{"id":20661,"date":"2013-04-04T12:01:34","date_gmt":"2013-04-04T10:01:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20661"},"modified":"2023-01-17T13:18:27","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:27","slug":"7863-verita-per-alessio-di-pietro-mobilitazione-sul-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7863-verita-per-alessio-di-pietro-mobilitazione-sul-social\/","title":{"rendered":"Verit\u00e0 per Alessio Di Pietro: mobilitazione sul social"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Una verit\u00e0 urlata. <strong>Quella su Alessio Di Pietro. E&#8217; quella che cercano i suoi familiari, i suoi pi\u00f9 stretti amici, tutti quelli che gli volevano bene, <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ancora alla ricerca del perch\u00e8 lui non ci sia pi\u00f9. Per ricordarlo e per capire perch\u00e8 \u00e8 stato ucciso, \u00e8 stato aperta una pagina su Facebook: Verit\u00e0 per Alessio Di Pietro. Il gruppo social, composto da 1294 componenti, cerca risposte, vuole giustizia, insegue verit\u00e0. Una in partiocolare: perch\u00e8 Alessio \u00e8 stato ucciso. Sulla pagina del gruppo, giganteggia una bella foto sorridente del ragazzo, con scritto &#8220;ciao Alessio&#8221; e recante un messaggio che deve far riflettere: &#8220;so che tanto nessuno mi condivider\u00e0 perche non ero famoso ma non per questo la mia famiglia deve combattere da sola. Mi chiamo Alessio Di Pietro e sono morto il 15 gennaio 2011 presso il pub Derbys Grottaferrata per aver soccorso un ferito durante una rissa, io sono morto e ancora non so perch\u00e8 ma tu puoi aiutarmi. Non lasciare che io sia dimenticato perch\u00e8 volevo VIVERE proprio come TE&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo messaggio, carico di tenerezza ma anche di disperazione, da parte di chi non pu\u00f2 pi\u00f9 abbracciare, divertirsi, sorridere e scherzare con Alessio, <strong>ha raccolto, in brevissimo tempo, numerosi &#8220;mi piace&#8221;, like lasciati da chi, anche distrattamente di passaggio sui social, ha deciso di dimostrare ai familiari, agli amici di Alessio la propria vicinanza, la condivisione di un dolore. Grande.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;OMICIDIO &#8211;<\/strong> <strong>Sono circa le due di notte, quando i carabinieri di Frascati ricevono la chiamata per il pronto intervento. In un locale poco distante, nel comune di Grottaferrata, il gestore del Derby\u2019s , noto pub tra i giovani della zona, avverte le forze dell\u2019ordine per una rissa in atto. Poco dopo i carabinieri arrivano sul posto insieme alle ambulanze, chiamate anche loro ad intervenire. All\u2019arrivo dei soccorsi, la scena che si presenta agli occhi di militari e sanitari \u00e8 tremenda. Due giovani giacciono per terra all\u2019esterno del locale in fin di vita. Alessio Di Pietro, 20enne di Santa Maria delle Mole, \u00e8 supino sul suolo con un coltello conficcato in pieno torace. Una coltellata al cuore lo ha freddato poco dopo l\u2019arrivo in ospedale.<\/strong> L\u2019altro, l\u2019amico del giovane morto, tra strilla e urla, \u00e8 riverso per terra con una lacerazione all\u2019addome. Anche lui raggiunto da una coltellata. Il trasporto in ambulanza all\u2019ospedale di Frascati, per poi cambiare direzione verso il Policlinico di Tor Vergata, pi\u00f9 adatto all\u2019intervento chirurgico di cui necessita, \u00e8 la sorte che tocca al giovane ferito all\u2019addome, 28 anni, in attesa di diventare padre. Per Alessio, invece, non c\u2019\u00e8 niente da fare. Il colpo \u00e8 stato letale. <strong>Una rissa che ha coinvolto in tutto 5 ragazzi, dai 20 ai 30 anni per futili motivi. Infatti, il tutto nasce per una spallata causata dall\u2019urto tra i giovani all\u2019ingresso del locale. Dopo un breve scontro verbale, sembrava che la cosa fosse finita l\u00ec, invece, da quanto emerge dai testimoni, una volta trovata la sistemazione ai tavoli, tra di loro \u00e8 continuato uno scambio di sguardi in cagnesco e la mimica ha parlato chiaro, \u201cci vediamo fuori\u201d. Alessio, insieme ai due amici, si allontana dal tavolo con il pretesto di andare a fumare una sigaretta. \u00c8 quanto confermano le due testimoni chiave, la fidanzata della vittima e la moglie del giovane ancora in gravi condizioni. Una volta fuori, nel parcheggio del pub, comincia la colluttazione che sfocia in vera e propria tragedia. Alessio viene raggiunto da tre coltellate fino a che non cade per terra ancora con l\u2019arma nel corpo.<\/strong> I due giovani, vittime dell\u2019attacco armato, sono stati aggrediti in modo violento e insensato da altri due ragazzi poco pi\u00f9 che ventenni residenti nella periferia a sud di Roma, Tor Bella Monca. Il loro fermo \u00e8 scattato grazie alla testimonianza delle due donne che li hanno indentificati con l\u2019ausilio delle forze dell\u2019ordine. Gi\u00e0 noti ai militari per precedenti legati alla droga, gli aggressori sono accusati di rissa, omicidio e tentato omicidio. Un terzo indagato risulta essere anche l\u2019amico di Alessio e del 28enne, per aver preso parte alla rissa, anche lui appena trentenne e residente ai Castelli Romani, nello specifico a Rocca di Papa. La svolta alle indagine \u00e8 scattata grazie alle testimonianze delle due donne che, attirate all\u2019esterno del locale dalle grida e dal panico scatenatosi tra la gente, si sono riversate fuori in fretta e furia, trovandosi davanti la scena del crimine. <strong>Mentre i due di Tor Bella Monaca e il ragazzo colpito all\u2019addome erano gi\u00e0 noti alle forze dell\u2019ordine per precedenti, Alessio era incensurato. Lo sgomento per l\u2019accaduto e il dolore di conoscenti e familiari \u00e8 indescrivibile. E mentre continuano gli accertamenti dei carabinieri, restano al momento invariate le condizioni del sopravvissuto, ricoverato in terapia intensiva dopo un delicato intervento all\u2019addome. Alessio oggi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, ma i suoi sorrisi, i suoi pensieri, la sua dolcezza, la sua spontaneit\u00e0 vivono nel ricordo di chi l&#8217;ha conosciuto e voluto bene, chi l&#8217;ha amato e rispettato, chi, a cominciare dai suoi familiari, cerca ancora una verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Una verit\u00e0 urlata. Quella su Alessio Di Pietro. 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