{"id":205173,"date":"2023-06-26T22:00:19","date_gmt":"2023-06-26T20:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=205173"},"modified":"2023-06-26T20:13:10","modified_gmt":"2023-06-26T18:13:10","slug":"norme-per-il-parto-a-domicilio-32-associazioni-scrivono-al-presidente-occhiuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/norme-per-il-parto-a-domicilio-32-associazioni-scrivono-al-presidente-occhiuto\/","title":{"rendered":"&#8216;Norme per il parto a domicilio&#8217;, 32 associazioni scrivono al presidente Occhiuto"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA\u00a0 &#8211; Una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto in merito alla proposta di Legge n. 240\/X\u00a0<strong> \u201cNorme per il parto a domicilio<\/strong>\u201d. Il dott. Rubens Curia, portavoce di Comunit\u00e0 Competente, ribadisce come ha gi\u00e0 fatto in passato, che gli strumenti normativi ci sono ed \u00e8 il momento di agire. E cos\u00ec 32 associazioni calabresi hanno deciso di scrivere al governatore e commissario ad acta.<\/p>\n<p>\u00abCorreva l\u2019anno 2017 quando la Commissione Sanit\u00e0 del consiglio regionale della Calabria licenziava la proposta di legge sopracitata. A questo punto \u00e8 doveroso fare un breve excursus perch\u00e9 di anni ne sono passati e nel frattempo c\u2019\u00e8 stata anche una pandemia.<br \/>\nLa proposta di legge n. 240\/X \u201cNorme per il parto a domicilio\u201d voleva essere una <strong>chiara espressione dei bisogni delle donne nei confronti delle istituzioni<\/strong>, perch\u00e9 chiedevamo s\u00ec, il <strong>rimborso del parto a domicilio<\/strong> come <strong>diritto di scelta del luogo del parto<\/strong>, come tra l\u2019altro succede gi\u00e0 in alcune regioni italiane, guarda caso tutte del centro nord del paese; <strong>ma l\u2019obiettivo era richiamare l\u2019attenzione sulla salute delle donne<\/strong>, degli uomini, dei bambini e delle bambine calabresi che gi\u00e0 all\u2019epoca chiedevano libert\u00e0 di scelta e appropriatezza delle cure\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab&#8221;Investire nello sviluppo precoce del bambino &#8211; si legge nel documento del Ministero della salute &#8211; costituisce uno dei migliori investimenti che un paese pu\u00f2 fare per sviluppare la sua economia, promuovere societ\u00e0 pacifiche e sostenibili, eliminare la povert\u00e0 estrema e ridurre le diseguaglianze\u201d. \u201cAzioni e strategie nei primi mille giorni di vita\u201d e quale modo migliore se non partire dalla <strong>demedicalizzazione della gravidanza, parto e puerperio\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abMa ritorniamo alla legge. La proposta \u00e8 stato il frutto di un lavoro congiunto portato avanti da associazioni di ostetriche, ordini professionali e associazioni in rappresentanza di donne e bambini\/e, con l\u2019obiettivo di demedicalizzare l\u2019evento nascita, in seguito ai risultati di un\u2019indagine campionaria realizzata nel 2015 nelle province di <strong>Cosenza<\/strong> e <strong>Reggio Calabria<\/strong> sul percorso nascita. Dallo studio dei dati, seguito dal Prof. Michele Grandolfo gi\u00e0 Dirigente di ricerca dell\u2019ISS, emerse che rispetto a quanto indicato dalle linee di indirizzo Nazionali e Internazionali risultavamo molto distanti, per esempio: proporzione di tasso di taglio cesareo 37% quando il valore raccomandato dall\u2019OMS \u00e8 15%, tasso di allattamento esclusivo per i primi sei mesi 10%\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIn seguito alla ricerca noi donne abbiamo registrato un video dal titolo<strong> \u201c<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/parto-in-casa-la-scelta-di-50-donne-in-provincia-di-cosenza-in-calabria-legge-non-ancora-approvata\">Storie di parto le donne raccontano<\/a>\u201d<\/strong>, nel quale alcune <strong>donne<\/strong> hanno <strong>raccontato la loro esperienza<\/strong> di <strong>gravidanza, parto e post-parto<\/strong> e di quanta <strong>scarsa attenzione<\/strong> avevano ricevuto durante l\u2019intero percorso. Le prime criticit\u00e0 si presentano gi\u00e0 se vogliamo prenotare una visita in consultorio piuttosto che un\u2019ecografia, siamo ridotte al punto che l\u2019appuntamento andrebbe preso prima di rimanere incinta. <strong>I consultori non erogano i servizi che dovrebbero<\/strong> eppure, avevamo alcune eccellenze sul territorio calabrese, alcuni aperti ben 12 ore al giorno (<strong>Trebisacce e Melito Porto Salvo<\/strong>) ma oggi non possono pi\u00f9 garantire questo servizio per via della carenza di, non si capisce bene perch\u00e9 il personale andato in pensione non sia mai stato sostituito\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo fatto convegni per sensibilizzare le cittadine, i cittadini e le istituzioni. Nel 2018 sono scese le donne attiviste dai Castelli Romani, con il Camper Rosa, per supportare le proposte avanzate dalle donne e uomini Calabresi ma nulla \u00e8 successo, anzi la pandemia ha esacerbato e peggiorato le cose.<strong> E allora cosa \u00e8 successo? Perch\u00e9 questo torpore, questa mancata voglia di far sentire la propria voce? <\/strong>Ripercorrendo le tappe ci siamo rese conto di aver fatto tanto, troppo, senza <strong>nessun risultato<\/strong>, abbiamo lavorato in solitudine, come sappiamo fare le donne. <strong>Le donne continuano a scegliere un\u2019assistenza basata sul rispetto e appropriatezza delle cure,<\/strong> lo dicono i numeri: negli ultimi anni sono gi\u00e0 stati assistiti <strong>50 parti in casa solo nella provincia di Cosenza<\/strong> da ostetriche libere professioniste, questo significa che noi donne\/coppie pur di vedere rispettati i nostri diritti paghiamo un servizio che potrebbe essere rimborsato se solo venisse approvata la legge\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Noi donne<\/strong> &#8211; prosegue la lettera &#8211; <strong>sappiamo ricominciare e trasformare le criticit\u00e0 in punti di forza,<\/strong> forse \u00e8 arrivato il momento di pensare alle case di maternit\u00e0 pubbliche a conduzione ostetrica, rinforzare i consultori garantendo l\u2019apertura di 12 ore, almeno uno in ogni distretto sanitario (ci\u00f2 eviterebbe di intasare i pronti soccorsi per qualsiasi dubbio o paure che sovviene in gravidanza), riprendere la proposta di legge per il rimborso del parto a domicilio, demedicalizzare la nascita anche nei reparti di ostetricia favorendo percorsi differenziati tra le donne sane e quelle con problemi di salute\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Diventare madre \u00e8 un evento che cambia l\u2019esistenza della donna<\/strong>. L\u2019assistenza che questa riceve durante il travaglio ha effetti influenti sulla vita di madre e bambino a livello emozionale, fisico e relazionale, influenzando gli outcomes a breve e a lungo termine. La buona comunicazione, il supporto, l\u2019empatia dei professionisti che prendono in carico la donna, sentire rispettati i propri bisogni e desideri, pu\u00f2 aiutarla ad avere consapevolezza rispetto a cosa le succede intorno e a contribuire a fare della nascita un\u2019esperienza positiva per la donna e il nucleo familiare che sta nascendo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA\u00a0 &#8211; Una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto in merito alla proposta di Legge n. 240\/X\u00a0 \u201cNorme per il parto a domicilio\u201d. Il dott. Rubens Curia, portavoce di Comunit\u00e0 Competente, ribadisce come ha gi\u00e0 fatto in passato, che gli strumenti normativi ci sono ed \u00e8 il momento di agire. 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