLO D&#8217;ALLARME &#8211;<\/strong> &#8220;Che qualcosa non andava in Andrea l&#8217;hanno detto anche le analisi. La pediatra Angela Barbiero, che ha in cura mio figlio, leggendo i risultati delle analisi, s&#8217;\u00e8 accorta che i valori erano sballati. Ragion per cui &#8211; continua Annamaria Orefice &#8211; c&#8217;ha suggerito di rivolgerci al dottor Domenico Sperl\u00ec, primario in servizio presso il reparto di Pediatria dell&#8217;Ospedale dell&#8217;Annunziata. Siamo andati a Cosenza e &#8230;&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL VERDETTO &#8211;<\/strong> &#8220;Il dottor Sperl\u00ec, prima di pronunciare una diagnosi, ha sottoposto Andrea a tutta una serie di accertamenti. <strong>Prima di avere i risultati, ci aveva manifestato i suoi sospetti: prospettandoci due possibili diagnosi: quella di una leucemia o un indebolimento del midollo. Gli esami fatti (Andrea \u00e8 stato sottoposto anche al puntato midollare, ndr), hanno finito per accertare che Andrea fosse affetto da una leucemia. Mio figlio &#8211; contrinua Annamaria, facendo sorgere un sorriso sul suo viso che \u00e8 un invito alla positiv\u00e0 e anche alla vita &#8211; ha iniziato un ciclo di chemioterapia che tra alti e bassi dovr\u00e0 proseguire per due anni e mezzo. Andrea si sottopone a cicli di chemioterapia di mattina e di sera. Quelli del mattino iniziano alle 10 per concludersi alle 14, quella di sera partno alle 22 per finire alle 2 di notte. I viaggi da Scalea a Cosenza sono aumentati, ma \u00e8 aumentata anche la consapevolezza di essere in buone mani e la voglia di lottare. Quella stessa che io regalo ad Andrea e lui dona a me&#8221;. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE TELEFONATE &#8211; Il tam tam telefonico tra mamma e figlio, \u00e8 costante. E&#8217; la conferma di un legame forte, quello che resiste a tutto. <strong>Andrea chiama sua madre e s&#8217;informa della partita. Lui \u00e8 contento anche perch\u00e8 la sua amata Juve ha vinto e questo scudetto \u00e8 sempre pi\u00f9 vicino. Annamaria dice a suo figlio che tutti chiedono di lui, gli mandano i sorrisi, gli mandano gli abbracci, gli dicono che fanno il tifo per lui. <\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>ANDREA &#8211; Lui \u00e8 assente. La chemioterapia gli impedisce di essere presente. L&#8217;eposizione agli agenti esterni e ai microbi dannosi per la sua salute, \u00e8 altissima. Ma Andrea \u00e8 un lottatore e come ogni vero lottatore non vuole permettere al male di spegnere i suoi sorrisi, n\u00e8 di fiaccare il suo entusiasmo. Andrea &#8211; racconta ancora la mamma, con gli occhi lucidi dall&#8217;emozione &#8211; ama la vita, ama la gente, ama gli abbracci. Li ama talmente tanto, che spesso, si mette dietro i vetri della finestra e saluta tutti. Alcuni ricambiano il saluto, altri rispondono con un sorriso, con un pollice in s\u00f9, altri ancora, invece, malati di &#8220;ignora e di indifferenza&#8221; fanno finta di niente. Non accorgendosi che basterebbe un cenno per far felice Andrea e forse si regalerebbero anche loro stessi un pizzico di felicit\u00e0. <\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>LA PREMIAZIONE &#8211; Il quadrangolare finisce. Non ci sono vincitori, n\u00e8 vinti. Lo score finale dice che hanno vinto tutti. Ha vinto la solidariet\u00e0, ha vinto l&#8217;altruismo, ha trionfato la bont\u00e0, ha vinto Andrea. Ha vinto il cuore della gente che, ha partecipato alla manifestazione lasciando il proprio contributo. Raffaele Michele, organizzatore della manifestazione, non sta nella pelle, sa bene di aver fatto qualcosa di importante. Lui, da sempre con la vocazione per l&#8217;aiuto agli altri, \u00e8 gi\u00f9 pronto ad organizzare un altro evento per Andrea. La macchina organizzativa s&#8217;\u00e8 gi\u00e0 messa in moto. Intanto la festa continua con le premiazioni. Ad Annmaria Orefice viene regalata una targa, cos\u00ec come viene offerto anche un uovo di Pasqua per Andrea. Un uovo, rigorosamente avvolto in &#8220;bianconero&#8221;. Come la sua Juve. Come Andrea che indossa la sua maglia da campione e &#8220;sfida&#8221; ogni giorno il male. Forza Andrea, forza Annamaria.<\/strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Quando la solidariet\u00e0 va in gol. 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