{"id":208943,"date":"2023-08-14T08:00:05","date_gmt":"2023-08-14T06:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=208943"},"modified":"2023-08-13T21:45:44","modified_gmt":"2023-08-13T19:45:44","slug":"sergiocon-la-fusione-di-cosenza-rende-e-castrolibero-ci-sarebbe-un-positiva-ricaduta-sui-servizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sergiocon-la-fusione-di-cosenza-rende-e-castrolibero-ci-sarebbe-un-positiva-ricaduta-sui-servizi\/","title":{"rendered":"Sergio:\u201dcon la fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero ci sarebbe un positiva ricaduta sui servizi\u201d"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultima relazione sulla gestione finanziaria della Corte dei Conti, dove tra l\u2019altro anche se in modo velato ha espresso alcune perplessit\u00e0 al testo di legge regionale che prevede la fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero in un unico comune approvato dal centrodestra in Consiglio regionale, ha riacceso il dibattito politico tra favorevoli e non. Un confronto che \u00e8 ritornato ad occupare le prime pagine dei giornali. Noi ne abbiamo parlato con il professor Luigino Sergio, esperto nella direzione di Enti locali e docente a contratto di Reti di sistemi e filiere del Turismo presso l&#8217;UniSalento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Professor Sergio, cosa pensa quanto riportato nell&#8217; ultima relazione sulla gestione finanziaria della Corte dei Conti, riguardo alle perplessit\u00e0 espresse sul progetto della Grande Cosenza che il centrodestra regionale sta portando avanti?<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa domanda e la risposta vanno inquadrate nella deliberazione della Corte dei conti, Sezione delle autonomie n. 12\/2023, ad oggetto \u201cRelazione sulla gestione finanziaria degli enti locali\u201d che annualmente il giudice contabile trasmette al Parlamento e che contiene dati riguardanti il contesto di riferimento e le manovre di finanza pubblica,\u00a0 i risultati di cassa dei comuni dell\u2019esercizio 2022, la realizzazione della spesa per investimenti, gli interventi a sostegno dei comuni e la chiusura della fase emergenziale, le fusioni e le unioni di comuni, i dissesti e le procedure di riequilibrio, gli equilibri di bilancio, i debiti fuori bilancio ed altre numerose questioni riguardanti la vita di comuni, province e citt\u00e0 metropolitane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Relativamente alla questione riguardante la fusione dei comuni e nel caso di specie quella dell\u2019estensione del comune di Pescara attraverso l\u2019istituto della fusione per incorporazione che ha riguardato i comuni di Spoltore e Montesilvano e della possibile fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero, la Corte rileva che \u201csi tratta di una iniziativa che si discosta dal consueto modello di accorpamento che riguarda piccoli comuni ed apre una prospettiva pi\u00f9 ampia di impego dell\u2019istituto\u201d. Nulla di nuovo aggiunge\u00a0 a quanto la medesima Corte dei conti, ma anche la Banca d\u2019Italia, il ministero dell\u2019interno,Ifel, \u00a0la societ\u00e0 per lo sviluppo economico (SOSE) e anche il sottoscritto in sue pubblicazioni da anni avevano osservato, vale a dire che la spesa media pro-capite derivante dall\u2019erogazione di servizi pubblici\u00a0 a livello comunale e per classe di popolazione evidenzia una situazione caratterizzata da un curva ad U, la cui base mostra che la spesa pro-capite pi\u00f9 bassa si situa nella fascia demografica dai ventimila ai trentamila abitanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Detto questo il giudice contabile non ha detto (come qualcuno in Calabria ha sostenuto)che la fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero non sia conveniente; ha rilevato che oltre una certa soglia dimensionale la complessit\u00e0 dei processi pu\u00f2 rendere meno agevole la gestione e di conseguenza che la fusione di comuni di dimensioni pi\u00f9 ampie va maggiormente ponderata sotto il profilo dell\u2019efficacia e dell\u2019efficienza, in quanto dev\u2019essere effettivamente dimostrato il vantaggio operativo. La Corte dei conti nulla ha detto invece sulla riduzione dell\u2019inefficienza tecnica che l\u2019aumentata scala dimensionale comporta sui servizi. Circa il vantaggio operativo invocato dal giudice contabile questo c\u2019\u00e8 e verr\u00e0 evidenziato nell\u2019apposito studio di fattibilit\u00e0 in corso di redazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali potrebbero essere i vantaggi reali in merito ad una fusione di tre citt\u00e0 medio grandi come Cosenza, Rende e Castrolibero?<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>La fusione di comuni, tutte le fusioni di comuni e non solo quella possibile tra Cosenza, Rende e Castrolibero hanno dei vantaggi, ma anche degli svantaggi. Solo che quest\u2019ultimi sono di gran lunga inferiori; e tra gli svantaggi la perdita del senso d\u2019identit\u00e0, la preoccupazione da parte del cittadino di sentire meno rappresentati, la resistenza al cambiamento, problematiche connesse all\u2019allineamento degli strumenti urbanistici. Tra i vantaggi, invece, troviamo le economie di scala nell\u2019erogazione dei servizi ai cittadini, una migliore divisione del lavoro tra i dipendenti comunali, l\u2019efficientamento della macchina amministrativa, una maggiore efficacia nella programmazione degli investimenti pubblici, l\u2019accrescimento del livello partecipativo alle scelte comunali grazie alla possibile istituzione dei municipi, il conseguimento di contributi statali fino a 150milioni di euro in 15 anni, il risparmio sui costi della politica, la riduzione della spesa per il management, i risparmi sulle spese per il funzionamento delle attivit\u00e0 di <em>back-office.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Alcuni pur dichiarandosi favorevoli al progetto del Comune unico tra Cosenza, Rende e Castrolibero, affermano che quello del centrodestra \u00e8 un progetto di fusione a &#8220;freddo&#8221;<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Su questo ho qualche problema a rispondere trattandosi di terreno di pertinenza della politica. Immagino che fusione \u201ca freddo\u201d voglia significare fusione calata dall\u2019alto, senza che se ne avverta l\u2019impellente bisogno di aggregare tre comuni. Concordo con quanto ha osservato la Corte dei conti nella gi\u00e0 richiamata deliberazione n. 12\/2023 laddove \u00e8 detto che quando la fusione di piccoli comuni \u00e8 il risultato di un processo <em>bottom up<\/em>, cio\u00e8 che nasce dal basso ci\u00f2 deve essere sempre apprezzato e stimolato\u00bb. Ma la dottrina organizzativa conosce anche i processi <em>top down<\/em> che partono dall\u2019alto e che sono necessari quando c\u2019\u00e8 inerzia nell\u2019avviare un processo complesso come quello della fusione di tre comuni di medie dimensioni, ricordando che occorre sempre passare per il referendum consultivo per sentire le popolazioni interessate, come recita la Costituzione, prima che la Regione Calabria approvi la legge istitutiva del nuovo comune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In un progetto di Citt\u00e0 unica quale sarebbe la ricaduta sui servizi?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Indubbiamente la fusione di comuni portando all\u2019istituzione di un nuovo ente locale territoriale comporta una rivisitazione complessiva dell\u2019organizzazione. Si parte dall\u2019organigramma esistente e se ne delinea uno nuovo, a seguito del quale si tracciano le linee operative dei servizi, anche quelli di nuova istituzione. Sta di fatto che la fusione implica una maggiore efficienza delle risorse umane, strumentali e finanziarie a disposizione, divisione del lavoro pi\u00f9 spinta che conduce ad una specializzazione da parte dei dipendenti comunali, pi\u00f9 efficacia nelle politiche di riscossione delle entrate su cui i comuni oggetto di intervento sono poco efficienti, fatto questo che ha concorso in alcuni enti al loro dissesto finanziario, come quello registrato nel Comune di Cosenza che sfiora i cento milioni di euro e che lo indebita per i prossimi trent\u2019anni. La fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero consente la positiva ricaduta sui servizi che verrebbero accresciuti poich\u00e9 abbiamo stimato che in una consiliatura (arco di tempo quinquennale) vi sarebbero risparmi sui costi di gestione che superano di gran lunga gli otto milioni di euro e incentivi da parte dello Stato di cinquanta milioni di euro che andrebbero a beneficio dei servizi al cittadino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultima relazione sulla gestione finanziaria della Corte dei Conti, dove tra l\u2019altro anche se in modo velato ha espresso alcune perplessit\u00e0 al testo di legge regionale che prevede la fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero in un unico comune approvato dal centrodestra in Consiglio regionale, ha riacceso il dibattito politico tra favorevoli e non. 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