{"id":20705,"date":"2013-04-05T13:28:02","date_gmt":"2013-04-05T11:28:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20705"},"modified":"2023-01-17T13:18:29","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:29","slug":"7885-assaltarono-il-mc-donalds-condannati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7885-assaltarono-il-mc-donalds-condannati\/","title":{"rendered":"Assaltarono il Mc Donald&#8217;s: condannati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> L&#8217;assalto si paga con la condanna<strong>. S&#8217;\u00e8 concluso, con il rito abbreviato, il processo a carico di <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Tornello, 43 anni (difeso dagli avvocati Roberto Loscerbo e Francesco Cappuccio), Carlo Cannata, 42enne e Gianluca Carmine Maestri 25 (entrambi assistiti dal legale Amelia Ferrari), finiti alla sbarra con l&#8217;accusa di aver, in una domenica di settembre, assaltato e fatto irruzione, alle 15, all&#8217;interno del Mc Donald&#8217;s di Zumpano, gremito come non mai di bambini e famiglie. I tre, comparsi davanti al gup, sono stati condannati a quattro anno di reclusione. La richiesta di condanna nei loro confronti, era stata sollecitata, a gran voce, dal sostituto procuratore Salvatore Di Maio che ha ereditato l&#8217;inchiesta dal collega pm Giuseppe Visconti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE MANETTE &#8211;<\/strong> L&#8217;arresto dei due 42enni Tornelli e Cannata e del 25enne Maestri, come si ricorder\u00e0, era avvenuto, in maniera carambolesca, nel tardo pomeriggio di domenica 30 settembre, dopo che i tre, armati ed incappucciati, avevano fatto irruzione all&#8217;interno del Mc Donald&#8217;s di Zumpano, seminando il panico tra i dipendenti e i clienti. L&#8217;arresto dei tre, inoltre, era stato facilitato dalla telefonata di una dipendente del noto locale che, non vista dai rapinatori, s&#8217;era chiusa in uno stanzino e con il suo telefono cellulare aveva allertato il 112. <strong>I tre malviventi, tutti con alle spalle un curriculum delinquenziale ricco di precedenti di ogni specie, erano stati arrestati, per mano dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cosenza, coordinati dal maresciallo Domenico Lio, al termine di un inseguimento che, partito da Zumpano, s&#8217;era concluso lungo la strada che conduce nel ventre della citt\u00e0 vecchia lungo la lingua d&#8217;asfalto di Cosenza Casali. Un inseguimento, durante il quale i tre, a bordo di un&#8217;auto, una Fiat Uno, poi risultata rubata, non avevano esitato a cercare di speronare l&#8217;auto degli inquirenti, nel tentativo di seminarli e sfuggire alla cattura. La determinazione del maresciallo Domenico Lio e dei suoi uomini, in prima linea nel fenomeno di controllo e repressione del fenomeno rapine, riesploso brutalmente, con un&#8217;escalation spaventosa di assalti ad esercizi commerciali e che ha fatto precipitare nel tunnel della paura commercianti e cittadini, ha avuto la meglio. I carabinieri, infatti, dopo averli costretti alla &#8220;resa&#8221;, avevano fermato i tre, ammanettandoli e perquisendoli. E dalla perquisizione nell&#8217;auto erano saltati fuore le pistole, tutte giocattolo, ma mancanti del tappo rosso, tolto per farle sembrer vere, i passamontagna, utilizzati per coprirsi il volto e il bottino di 1500 euro. Tre indizi schiaccianti che avevano incastrato i tre, facendoli finire dietro le sbarre del carcere di via Popilia. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;assalto si paga con la condanna. 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