{"id":205839,"date":"2023-07-08T10:00:59","date_gmt":"2023-07-08T08:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=205839"},"modified":"2023-07-08T10:38:41","modified_gmt":"2023-07-08T08:38:41","slug":"algieri-bisogna-puntare-sulleconomia-della-montagna-per-rilanciare-il-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/algieri-bisogna-puntare-sulleconomia-della-montagna-per-rilanciare-il-paese\/","title":{"rendered":"Algieri: \u00abbisogna puntare sull&#8217;economia della montagna per rilanciare il Paese\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Le <strong>Zone Economiche Montane (ZEM)<\/strong> rappresentano un patrimonio unico e prezioso chiamato, negli ultimi anni, ad affrontare importanti <strong>sfide nello sviluppo economico e sociale.<\/strong> Proprio per questo, affrontare l\u2019attuazione dell\u2019Agenda Onu 2030 senza occuparsi di aree interne e di montagna, come previsto dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), potrebbe essere sinonimo di fallimento delle politiche e di inefficacia degli interventi previsti.<\/p>\n<p>Secondo il <strong>Presidente di Confcommercio Calabria e vicepresidente nazionale Unioncamere<\/strong> (Unione delle Camere di Commercio Italiane), <strong>Klaus Algieri<\/strong>: \u201cIl ridimensionamento e la soluzione delle fragilit\u00e0 unitamente all\u2019importanza dell\u2019economia della montagna in Italia necessitano l\u2019elaborazione di iniziative strategiche dedicate. Tra queste sar\u00e0 di fondamentale importanza il passaggio dalla \u201cfiscalit\u00e0 agevolata, alla fiscalit\u00e0 dedicata\u201d con la costituzione, sulla scia delle ZES, delle \u201cZone Economiche Montane\u201d (ZEM), che abbiano come destinatari i Comuni di montagna e che diano priorit\u00e0 a investimenti (nazionali e esteri) relativi alla transizione green per tutelare il patrimonio ambientale della montagna pur garantendone lo sviluppo e alla transizione digitale al fine di superare le \u201cbarriere infrastrutturali e naturali\u201d.<\/p>\n<p>Le ZEM cos\u00ec costituite &#8211; ha sottolineato Algieri \u2013 porteranno alla valorizzazione e al consolidamento delle attivit\u00e0 economiche gi\u00e0 presenti sul territorio<strong> (commercio, filiera agro-alimentare-boschiva, turismo, etc.)<\/strong> e all\u2019attrazione e creazione di <strong>nuove imprese<\/strong> e centri di ricerca sulla biodiversit\u00e0 e sull\u2019economia sostenibile in stretto collegamento con le Universit\u00e0. Consentiranno di porre un freno al declino demografico e all\u2019invecchiamento della popolazione nei Comuni montani e attrarre i giovani. Attraverso di esse si potr\u00e0 creare, quindi, una alternativa alla polarizzazione urbana della popolazione e alla fuga di capitale umano verso i centri urbani, sostenuta da una incisiva attivit\u00e0 di formazione e politiche attive del lavoro. Il tema delle ZEM \u00e8 molto importante e non va trascurato lo dicono i dati, lo ha ribadito anche il mio Presidente Nazionale Carlo Sangalli nel corso dell\u2019Assemblea Pubblica di Confcommercio. Auspico \u2013 ha concluso Algieri \u2013 che <strong>il Presidente Occhiuto<\/strong> in virt\u00f9 del ruolo che ricopre a livello nazionale <strong>si faccia portavoce<\/strong> di questa proposta sui tavoli che contano e che dalla Calabria parta un progetto pilota, che mostri a tutti le potenzialit\u00e0 delle aree montane\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Le zone montane in cifre<\/strong><\/h3>\n<p>Le aree di montagna sono realt\u00e0 fragili per condizioni \ufb01sico-geogra\ufb01che, ambientali e per processi modi\ufb01cativi della vita sociale intervenuti nel tempo dove si gioca il futuro della conservazione e rigenerazione di biodiversit\u00e0 del nostro Paese. Tuttavia, in questi territori sono presenti limiti, ma anche nuove opportunit\u00e0 con speci\ufb01cit\u00e0 differenti (come quelle che distinguono territori alpini da quelli appenninici) e tante forme di imprenditorialit\u00e0 intergenerazionale.<\/p>\n<p>Nelle aree montane e interne lo spopolamento \u00e8 la minaccia maggiore. Infatti, l\u2019impatto demografico negativo colpir\u00e0 entro 10 anni, secondo l\u2019Istat, nove Comuni su dieci nel caso di Comuni di zone rurali con l\u2019ampliarsi del fenomeno della \u201cdesertificazione demografica\u201d di molte aree del Paese in particolare a Sud.<\/p>\n<p>Oggi, in un contesto di globalizzazione e di alta mobilit\u00e0 della popolazione, contrastare lo spopolamento di questi territori sempre meno pu\u00f2 significare trattenere soltanto la popolazione, specialmente giovanile, e sempre pi\u00f9 richiede una capacit\u00e0 dei territori non urbani di essere attrattivi: <strong>la capacit\u00e0 di attrarre imprese e giovani<\/strong> \u00e8 tra gli argomenti pi\u00f9 efficaci da giocare per radicare il progetto di vita di un numero sufficientemente ampio di giovani (nativi e non) nelle aree montane con nuove attivit\u00e0 di lavoro, impresa o studio.<\/p>\n<p>Secondo il criterio statistico di ISTAT, l\u2019Italia risulta caratterizzata, per la sua conformazione orogra\ufb01ca, da un territorio prevalentemente collinare (41,6% della super\ufb01cie complessiva, che contiene il 38,9% della popolazione residente in Italia), segu\u00ecto da quello di montagna (35,2% del territorio e 12,4% della popolazione) e di pianura (23,2% del territorio e 48,7% della popolazione).<\/p>\n<p>Secondo i dati dell\u2019UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunit\u00e0 Enti Montani) il territorio montano comprende attualmente 3.524 comuni totalmente montani e <strong>652 comuni parzialmente montani, per un totale complessivo di 4.176 su 7.901 comuni italiani<\/strong> (al 1\u00b0 gennaio 2023). In termini di estensione territoriale, su un totale di 302.073 kmq che definiscono il territorio italiano, circa 147.517 kmq sono occupati dai comuni montani, rappresentando, quindi, il 49% del territorio nazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, secondo Eurostat, \u00e8 il primo Paese dell\u2019Unione europea a 27 per Pil realizzato in province montane, territori in cui almeno met\u00e0 della superficie e\/o della popolazione \u00e8 in aree montane: nel 2019 \u00e8 ammontato a 805,6 miliardi di euro, il 44,9% del totale nazionale, una quota pi\u00f9 che doppia rispetto al 20,7% registrato dalla media delle aree montane nell\u2019Ue. Il valore dell\u2019economia italiana della montagna, infatti, supera anche i 776,3 miliardi di euro della Spagna (62,4% del Pil), i 417,5 miliardi della Francia (17,1%) e i 241,5 miliardi della Germania (7%).<\/p>\n<p>Nell\u2019economia italiana della montagna, a fronte del 47,8% della popolazione nazionale, si concentra nel 2021 il 51,1% delle presenze turistiche totali e il 50,7% delle presenze turistiche straniere.<\/p>\n<p>Secondo un recente studio, sono 63 le province montane in Italia che contano 2.077.826 micro e piccole imprese (MPI), attive con 5.137.434 addetti, i quali sono il 47,3% degli addetti nazionali delle MPI. Nel perimetro delle province che rappresenta l\u2019economia italiana della montagna, le MPI rappresentano il<strong> 69,4% degli addetti delle imprese totali<\/strong> di tali province, una quota ampiamente superiore al 63,4% della media nazionale.<\/p>\n<p>In particolare, nelle province montane sono localizzate 536.282 imprese artigiane con 1.349.075 addetti, pari a oltre la met\u00e0 (53%) degli addetti dell\u2019artigianato italiano e al 18,2% degli addetti nazionali, quota superiore al 14,8% della media nazionale.<\/p>\n<p>In chiave settoriale<strong> l\u2019economia della montagna presenta una quota pi\u00f9 elevata<\/strong> per il valore aggiunto delle costruzioni (48,8%) e del manifatturiero esteso (48,6%), settori in cui \u00e8 pi\u00f9 alta la vocazione artigiana.<\/p>\n<p>Secondo uno studio pubblicato alla fine 2022, sono 63 le province montane in Italia che contano 2.077.826 micro e piccole imprese (MPI) con 5.137.434 addetti, i quali sono il 47,3% degli addetti nazionali delle MPI. Nel perimetro delle province che rappresenta l\u2019economia italiana della montagna, le MPI rappresentano il 69,4% degli addetti delle imprese totali di tali province, una quota ampiamente superiore al 63,4% della media nazionale.<\/p>\n<p>In particolare, nelle province montane sono localizzate 536.282 imprese artigiane con 1.349.075 addetti, pari a oltre la met\u00e0 (53%) degli addetti dell\u2019artigianato italiano e al 18,2% degli addetti nazionali, quota superiore al 14,8% della media nazionale.<\/p>\n<p>Inoltre, grazie alla diffusa presenza di imprese manifatturiere, l\u2019economia della montagna realizza il 47,2% delle esportazioni nazionali, pari a 232,6 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Da un punto di vista occupazionale nelle province montane, a fronte del 47,3% di occupati totali nel 2021, <strong>si concentra il 49,8% degli occupati indipendenti<\/strong> \u2013 imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi \u2013 che rappresentano il 23% degli occupati di tali province, quota superiore di 2,2 punti al 20,8% delle altre province non montane.<\/p>\n<p>Unioncamere-Anpal, infine, indicano che nel trimestre novembre 2022-gennaio 2023 nelle province montane sono state <strong>previste 553mila entrate di lavoratori<\/strong>, pari al 46% di quelle nazionali. Un dato che mette in evidenza l\u2019importanza dell\u2019economia di montagna anche in termini occupazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Le Zone Economiche Montane (ZEM) rappresentano un patrimonio unico e prezioso chiamato, negli ultimi anni, ad affrontare importanti sfide nello sviluppo economico e sociale. 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