{"id":205183,"date":"2023-07-01T11:00:13","date_gmt":"2023-07-01T09:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=205183"},"modified":"2023-06-27T08:57:23","modified_gmt":"2023-06-27T06:57:23","slug":"in-italia-oltre-894mila-lavoratori-domestici-12mila-solo-in-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/in-italia-oltre-894mila-lavoratori-domestici-12mila-solo-in-calabria\/","title":{"rendered":"In Italia oltre 894mila lavoratori domestici, 12mila solo in Calabria"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; <strong>Nel 2022, i lavoratori domestici contribuenti all\u2019Inps sono stati 894.299<\/strong>, <strong>con un calo del 7,9% rispetto al 2021<\/strong> (-76.548 lavoratori), dopo gli aumenti registrati nel biennio 2020-2021 legati a una spontanea regolarizzazione dei rapporti di lavoro, per consentire ai collaboratori domestici di recarsi al lavoro durante il periodo di lockdown, e all\u2019entrata in vigore del Decreto Rilancio che, da giugno 2020, ha regolamentato l\u2019emersione agevolata di rapporti di lavoro irregolari che ha riguardato soprattutto lavoratori stranieri e in particolare extracomunitari. A livello territoriale, il Nord-Ovest \u00e8 l\u2019area geografica che, con il 30,8%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 27,2%, dal Nord-Est con il 20,3% e poi dal Sud (12,4%) e dalle Isole (9,3%).<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Nel 2022, in\u00a0<b>Calabria\u00a0<\/b>i lavoratori domestici sono stati 12.745, in calo del 13,1% rispetto al 2021. Secondo i dati del Report 2023 dell\u2019Osservatorio Inps sul lavoro domestico in Italia elaborati da Nuova Collaborazione, in\u00a0<b>Calabria<\/b>\u00a0lavorano prevalentemente le donne (10.578 contro 2.167 uomini), mentre la composizione dei lavoratori per nazionalit\u00e0 evidenzia la prevalenza di lavoratori stranieri: lo scorso anno sono stati 7.151 contro 5.594 di nazionalit\u00e0 italiana.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Questi sono solo alcuni dei dati emersi in occasione del convegno \u201c<b>Tutto regolare? Colf, badanti e babysitter in Italia\u201d organizzato da INPS e Nuova Collaborazione,<\/b>\u00a0<b>Associazione nazionale datori di lavoro domestico,<\/b>\u00a0durante il quale \u00e8 stato presentato il\u00a0<b>Report 2023 curato dall\u2019\u00abOsservatorio INPS sul lavoro domestico\u00bb.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">All\u2019incontro \u2013 moderato dal giornalista Francesco Antonioli (Direttore di Mondo Economico) \u2013 hanno partecipato\u00a0<b>Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali<\/b>,\u00a0<b>Walter Rizzetto, presidente XI Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, Chiara Gribaudo, vice presidente della XI Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, Vincenzo Caridi, Direttore generale INPS, e Alfredo Savia, Presidente Nuova Collaborazione.<\/b><\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">\u201cLa pubblicazione del report, a cura dell\u2019Osservatorio INPS sul lavoro domestico, \u00e8 diventato un appuntamento annuale fondamentale. In questa occasione \u2013 ha dichiarato\u00a0<b>Alfredo Savia, Presidente Nuova Collaborazione<\/b>\u00a0&#8211; riusciamo ad analizzare, sotto diversi aspetti, il comparto del lavoro domestico che in Italia, nonostante rappresenti un punto di riferimento nella vita e organizzazione delle famiglie, \u00e8 purtroppo ancora poco conosciuto. Il percorso di Nuova Collaborazione si struttura in modo ampio a sostegno di \u2018tutta la famiglia\u2019 riconosciuta come pilastro del Welfare che, in questo preciso momento storico, necessita di interventi strutturali e continuativi nel tempo per la gestione del lavoro di cura. In tale ambito, mi preme sottolineare come i lavoratori domestici, non rappresentino pi\u00f9 soltanto una leva occupazionale ma siano diventati centrali nell\u2019organizzazione del lavoro di cura della casa e della famiglia. Come associazione ci stiamo rafforzando e adattando alle nuove necessit\u00e0; la politica dal canto suo deve aiutare noi e le famiglie con provvedimenti duraturi nel tempo, soprattutto in materia fiscale, per agevolare l\u2019assunzione dei collaboratori domestici, oltre a programmi che facciano emergere anche il lavoro irregolare. L\u2019appello che voglio rivolgere alla politica e alle istituzioni \u00e8 quello di porre maggiore interesse e sensibilit\u00e0 nei confronti del lavoro di cura\u201d.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">&#8220;Negli ultimi mesi abbiamo avuto dei segnali che riportavano l\u2019interesse della politica sul lavoro domestico, prima con la bozza del Decreto Lavoro che includeva la proposta di un raddoppio delle deduzioni fiscali per i versamenti contributivi; da ultimo un emendamento al decreto che proponeva la decontribuzione totale per l\u2019assunzione di badanti, emendamento poi bocciato per mancanza di coperture.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Questo Parlamento, ha senz\u2019altro a cuore la famiglia e sapr\u00e0 riconoscere il ruolo strategico del lavoro domestico. Nell\u2019ambito della non autosufficienza, dobbiamo ricordare anche le baby sitter che hanno un ruolo centrale nell\u2019assistenza delle coppie e delle madri che altrimenti dovrebbero rinunciare alla loro carriera.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Per questo Nuova Collaborazione si far\u00e0 portavoce presso le istituzioni di proposte concrete che vadano nella direzione del sostegno alle famiglie in quanto datrici di lavoro\u201d. Lo ha dichiarato\u00a0<b>Filippo Breccia Fratadocchi, vice presidente di Nuova Collaborazione<\/b>\u00a0nel corso del convegno.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\"><b>Le donne hanno in media una retribuzione pi\u00f9 alta rispetto agli uomini (il 39,7% \u00e8 sotto i 5.000 euro l\u2019anno contro il 46,5% dei domestici maschi)<\/b><\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">L\u2019analisi dei dati sulle retribuzioni nel 2022 evidenzia che la percentuale pi\u00f9 elevata dei lavoratori domestici ha una retribuzione annua superiore ai 13.000 euro (130.478 lavoratori pari al 14,6% del totale). La stessa situazione si verifica sia per le donne (14,9%), che per gli uomini (12,3%). Le donne hanno in media una retribuzione pi\u00f9 alta rispetto agli uomini. Sotto i 5.000 euro l\u2019anno si colloca il 46,5% dei domestici maschi, contro il 39,7% delle femmine.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Per i lavoratori con tipologia rapporto \u201cColf\u201d, la classe con la maggior frequenza, sia per gli uomini che per le donne, \u00e8 quella tra 1000 e 2000 euro. I lavoratori con tipologia rapporto di lavoro \u201cBadante\u201d presentano, sia per i maschi che per le femmine, la stessa classe modale del complesso dei lavoratori, cio\u00e8 quella dai 13.000 in poi. Inoltre, per questa tipologia di lavoratori il 36,7% delle donne ha una retribuzione uguale o superiore ai 10.000 euro annui, contro il 29,0% dei maschi.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\"><b>Il Nord-Ovest \u00e8 l\u2019area geografica con il maggior numero di lavoratori (30,8%). La regione con pi\u00f9 lavoratori domestici stranieri \u00e8 la Lombardia (22,6% del totale)<\/b><\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Nel 2022 la distribuzione territoriale dei lavoratori domestici, in base al luogo di lavoro, evidenzia che il Nord-Ovest \u00e8 l\u2019area geografica che, con il 30,8%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 27,2%, dal Nord-Est con il 20,3%, dal Sud con il 12,4% e dalle Isole con l\u20199,3%.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici, sia per gli uomini che per le donne, \u00e8 la Lombardia, con 174.613 lavoratori nel 2022, pari al 19,5%, seguita dal Lazio (13,8%), dall\u2019Emilia Romagna (8,8%) e dalla Toscana (8,7%). In queste quattro regioni si concentra poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei lavoratori domestici in Italia.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Con riferimento alla distribuzione regionale per nazionalit\u00e0, nel 2022 si osserva che la regione con il maggior numero di lavoratori domestici stranieri \u00e8 la Lombardia, con 140.656 lavoratori (il 22,6% del totale dei lavoratori domestici stranieri), a seguire il Lazio (15,9%) e l\u2019Emilia-Romagna (10,1%). La percentuale pi\u00f9 elevata dei lavoratori domestici italiani, invece, lavora in Sardegna (14,5% del totale dei lavoratori domestici italiani). I dati del triennio 2020-2022 mostrano per i lavoratori italiani un trend pi\u00f9 dinamico e generalizzato, in tutte le Regioni, con una diminuzione pari a -7,1%. Pi\u00f9 discontinuo il trend per i lavoratori stranieri, cresciuti di +3,7% tra il 2020 e il 2021 e diminuiti di -8,4% nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">A livello regionale nell\u2019ultimo anno, i lavoratori domestici italiani diminuiscono in tutte le regioni e in modo particolare in Sicilia (-11,5%), Marche (-9,4%) e Basilicata (-9,4%), come i lavoratori domestici stranieri che fanno registrare i maggiori decrementi in Basilicata (-17%), Calabria (-16,3%) e Puglia (-15,7%).<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\"><b>Nel 2022 i lavoratori stranieri sono il 69,5% del totale; l\u2019Europa dell\u2019Est continua ad essere la zona geografica da cui proviene la maggior parte dei lavoratori domestici (35,4%)<\/b><\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">La composizione dei lavoratori per nazionalit\u00e0 evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri, che nel 2022 risultano essere il 69,5% del totale, quota che fa riprendere il trend decrescente, sospeso dopo 9 anni nel 2021. Nell\u2019ultimo anno, infatti, il numero dei lavoratori stranieri \u00e8 diminuito del -8,4% rispetto all\u2019anno precedente, cos\u00ec come si registra una diminuzione dei lavoratori italiani pari al -6,6%.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Rispetto alla zona di provenienza, nel 2022 <strong>l\u2019Europa dell\u2019Est continua ad essere la zona geografica da cui proviene la maggior parte dei lavoratori domestici<\/strong> con 316.817 lavoratori pari al 35,4% del totale, seguiti dai 272.583 lavoratori di cittadinanza italiana (30,5%), dai lavoratori del Sud America (7,8%) e dell\u2019Asia Orientale (6,8%). Dieci anni fa la quota di lavoratori dell\u2019Est europeo era pari a 44,5% contro il 21,2% dei lavoratori italiani.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Analizzando i dati dei lavoratori domestici per tipologia di rapporto e zona geografica di provenienza, si osserva una prevalenza della tipologia di lavoro \u201cColf\u201d, che nel 2022 interessa il 52% del totale dei lavoratori, contro il 48% della tipologia \u201cBadante\u201d, dieci anni fa la quota delle colf era decisamente maggioritaria, con il 61,4% dei lavoratori. La tipologia \u201cColf\u201d \u00e8 prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall\u2019Europa dell\u2019Est, dall\u2019Asia Medio Orientale e dall\u2019America Centrale, in cui prevale la tipologia \u201cBadante\u201d.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Nel 2022 il numero di badanti, rispetto all\u2019anno precedente, registra un decremento pari a -5,6%, che interessa tutte le zone di provenienza, la diminuzione pi\u00f9 elevata riguarda i lavoratori provenienti dall\u2019America del Nord (-20,8%). Risulta essere maggiore la diminuzione del numero di colf con -9,9%, in particolare dei lavoratori provenienti dall\u2019Africa del Nord (-25%) e dall\u2019Asia Orientale (+17,9%), mentre il minor decremento viene fatto registrare da quelli provenienti dalle Filippine (-3,2%).<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\"><b>Il 17,2% dei lavoratori domestici ha un\u2019et\u00e0 tra i 50 e i 54 anni. Il 56,9% dei badanti lavora oltre le 29 ore settimanali.<\/b><\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Sempre nel 2022, la classe d&#8217;et\u00e0 \u201c50-54 anni\u201d \u00e8 quella con la maggior frequenza tra i lavoratori domestici, con un peso pari al 17,2% del totale, mentre il 21,4% ha un\u2019et\u00e0 pari o superiore ai 60 anni e solo il 1,9% ha un&#8217;et\u00e0 inferiore ai 25 anni. Complessivamente nel 2022 i lavoratori domestici sotto i 45 anni rappresentano il 30,2% del totale, dieci anni fa i domestici sotto i 45 anni erano quasi la met\u00e0 (49,7%).<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Nell\u2019anno 2022 la classe modale dell\u2019<strong>orario medio settimanale \u00e8 \u201c25-29 ore\u201d<\/strong> e, a livello complessivo, pesa per il 23,7%. Lo stesso vale per la tipologia di rapporto colf (28,2%). Per la tipologia di rapporto badante \u00e8 la classe \u201c50 e oltre\u201d (29,5%) ad avere la frequenza maggiore. Si osserva, infatti, che ben il 56,9% dei lavoratori con tipologia di rapporto badante, proprio per la caratteristica del lavoro che svolge, si concentra nelle classi oltre le 29 ore settimanali. Al contrario il 55,8% dei lavoratori con tipologia di rapporto colf, lavora meno di 25 ore a settimana.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Con riferimento alle settimane di lavoro dichiarate, nel 2022 il maggior numero di lavoratori domestici si colloca nella classe \u201c50-52 settimane\u201d, con 395.406 lavoratori, pari al 44,2% del totale. Tale quota \u00e8 pari al 53,6%, per la tipologia di lavoro \u201cColf\u201d, in altre parole pi\u00f9 della met\u00e0 dei lavoratori con tipologia \u201cColf\u201d hanno almeno un lavoro durante tutto l\u2019anno, pur non coprendo interamente le ore lavorabili nella settimana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Nel 2022, i lavoratori domestici contribuenti all\u2019Inps sono stati 894.299, con un calo del 7,9% rispetto al 2021 (-76.548 lavoratori), dopo gli aumenti registrati nel biennio 2020-2021 legati a una spontanea regolarizzazione dei rapporti di lavoro, per consentire ai collaboratori domestici di recarsi al lavoro durante il periodo di lockdown, e all\u2019entrata in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":205226,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[19],"class_list":["post-205183","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205183","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205183"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205183\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/205226"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=205183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=205183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}