{"id":20593,"date":"2013-04-03T11:35:42","date_gmt":"2013-04-03T09:35:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20593"},"modified":"2023-01-17T13:18:23","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:23","slug":"7828-wainer-e-la-riscossa-dei-clochard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7828-wainer-e-la-riscossa-dei-clochard\/","title":{"rendered":"Wainer e la riscossa dei clochard"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> La riscossa degli &#8220;invisibili&#8221;. <strong>Gli invisibili (termine che detesto, ndr) sono quelle persone che, per sfortuna, <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>per imposizione della vita o per scelta,&nbsp;<\/strong><strong style=\"font-size: 12px; line-height: 1;\">si sono ritrovati a fare i conti con la strada, condividendo la loro vita con la povert\u00e0, sfamandosi di smog e solitudine e ritrovandosi, spesso, a rimbalzare davanti ai muri dell&#8217;indifferenza eretti, per stupidaggine, ignoranza o presunzione, da chi pensa che la diversit\u00e0, in tutte le sue forme, sia un male, che la povert\u00e0 sia &#8220;contagiosa&#8221; e che la solitudine sia una condizione voluta. Ovviamente e, aggiungo, per fortuna, la gente con i paraocchi e vestita di &#8220;saccenza&#8221;, \u00e8 minoritaria, rispetto a quell&#8217;altra grande ed estesa fetta di popolazione che aiuta chi ha bisogno. Una bella storia di riscatto arriva da Milano. La raccontano, attraverso il loro blog, il proprio sito e la loro pagina Fb, i &#8220;clochard alla riscossa&#8221;.Il gruppo che ha unito tutte le persone che si ritrovano unite nella condizione di povert\u00e0, s&#8217;\u00e8 costituito in un vero e proprio sindacato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I CLOCHARD ALLA RISCOSSA &#8211;<\/strong> Le stazioni come camera da letto e le biblioteche come salotto. Esiste una Milano parallela in cui i luoghi assumono un significato diverso. \u00c8 la Milano dei clochard, dove anche una galleria del centro pu\u00f2 diventare una casa. il fondatore &#8211; Wainer Molteni si definisce il sindaco dei barboni e questa citt\u00e0 invisibile la conosce bene perch\u00e9 per molti anni ha vissuto in strada e ora fa di tutto per diffondere il bene che la vita, nonostante le sventure, gli ha regalato.<strong> Wainer ha quarant\u2019anni, una laurea alla Statale di Milano e molti ricordi alle spalle. Gli ultimi otto anni li ha trascorsi a vivere per strada, e con altri cinquanta volontari e diverse associazioni collabora al progetto antifreddo del Comune di Milano. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA SUA STORIA &#8211;<strong> Prima era responsabile del personale di un supermercato, poi la bancarotta fraudelonta dell\u2019azienda, il fallimento e la disoccupazione. Figlio unico, i genitori morti diversi anni prima, nessun legame. L\u2019affitto da pagare che incombe ogni fine mese, poi sono scaduti i documenti e senza un domicilio il rinnovo non arriva. Quindi il trasloco nella galleria San Cristoforo e i primi contatti con il Comune di Milano. Oggi Wainer vive in una casa assegnatagli dai sevizi sociali e fa parte dell\u2019associazione \u201cClochard alla riscossa\u201d. La sua vita \u00e8 una continua frenesia, un continuo aiutare il prossimo, quei clochard con cui ha condiviso la strada, gli stessi che definisce \u201cbarbafratellini\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE STANZE DA LETTO &#8211;<\/strong> I treni ogni notte sono presi d\u2019assalto dai senza fissa dimora: centinai di persone che arrivano in stazione alle 11 di sera, aspettano il parcheggio del treno e fino alle cinque del mattino non li sveglia nessuno. Alla biblioteca Sormani dalle 9 del mattino alle 19.30 \u00e8 la casa di decine di senza fissa dimora, siamo di casa e se qualcuno di noi manca sono gli operatori stessi a chiedere dove siamo finiti. E questa \u00e8 diventata la sede di \u201cClochard alla Riscossa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA MENSA SOTTO LE STELLE &#8211;<\/strong> <strong>A 70 metri dal Duomo, 50 dall\u2019Arcivescovado, ogni domenica sera va in scena una festa del fai-da-te. Accade alle 21, davanti alla vetrina di Bloomberg e alle quotazioni di Wall Street che scorrono sui monitor. Due tavoli bianchi poggiati su cavalletti, cinque o sei volontari, ed ecco la cena per trecento clochard, ordinatamente in fila. Dall\u2019antipasto al dolce, in piatti e con posate di plastica. \u00c8 la \u00abmensa sotto le stelle\u00bb, ormai tradizione per i poveri e per il centro della citt\u00e0. Nata con la primavera, coinvolge sempre pi\u00f9 milanesi, pronti a offrire vassoi di alluminio carichi di salumi, pasta, insalata di riso, polpettoni, carne gi\u00e0 tagliata, verdure, ma anche torte, spazzolate a tempo di record. A pochi metri, il \u00abBarbabar\u00bb, altro banchetto che serve da bere, rigorosamente gratis e senz\u2019alcol.<\/strong> C\u2019\u00e8 una sorta di disciplina, nell\u2019apparente disordine della piazza, la chiave per essere ammessi alla mensa. Nella ressa, nessuno aggira la coda. C\u2019\u00e8 una regola tacita, come tacito \u00e8 l\u2019accordo, alla fine, per ripulire portico e marciapiedi dai resti della cena, mettendo gli involucri nei sacchi neri, mentre qualcun altro lustra i tavoli. Alla fine della serata, \u00e8 come se nulla fosse accaduto.<strong> Ma tutto non finisce con la cena. Ultimo atto della mensa, infatti, \u00e8 la distribuzione di abiti e scarpe, scaricati sugli stessi tavoli e assegnati a chiamata. \u00abChi ha il 42 di piede?\u00bb \u00abA chi serve un pantalone taglia 48?\u00bb \u00abUna Polo L?\u00bb E, anche se la stagione \u00e8 cambiata, qualcuno accetta la coperta. A cento metri c\u2019\u00e8 il comando dei vigili di Piazza Beccaria, che osservano e tollerano senza cenni di disagio. Di fatto, \u00e8 come se il Comune avesse dato un tacito patrocinio all\u2019idea. Non potendo probabilmente farlo per ragioni tecniche, legate alle tortuose autorizzazioni che dovrebbe richiedere una vera e propria mensa. Ma la validit\u00e0 dell\u2019iniziativa \u00e8 tale da sconfiggere anche la burocrazia. I<\/strong>l tutto si svolge tra l\u2019altro senza che nessun passante protesti o ne venga nemmeno troppo incuriosito, quasi si ammantasse di una fisiologica aura di naturalezza. <strong>IL SINDACATO &#8211;<\/strong> Il primo sindacato dei senza fissa dimora Wainer l\u2019ha fondato nel 2005 insieme ad altri senza tetto: non bastava il sistema assistenziale tradizionale, le mense, i dormitoi. Wainer voleva per loro una casa, una possibilit\u00e0 di cambiamento, il futuro. Hanno occupato stabili pubblici e privati, \u00ababbiamo occupato Malamanera, Maggianico, il Bulk e Pergola, \u00e8 partita da l\u00ec la nostra riscossa, la voglia di cambiare\u00bb. In via Maggianico effettivamente esisteva un dormitorio pubblico che Wainer e compagni decisero di occupare per qualche mese. Oggi il sindaco dei barboni che -lo sottolinea anche sulla pagina Facebook del sindacato- ha come datore di lavoro \u201cla strada\u201d, di chilometri ne macina parecchi: a stretto contatto con l\u2019amministrazione, o preso nell\u2019organizzazione di un dj set, di una mensa sotto le stelle, di un servizio di cucina a domicilio, di una cena insieme ai \u201cbarba fratellini\u201din Piazza Fontana. Alle stoviglie, a un piatto caldo, a un conforto ai clochard disseminati per Milano ci pensano loro, i volontari che ogni giorno offrono il proprio generoso aiuto. Ci pensa il Comune che mantiene un dialogo con il sindacato. Ci pensano i cittadini, che danno una mano a che il progetto cresca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ESPERIMENTO TOSCANO &#8211;<\/strong> La prima fattoria completamente gestita da clochard. Dodici senzatetto, assunti per un anno, con regolare contratto avranno il compito di gestire gli animali, il frutteto, l\u2019oliveto e le stanze per ospiti di un casale ristrutturato del \u2019400, messo a disposizione da una coppia di coniugi, insieme al terreno di 67 mila metri quadrati. <strong>A gestire la cooperativa di senzatetto \u00e8 il gruppo dei \u00abClochard alla riscossa\u00bb, fondato da Wainer Molteni, giovane sociologo che fino all\u2019inverno scorso dormiva, da otto anni, su un cartone nella galleria De Cristoforis, dietro il cinema Apollo a Milano. Ora Wainer \u00e8 diventato consulente del Comune di Milano per il reintegro sociale dei senza dimora. A tutti sar\u00e0 assicurato vitto e alloggio, oltre a un pi\u00f9 che dignitoso stipendio che consentir\u00e0 loro, alla fine dei dodici mesi del progetto, di cercarsi una casa in affitto, anche grazie al fatto che una buona quota del reddito verr\u00e0 accantonata, vista la sostanziale assenza di spese vive quotidiane. E dopo un anno altri senzatetto potranno prendere il loro posto, riavviando un ciclo di inserimento sociale grazie al lavoro e alla dignit\u00e0 che avverte chi si sente attivo. A pochi chilometri dalle mete della Toscana pi\u00f9 note, tra Firenze, Lucca e Pisa, al di fuori dei percorsi pi\u00f9 frequentati, la provincia di Pistoia, con le sue bellezze paesaggistiche ed il suo ricco patrimonio artistico e culturale, pu\u00f2 essere una vera scoperta: ovunque il visitatore vedr\u00e0 convivere in armonia la bellezza della natura e i capolavori dell\u2019arte. Dal turismo d\u2019arte a quello montano, dal termalismo al turismo congressuale, dal turismo verde sino a quello enogastronomico, ricca e varia \u00e8 l\u2019offerta turistica del territorio, pronto, in tutti i periodi dell\u2019anno, ad accogliere e rendere partecipe il viaggiatore dai mille interessi. La Fattoria Clochard alla Riscossa \u00e8 situata nel comune di Serravalle Pistoiese su una collina immersa nel verde. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La riscossa degli &#8220;invisibili&#8221;. 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