{"id":20951,"date":"2013-04-11T06:58:43","date_gmt":"2013-04-11T04:58:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=20951"},"modified":"2023-01-17T13:18:43","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:43","slug":"8009-malasanita-accusa-di-un-prete-per-la-morte-di-sua-sorella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8009-malasanita-accusa-di-un-prete-per-la-morte-di-sua-sorella\/","title":{"rendered":"Malasanit\u00e0: accusa di un prete per la morte di sua sorella"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> In cerca di giustizia e verit\u00e0, sorretto dalla fede. <strong>E&#8217; questo lo stato d&#8217;animo di don Elio Perrone, parroco di Sartano, frazione di Torano, <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>alla ricerca di una verit\u00e0 certa sul decesso di sua sorella, Romilda, deceduta in circostanze misteriose all&#8217;Ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza. Don Elio, sorretto dalla sua fede, non cerca colpevoli, ma solo perch\u00e8. Un perch\u00e8 che si porta dentro da giorni. La storia di quest&#8217;ennesimo caso di presunta malasanit\u00e0 &#8211; ci viene raccontato dalla collega Katia Grosso, cronista attenta e puntuale, nonch\u00e8 preziosa risorsa per la redazione di quicosenza &#8211; si consuma nel giorno di Pasquetta, un giorno di festa, bagnato dalle lacrime di dolore e disperazione. Romilda, di et\u00e0 avanzata, avvert\u00ec un forte dolore all&#8217;addome. Dolori lancinanti che non accennavano a diminuire. Il parroco, unitamente alla badante di sua madre e al figlio della donna, s&#8217;\u00e8 subito attivato per prestare i primi soccorsi ala congiunta, telefonando al medico di famiglia.<\/strong> Il medico, visitando la paziente e sentendole l&#8217;addome, ha capito subito che quei dolori erano legati a qualcosa di serio. Due le possibili ipotesi diagnostiche: infarto intestinale o emorragia interna.<strong> Il medico, terminata la visita, ha consigliato a don Elio che non c&#8217;era tempo da perdere: sua sorella andava immediatamente accompagnata in ospedale per essere sottoposta a controlli pi\u00f9 approfonditi. Caricara in auto, la signora Romilda, conosciuta da tutti e chiamata confidenzialmente Lina, \u00e8 stata accompagnata d&#8217;urgenza all&#8217;Annunziata. Il pronto soccorso, come al solito e visto anche il giorno &#8220;speciale&#8221; di bagordi ed eccessi culinari ed enologici, era sul punto di esplodere. Pochi infermieri in corsia, medici super impegnati, sala d&#8217;aspetto piena come un negozio in tempo di saldi.<\/strong> Tra urla, lamenti e momenti di tensione, la signora Romilda e i suoi soccorritori erano l\u00ec, in attesa che qualcuno si degnasse di visitare la paziente, sempre pi\u00f9 dolorante e rannicchiata su se stessa. Le sollecitazione degli accompagnatori dell&#8217;anziana, per\u00f2, non hanno sortito l&#8217;effetto sperato. Anzi. <strong>Secondo gli stessi, la paziente ad un certo punto \u00e8 stata fatta scendere dalla carrozzella, che serviva per gestire un&#8217;altra emergenza di soccorso, e fatta accomodare su una panchina. Il tempo, nel frattempo, passava inesorabilmente e dall&#8217;arrivo della paziente al pronto soccorso, le lancette dell&#8217;orologio avevano percorso quasi due ore di corsa. Ad un tratto, i dolori sono diventatri pi\u00f9 forti, cos\u00ec come l&#8217;anziana, ha cominciato ad avvertire freddo, accompagnato da difficolt\u00e0 respiratorie, sudorazione, polso debole, battito cardiaco flebile. Uno stato di sofferenza che s&#8217;\u00e8 agravato con la perdita di sensi. A questo punto, i soccorritori della signora Lina, hanno cominciato ad alzare la voce, chiedendo rispetto per la sofferenza dell&#8217;anziana e invocando dignit\u00e0 per la paziente. L&#8217;anziana, immediatamente presa in consegna dai medici, \u00e8 stata trasportata nella sala Tac. Ma, proprio mentre, la stavano preparando per l&#8217;esame, il cuore di Lina s&#8217;\u00e8 fermato. Tutti i tentativi di rianimarla sono stati inutili. Ai medici non \u00e8 rimasto altro che constatare il decesso e stilare il freddo referto di morte.<\/strong> Quando agli accompagnatori della donna \u00e8 stato comunicato il decesso, la reazione di questi ultimi \u00e8 stata comprensibilmente veemente. Don Elio, informato dell&#8217;accaduto, ha pianto a dirotto. Sua sorella Romilda per lui era tutto, era &#8211; scrive in una lettera &#8211; &#8220;l&#8217;unico sostegno della mia vita e ora mi sento solo e abbandonato&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA LETTERA &#8211;<\/strong> Il testo integrale della missiva che don Elio, ha scritto di suo pugno, per chiedere la verit\u00e0 sul decesso di sua sorella, nonch\u00e8 per denunciare pubblicamente l&#8217;ennesimo caso di malasanit\u00e0, \u00e8 stata pubblicata dal Quotidiano della Calabria, in un articolo a firma del collega Roberto Galasso. <strong>La lettera \u00e8 indirizzata al presidente Scopelliti, nella sua veste di commissario ad acta della Sanit\u00e0. &#8220;Attendo da Lei, un segnale, una risposta che mi aiuti a capire cos&#8217;\u00e8 successo e perch\u00e8. Affinch\u00e8, ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a noi, non avvenga ad altre persone, non mi deluda. Questa \u00e8 malasanit\u00e0. Comprendo &#8211; scrive ancora il parroco &#8211; la scarsit\u00e0 del personale &#8211; che non si spiega perch\u00e8 dev&#8217;essere scarso. Se almeno un&#8217;ora prima qualche medico avesse soccorso mia sorella, ora non sarebbe morta. L&#8217;hanno fatta morire come un cane, senza avere alcuna piet\u00e0 di lei. I miei nipoti volevano sporgere denuncia, ma li ho sconsigliati, per evitare, in tal caso, la probabile riesumazione della salma. Mi rivolgo a lei, mi rivolgo alla politica, mi rivolgo alle Istituzioni, per dire in quale terribile situazione si trova il pronto soccorso dell&#8217;Annunziata. Le gente &#8211; continua don Elio &#8211; va in ospedale per essere guarita, per essere salvata ed invece per l&#8217;incuria e la mancanza di soccorsi vi trova la morte. Tra l&#8217;altro &#8211; continua il parroco &#8211; mi duole dirlo, ma regna anche l&#8217;arroganza e la scortesia del personale verso i familiari dei malati. A Dio si drovr\u00e0 rendere conto delle vite che si spengono, per colpe altrui&#8221;. Gi\u00e0. Che Dio li perdoni.&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; In cerca di giustizia e verit\u00e0, sorretto dalla fede. 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