{"id":206914,"date":"2023-07-18T14:00:17","date_gmt":"2023-07-18T12:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=206914"},"modified":"2023-07-18T13:17:07","modified_gmt":"2023-07-18T11:17:07","slug":"svimez-al-sud-pil-a-09-ma-un-dipendente-su-quattro-e-sotto-i-9-euro-lora-in-fuga-460mila-laureati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/svimez-al-sud-pil-a-09-ma-un-dipendente-su-quattro-e-sotto-i-9-euro-lora-in-fuga-460mila-laureati\/","title":{"rendered":"Svimez: al Sud Pil a +0,9%, ma un dipendente su quattro \u00e8 sotto i 9 euro l&#8217;ora. In fuga 460mila laureati"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Presentate le <strong>anticipazione del rapporto Svimez<\/strong> 2023 (Sviluppo Mezzogiorno) dall&#8217;associazione di ricerca e studio italiana che si occupa di analizzare e monitorare l&#8217;economia e lo sviluppo socio-economico delle regioni meridionali d&#8217;Italia. Dal nuovo rapporto sono <strong>circa 3 milioni di lavoratori dipendenti al di sotto dei 9 euro di retribuzione oraria in Italia<\/strong>. Di questi <strong>circa un milione si trovano nel Mezzogiorno dove la loro quota raggiunge il 25,1%<\/strong> degli occupati dipendenti, oltre uno su quattro.<\/p>\n<p><strong>Diminuisce anche il potere d&#8217;acquisto<\/strong> che interessa soprattutto il Mezzogiorno in Italia (-8,4%) cos\u00ec come il<strong> lavoro povero<\/strong>. Nel 2022 l<strong>e retribuzioni lorde in termini reali sono di tre punti pi\u00f9 basse nel Centro-Nord<\/strong> rispetto al 2008 e raggiunge una differenza di <strong>ben 12 punti nel Mezzogiorno<\/strong>.<\/p>\n<h3>Fuga di laureti al Sud<\/h3>\n<p><strong>Continua la fuga dei laureati<\/strong>: <strong>circa 460.000 laureati si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro-Nord<\/strong>, per una perdita netta di circa 300.000 laureati nell&#8217;area. E neanche il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) &#8211; sostiene la Svimez &#8211; riuscir\u00e0 ad invertire questa rotta perch\u00e9 il divario con il Centro-Nord rester\u00e0 marcato in particolare nei servizi per l\u2019infanzia e nella scuola ed il cui impatto, in generale, \u00e8 frenato da un\u2019offerta produttiva incompleta.<\/p>\n<h3>Pil in crescita<\/h3>\n<p>La stessa Svimez Svimez <strong>stima comunque una crescita del Pil italiano del +1,1% nel 2023,<\/strong> con <strong>una crescita nel Mezzogiorno (+0,9%) di soli tre decimi di punto percentuale in meno rispetto al Centro-Nord (+1,2%)<\/strong>. Queste previsioni si basano sull&#8217;ipotesi di un utilizzo parziale proprio delle risorse del Pnrr. Con la piena efficienza del piano, il Pil del Sud potrebbe far segnare gi\u00e0 nel 2023 una crescita superiore di circa 5 decimi (fino all&#8217;1,4%) e di circa 4 decimi nel Centro-Nord. In seguito, il contributo aggiuntivo del Pnrr tenderebbe ad aumentare pi\u00f9 al Sud, fino a chiudere il divario di crescita con il Nord nel 2025.<\/p>\n<h3>In crescita l&#8217;occupazione, ma mancano 300mila posti<\/h3>\n<p>In base alle stime Svimez la crescita occupazionale Il Mezzogiorno ha fatto segnare nel periodo successivo allo shock del Covid una<strong> crescita occupazionale sostenuta, grazie alla quale \u00e8 tornato su livelli di occupazione superiori a quelli osservati nel pre-pandemia<\/strong>, ma i posti di lavoro, rimangono ancora al di sotto di circa 300 mila unit\u00e0 rispetto ai livelli raggiunti nel 2008.\u00a0 \u00abNel 2024 e nel 2025 &#8211; sostiene la Svimez &#8211; la crescita italiana dovrebbe attestarsi su valori rispettivamente del +1,4 e del +1,2%, con uno scarto di crescita sfavorevole al Mezzogiorno, ma dell&#8217;ordine di pochi decimi di punto. Un divario territoriale ben pi\u00f9 contenuto di quello osservato nelle passate fasi di ripresa ciclica. In corrispondenza del picco registrato nel 2022, la dinamica crescente dei prezzi al consumo si \u00e8 mostrata pi\u00f9 sostenuta nel Mezzogiorno (+8,7% rispetto al +7,9% del Centro-Nord). P<strong>er il prossimo triennio la SVIMEZ prevede un sentiero di rientro verso valori prossimi al 2% nel 2025<\/strong>, ma ancora segnato da rincari relativamente maggiori al Sud.<\/p>\n<h3>I consumi delle famiglie<\/h3>\n<p>Nel 2023<strong> i consumi delle famiglie dovrebbero crescere pi\u00f9 lentamente nel Mezzogiorno<\/strong> (+1,1% contro +1,7% del Centro-Nord) &#8211; mantenendosi su tassi di crescita tra i cinque e i sette decimi di punto percentuale inferiori al Centro-Nord anche nel biennio successivo &#8211; a causa della pi\u00f9 sostenuta dinamica dei prezzi. Complessivamente, nel triennio di previsione, gli investimenti dovrebbero crescere in maniera pi\u00f9 pronunciata nel Mezzogiorno, grazie ai ritmi di crescita del 2024-2025 stimati al di sopra della media delle regioni centro-settentrionali. L&#8217;associazione segnala inoltre che un&#8217;ulteriore stretta monetaria della Bce \u00bbavrebbe effetti recessivi pi\u00f9 intensi al Sud\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Presentate le anticipazione del rapporto Svimez 2023 (Sviluppo Mezzogiorno) dall&#8217;associazione di ricerca e studio italiana che si occupa di analizzare e monitorare l&#8217;economia e lo sviluppo socio-economico delle regioni meridionali d&#8217;Italia. Dal nuovo rapporto sono circa 3 milioni di lavoratori dipendenti al di sotto dei 9 euro di retribuzione oraria in Italia. 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