{"id":20669,"date":"2013-04-04T12:36:30","date_gmt":"2013-04-04T10:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20669"},"modified":"2023-01-17T13:18:27","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:27","slug":"7867-la-ndrangheta-manda-i-suoi-pizzini-con-whatsapp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7867-la-ndrangheta-manda-i-suoi-pizzini-con-whatsapp\/","title":{"rendered":"La &#8216;ndrangheta manda i suoi pizzini con WhatsApp"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> I pizzini? No, pi\u00f9 sicuro WhatsApp. I<strong> colloqui segreti di padrini e uomini d&#8217;onore, sono cambiati. Le innovazioni tecniclogiche hanno modificato anche i<\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> comportamenti dei signori dell&#8217;Antistato che, messe da parte penne, pizzini, foglietti e appunti cifrati, scritti con un linguaggio incmprensibile, hanno da qualche tempo cambiato le sue strategie operative di comunicazione. Per mantenere i contatti tra boss e compari, affiliati e familiari \u00e8 stato scelto uno strumento nuovo e diffuso, frutto della efficace tecnologia israeliana: il \u201cWhatsApp\u201d. E&#8217; questa l&#8217;analisi, effettuata da Arcangelo Badolati e Antonio Nicaso, affermati giornalisti e scrittori, &#8220;predicatori&#8221; della legalit\u00e0 e portabandiera, attraverso articoli, libri e incontri con gli studenti e con la societ\u00e0 civile, di un forte messaggio di lotta e disprezzo verso il malaffare.<\/strong> Badolati e Nicaso, attenti osservatori della realt\u00e0, spiegano il perch\u00e8 i boss delle cosche nostrane hanno scelto di ricorrere alla tecnologia d&#8217;ultima invenzione. <strong>&#8220;WhatsApp&#8221;, \u00e8 un sistema che consente un frequente e veloce scambio di messaggi tra possessori di smarth- phone. I padrini hanno scelto di utilizzarlo perch\u00e9 non \u00e8 intercettabile. Prima di approdare ai messaggi, gli \u2018ndranghetisti adoperavano il BlackBerry che per lungo tempo non \u00e8 stato \u201cascolta &#8211; bile\u201d. Poi, scoperto che gli \u201csbirri\u201d avevano trovato la chiave per spiare le telefonate, sono passati a \u201cSkype\u201d.<\/strong> E cos\u00ec, approfittando della gratuit\u00e0 e riservatezza dei colloqui assicurata dall\u2019uso di un semplice computer, hanno per mesi parlato di guerre e affari da un angolo all\u2019altro del pianeta. Quando, per\u00f2, anche questo strumento di comunicazione \u00e8 apparso insicuro, hanno scelto la messaggeria inventata a Tel Aviv. <strong>\u00ab\u00c8 impressionante \u2013 spiega lo scrittore Antonio Nicaso \u2013 come gli \u2018ndranghetisti siano veloci nel modificare le loro abitudini, nell\u2019adattarsi a nuovi contesti, nell\u2019adeguarsi alla modernit\u00e0 e ad approfittarne. L\u2019uso di WhatsApp ne \u00e8 la prova pi\u00f9 evidente\u00bb. Antonio Nicaso, impegnato in questi giorni all\u2019Unical come docente in un corso sulle criminalit\u00e0 transnazionali, rivela pure l\u2019esistenza di un altro nascosto sistema che i mafiosi calabresi starebbero utilizzando per comunicare. Un sistema esistente sulla rete ma accessibile solo disponendo di una buona \u201cguida\u201d in grado di fare da apripista. \u00abSi tratta di \u201cundernet\u201d e di \u201cdarknet\u201d \u2013 conferma Nicaso \u2013 reti presenti su internet, gi\u00e0 operative, e delle quali gran parte della popolazione mondiale disconosce l\u2019esistenza\u00bb.<\/strong><strong>Anche in questi oscuri mondi informatici, i criminali calabresi &#8211; evidenzia il caposervizi della Gazzetta del Sud, Arcangelo Badolati &#8211; (e non solo) avrebbero trovato spazio e convenienza. Che esponenti di vario livello della \u2018ndrangheta adoperassero \u201cSkype\u201d era invece abbondantemente emerso in inchieste sul narcotraffico condotte dal procuratore aggiunto di Reggio, Nicola Gratteri, negli anni scorsi. L\u2019uso di Facebook appariva, invece, in indagini coordinate dall\u2019ex pm della Dda di Catanzaro, Sandro Dolce, e culminate nell\u2019arresto del latitante crotonese Pasquale Manfredi. Sul social network l\u2019uomo si faceva chiamare \u201cScarface\u201d. L\u2019utilizzo del BlackBerry era stato invece fatale, lo scorso anno, al calabrese Vittorio Mirarchi arrestato nella veste di corresponsabile, a Montreal, dell\u2019omicidio del boss Salvatore Montagna, padrino della famiglia Bonanno di New York. Mirarchi pensava di non essere intercettabile e, invece, \u00e8 rimasto fregato&#8230; Come dire, anche se l&#8217;Antistato si organizza, s&#8217;ingegna e si attrezza, la legge, p\u00e8er fortuna, \u00e8 sempre un passo pi\u00f9 avanti. Anche della tecnologia.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; I pizzini? No, pi\u00f9 sicuro WhatsApp. I colloqui segreti di padrini e uomini d&#8217;onore, sono cambiati. 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