{"id":205327,"date":"2023-06-28T14:03:57","date_gmt":"2023-06-28T12:03:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=205327"},"modified":"2023-06-28T14:06:19","modified_gmt":"2023-06-28T12:06:19","slug":"le-sorgenti-degli-acquedotti-dellappennino-cosentino-per-prevenire-terremoti-studio-ingv-e-unical","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/le-sorgenti-degli-acquedotti-dellappennino-cosentino-per-prevenire-terremoti-studio-ingv-e-unical\/","title":{"rendered":"Le sorgenti degli acquedotti dell\u2019Appennino cosentino per prevenire terremoti: studio INGV e UNICAL"},"content":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; Nei giorni scorsi ricercatori dell\u2019INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e dell\u2019UNICAL (Dipartimento di Scienze della Terra-DIBEST) <strong>hanno visitato alcune sorgenti facenti parte del patrimonio idrico regionale e gestite da Sorical,<\/strong> nell\u2019ambito del progetto:<strong>&#8220;Further -The role of fluids in the preparatoryphase of earthquakes in Southern Apennines<\/strong>\u201d. Il progetto che vede la collaborazione di esperti afferenti all&#8217;INGV e scienziati della Louisiana State University (LSU) dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria (UNICAL) e dell&#8217;Universit\u00e0 di Perugia (UNIPG) ha l\u2019obiettivo di stabilire il ruolo dei fluidi nella fase preparatoria dei terremoti in Appennino meridionale.<\/p>\n<p>In particolare sono state visitate in tre giorni di sopralluoghi le sorgenti dell\u2019acquedotto<strong> S. Nocaio, Soleo e Petrosa ricadenti nell\u2019ufficio di Zona della Sorical di Bonifati; Abatemarco, in particolare le sorgenti Mula, Capomazza e Capodacqua ai confini dei Comuni di Verbicaro, S.Donato di Ninea e San Sosti ricadenti nella competenza dell\u2019Ufficio di zona di Cosenza; \u2018Ntizzo e Santa Domenica (Pollino) nella zona di Trebisacce; <\/strong>Si tratta di alcune delle pi\u00f9 importanti opere realizzate dalla Cassa per il Mezzogiorno sia dal punto di vista quantitativo che strutturale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-205331  aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Rilevatore-CO2.jpeg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"351\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Rilevatore-CO2.jpeg 480w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Rilevatore-CO2-225x300.jpeg 225w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Rilevatore-CO2-150x200.jpeg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Rilevatore-CO2-300x400.jpeg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Rilevatore-CO2-315x420.jpeg 315w\" sizes=\"auto, (max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><\/p>\n<p>Gli studi si propongono di osservare l&#8217;intero percorso dei fluidi, dalla sorgente alla crosta superiore, laddove si verificano i maggiori terremoti,<strong> utilizzando un approccio interdisciplinare che include dati: sismologici, geochimici, geodetici e geo-spaziali.<\/strong> L&#8217;interazione di fluidi, strutture attive poco profonde e profonde e la sismicit\u00e0 viene esplorata a scala locale e regionale rivelando<strong> la struttura sismica sotto l&#8217;Appennino meridionale<\/strong>, ma anche a larga scala mettendo in evidenza segnali che possono essere interpretati come precursori di grandi terremoti. <strong>Essi si concentrano su tre aree dell&#8217;Appennino meridionale: le catene montuose del Sannio-Matese<\/strong>; la Catena del Pollino e l&#8217;area di degassamento della CO2 profonda nella zona di Mefite d&#8217;Ansanto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-205328 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Immagine.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"306\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Immagine.jpg 547w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Immagine-300x242.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Immagine-150x121.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Immagine-521x420.jpg 521w\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/p>\n<p>In particolare nella nostra regione il gruppo di studiosi accompagnati <strong>dal responsabile del Compartimento Nord ing Paolo Mainieri, dal geologo Antonio Sposato e dai responsabili degli uffici di Zona di Bonifati (Luciano Pirillo), Cosenza (Angelo Vespasiano) e Trebisacce (Francesco Armentano), ha visitato e analizzato le acque di alcun delle nostre pi\u00f9 importanti sorgenti in termini di portata e di qualit\u00e0 delle acque<\/strong>. Tali sorgenti, di origine carbonatica,nascono nella catena montuosa del Pollino e alimentano in parte i territori dell\u2019alto e medio Tirreno cosentino ed in parte la citt\u00e0 di Cosenza e la sua provincia pi\u00f9 settentrionale ed in parte vaste porzioni territoriali dell\u2019Alto Jonio Cosentino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-205332 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Sorgente-Soleo_scaturigine.jpeg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"372\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Sorgente-Soleo_scaturigine.jpeg 480w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Sorgente-Soleo_scaturigine-225x300.jpeg 225w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Sorgente-Soleo_scaturigine-150x200.jpeg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Sorgente-Soleo_scaturigine-300x400.jpeg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Sorgente-Soleo_scaturigine-315x420.jpeg 315w\" sizes=\"auto, (max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/p>\n<p>Le sorgenti con<strong> portate variabili dai 50 l\/s (Sorgente Soleo) ai 700 l\/s (Sorgente Abatemarco) sono state analizzate dagli studiosi verificando diversi parametri come temperatura, ph, contenuto in carbonato di calcio e in CO2<\/strong>. Tali studi oltre a favorire la ricerca nell\u2019ambito dell\u2019apprendimento delle dinamiche che generano i terremoti, offrono un\u2019opportunit\u00e0 per il patrimonio idrico regionale diventando un\u2019occasione di approfondimento delle caratteristiche chimico-fisiche delle nostre sorgenti aprendo oltretutto la collaborazione tra Sorical ed Enti di Ricerca.<\/p>\n<p>\u201cSiamo felici di accogliere ricercatori e studiosi nella nostra societ\u00e0 \u2013 commenta l\u2019amministratore unico della Sorical Cataldo Calabretta &#8211; gestiamo un patrimonio infrastrutturale davvero imponente e complesso e ben vengano le collaborazioni con le universit\u00e0 calabresi e nazionali perch\u00e9 sono utili al futuro della Calabria\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; Nei giorni scorsi ricercatori dell\u2019INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e dell\u2019UNICAL (Dipartimento di Scienze della Terra-DIBEST) hanno visitato alcune sorgenti facenti parte del patrimonio idrico regionale e gestite da Sorical, nell\u2019ambito del progetto:&#8220;Further -The role of fluids in the preparatoryphase of earthquakes in Southern Apennines\u201d. 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