{"id":20883,"date":"2013-04-10T07:31:53","date_gmt":"2013-04-10T05:31:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20883"},"modified":"2023-01-17T13:18:39","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:39","slug":"7975-il-truffatore-premiato-i-clienti-ripuliti-e-linterrogazione-parlamentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7975-il-truffatore-premiato-i-clienti-ripuliti-e-linterrogazione-parlamentare\/","title":{"rendered":"Il truffatore &#8220;premiato&#8221;, i clienti ripuliti e l&#8217;interrogazione parlamentare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Il signore della truffa. <strong>E&#8217; questo l&#8217;identikit con cui la magistratura cittadina ha &#8220;nominato&#8221; Umberto Palladini, autore della truffa perfetta <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>che l&#8217;assicuratore ha messo a segno nei confronti di dieci clienti dell&#8217;agenzia Allianz Ras di Cosenza. L&#8217;assicuratore, finito sotto inchiesta, ha pagato i suoi debiti con la giustizia, scegliendo la strada del patteggiamento, concordando con il pm, titolare del&#8217;inchiesta, la condanna a un anno e undici mesi, nonch\u00e8 al pagamento di seicento euro di multa. Una condanna-premio, la si potrebbe definire, considerate le gravit\u00e0 delle accuse: truffa e appropriazione indebita. La storia dell&#8217;assicuratore, la riprende il collega Pablo Petrasso, sulle colonne del &#8220;Corriere della Calabria&#8221;, diretto da Paolo Pollichieni e impegnato in prima linea nel giornalismo d&#8217;inchiesta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PROFILO &#8211;<\/strong> Di professione faceva l&#8217;agente assicurativo. <strong>In maniera un po&#8217; \u201cparticolare\u201d: dal 2006 al 2009, infatti, ha rastrellato tra quei clienti pi\u00f9 di un milione di euro (esattamente un milione e 60mila euro), cifra che corrisponde ai premi assicurativi versati. In cambio dei quali ai dieci malcapitati sono state consegnate polizze assicurative valide ma fatte risultare come\u201cstornate\u201d, vale a dire annullate. Oggi la storia di quella truffa finisce in una interrogazione a risposta scritta per il ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, il cui primo firmatario \u00e8 Ernesto Carbone, parlamentare cosentino (ma eletto in Lombardia) del Pd.<\/strong> L&#8217;atto, oltre a illustrare le ragioni tecniche di quello che, per dieci famiglie cosentine, \u00e8 stato un vero e proprio calvario, chiede al ministro \u00abquali iniziative urgenti intenda adottare nei confronti dell&#8217;Allianz e dell&#8217;Ivass (l&#8217;Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ndr) affinch\u00e9 sia garantita, nel caso di specie, l\u2019applicazione della vigente normativa e, pi\u00f9 in generale, quali misure intenda predisporre onde evitare il reiterarsi di altri simili episodi a danno dei consumatori\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA STORIA &#8211;<\/strong> <strong>Il meccanismo della truffa \u00e8 semplice. Si chiede al cliente di sottoscrivere una polizza, si riscuote il premio e poi gli si fornisce un titolo che risulta \u201cstornato\u201d, annullato. Carbone ricorda, per\u00f2, che l&#8217;operazione di \u201cstorno\u201d \u00abpu\u00f2 essere consentita solo previo ritiro della cosiddetta \u201ccopia cliente\u201d e con l\u2019autorizzazione della direzione generale della compagnia che deve accertare la regolarit\u00e0 dell\u2019operazione compiuta dall\u2019agenzia periferica, nel corso delle ispezioni periodiche a cui \u00e8 tenuta ex lege\u00bb. Dunque, se Paladini \u00e8 riuscito nell&#8217;intento di truffare i clienti \u00ab mediante la registrazione di false operazioni di storno, evidentemente la compagnia Allianz spa. non ha effettuato alcuna attivit\u00e0 di controllo e vigilanza\u00bb. C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: la compagnia avrebbe \u00abconsentito al signor Paladini di esercitare, nell\u2019ambito della propria organizzazione, l\u2019attivit\u00e0 di agente assicurativo e promotore finanziario fino ai primi giorni di febbraio 2009, nonostante, fin dal 2006, fosse a conoscenza che quest\u2019ultimo non era pi\u00f9 in possesso del prescritto requisito di onorabilit\u00e0, essendo risultato insolvente nei confronti della Borgo San Felice srl, societ\u00e0 controllata dalla stessa Allianz spa,, della somma di 19.032,19 euro\u00bb.<\/strong> Alla fine del percorso giudiziario, per\u00f2, la compagnia assicurativa ha negato ai truffati la restituzione degli importi investiti. Se ne sono lavati le mani, insomma. <strong>In particolare, un ex cliente, l&#8217;ingegner Giovanni Credidio, che aveva investito 216mila euro in una polizza farlocca, \u00absi \u00e8 visto opporre il rifiuto del dovuto rimborso da parte della compagnia sulla scorta di inverosimili motivazioni, quale quella secondo cui le polizze sarebbero state impagabili in quanto risultate \u201cstornate per mancato perfezionamento\u201d quando, di contro, il tribunale penale ha accertato che l\u2019agente registrava false operazioni di storno dei versamenti dei clienti, evitando in tal modo di dover inviare i relativi assegni presso la sede centrale e facendoli propri\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL RUOLO DELL&#8217;IVASS &#8211;<\/strong> Credidio, per cercare di recuperare la somma \u201cscomparsa\u201d ha presentato anche un reclamo all&#8217;Ivass, \u00abreputando \u2013 continua l&#8217;interrogazione \u2013 che tale organo di controllo, appositamente preposto per legge, sarebbe sicuramente intervenuto per garantire il rispetto delle norme giuridiche, sollecitando la piena assunzione di responsabilit\u00e0 da parte dell\u2019Allianz Spa\u00bb. <strong>Ma, in due anni di istruttoria, l&#8217;Ivass si \u00e8 limitata a involtrare all&#8217;Allianz \u00ab stringate missive di richiesta di meri chiarimenti sulla vicenda in questione, senza mai nemmeno censurarne il contegno manifestamente dilatorio e lesivo dei diritti del reclamante\u00bb. Tra l&#8217;altro, con il reclamo in corso, l&#8217;ingegnere truffato non pu\u00f2 neppure promuovere una causa contro la compagnia. Dunque, ha perso, oltre al denaro, anche due anni utili per cercare di ottenere un risarcimento. Il tutto perch\u00e9, secondo i firmatari del documento, l&#8217;Istituto di vigilanza \u00abrisulta, di fatto, assoggettato alle compagnie assicuratrici che, in forza del preponderante potere economico detenuto, esercitano un\u2019influenza certamente maggiore rispetto a quella prodotta dai singoli consumatori\u00bb. Che dire: la truffa perfetta, resta senza giustizia.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il signore della truffa. 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