{"id":206554,"date":"2023-07-16T20:00:08","date_gmt":"2023-07-16T18:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=206554"},"modified":"2023-07-17T07:44:06","modified_gmt":"2023-07-17T05:44:06","slug":"la-storia-dellimpero-romano-negli-antichi-pollini-dei-fondali-della-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/la-storia-dellimpero-romano-negli-antichi-pollini-dei-fondali-della-calabria\/","title":{"rendered":"La storia dell&#8217;impero romano negli antichi pollini dei fondali della Calabria"},"content":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; <strong>L&#8217;ascesa e il declino dell&#8217;Impero romano sono &#8216;scritti&#8217; negli antichi pollini preservati nei sedimenti in fondo al mar Tirreno<\/strong>: recuperati attraverso un carotaggio nel <strong>golfo di Sant&#8217;Eufemia<\/strong>, in Calabria, rivelano l&#8217;evoluzione della vegetazione della zona, condizionata dalle comunit\u00e0 che l&#8217;hanno abitata negli ultimi 5.000 anni. Lo studio \u00e8 pubblicato sulla rivista The Holocene dall&#8217;Universit\u00e0 Federico II di Napoli in collaborazione con l&#8217;Istituto per l&#8217;Ambiente Marino Costiero del Consiglio nazionale delle Ricerche (Iamc-Cnr) e l&#8217;Universit\u00e0 della Campania Luigi Vanvitelli. I ricercatori sono riusciti a estrarre importanti quantit\u00e0 di antichi pollini e spore dai sedimenti marini (fino a 12.000 granelli per grammo di materiale) e attraverso studi al microscopio hanno identificato ben 72 specie vegetali differenti.<\/p>\n<h3>La vegetazione riporta a galla una storia millennaria<\/h3>\n<p>Le analisi rivelano che<strong> tra 5.000 e 2.700 anni<\/strong> fa la regione era ricoperta da <strong>una densa foresta<\/strong>; successivamente, tra 2.700 e 2.000 anni fa, la vegetazione \u00e8 diminuita causa della siccit\u00e0; infine, negli ultimi 790 anni, si \u00e8 verificata un&#8217;importante deforestazione accompagnata da una pratica intensiva dell&#8217;agricoltura. Queste tre fasi distinte possono essere collegate alle vicissitudini degli umani che hanno colonizzato l&#8217;area nel corso dei millenni.<\/p>\n<p>In particolare, la prima fase corrisponde al tempo delle <strong>popolazioni pre-protostoriche<\/strong>, che avrebbero abitato nelle foreste localizzate nel promontorio di Tropea: potrebbero aver vissuto anche i primi segni del cambiamento climatico, che successivamente ha provocato tre lunghi periodi di siccit\u00e0 durati centinaia di anni.<\/p>\n<p>La fase di riduzione delle foreste corrisponde all&#8217;ascesa degli<strong> antichi Greci (VII-V secolo a.C.)<\/strong> e poi dei<strong> Romani (III-II secolo a.C.)<\/strong>, con i quali sono aumentate le coltivazioni di cereali, lattuga e cicoria. L&#8217;aumento della popolazione \u00e8 confermato anche dalla maggiore abbondanza di micro carboni nei sedimenti, probabilmente prodotti dal fuoco usato per cucinare e riscaldarsi. Nella terza e ultima fase, l&#8217;ampia deforestazione ha destabilizzato il suolo e aumentato il deflusso delle acque, come dimostra l&#8217;aumento del tasso di deposizione dei sedimenti.<\/p>\n<p>I ricercatori sottolineano inoltre che <strong>durante il VI secolo d.C.<\/strong>, <strong>il cambiamento del tasso di sedimentazione<\/strong> \u00e8 molto probabilmente legato al <strong>crollo dell&#8217;Impero Romano<\/strong> d&#8217;Occidente nella regione, con un improvviso declino della gestione del territorio. Ci\u00f2 \u00e8 ulteriormente supportato da una riduzione dei micro carboni trovati nei campioni nonch\u00e9 dalla diminuzione del polline degli abeti: questi alberi erano ben gestiti dai Romani, ma dopo il loro declino vennero abbattuti in grandi quantit\u00e0 per il legname.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; L&#8217;ascesa e il declino dell&#8217;Impero romano sono &#8216;scritti&#8217; negli antichi pollini preservati nei sedimenti in fondo al mar Tirreno: recuperati attraverso un carotaggio nel golfo di Sant&#8217;Eufemia, in Calabria, rivelano l&#8217;evoluzione della vegetazione della zona, condizionata dalle comunit\u00e0 che l&#8217;hanno abitata negli ultimi 5.000 anni. 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