{"id":209608,"date":"2023-08-24T09:07:53","date_gmt":"2023-08-24T07:07:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=209608"},"modified":"2023-08-24T09:07:53","modified_gmt":"2023-08-24T07:07:53","slug":"ospedale-di-cosenza-la-lettera-linferno-della-dialisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/ospedale-di-cosenza-la-lettera-linferno-della-dialisi\/","title":{"rendered":"Ospedale di Cosenza, la lettera: \u00abl&#8217;inferno della dialisi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;Gentile direttore, sono una persona affetta da <strong>patologie nefrologiche<\/strong> e da un anno sono sottoposta a <strong>dialisi tre volte a settimana<\/strong> presso l&#8217;ospedale civile dell&#8217;Annunziata. Dopo aver meditato a lungo, ho deciso di denunciare pubblicamente l&#8217;inferno che sono costretta a subire nella mia malattia&#8221;. Inizia cos\u00ec la lettera firmata pervenuta alla redazione di Quicosenza.<\/p>\n<p>&#8220;A cominciare dalla <strong>struttura fatiscente<\/strong>, dai <strong>lettini<\/strong> per la dialisi rotti e privi del sistema di pesa che consente di stabilire quanti liquidi vanno eliminati. Vicino ai letti mancano i comodini e i campanelli d&#8217;allarme. L&#8217;ambiente della dialisi dovrebbe essere accogliente e asettico ma il degrado \u00e8 visibile ad occhio nudo. Finanche le mura lesionate. Sebbene il reparto si trovi al primo piano, <strong>quando piove entra acqua<\/strong>.<strong> Solo il personale infermieristico posso lodare in mezzo a questo inferno<\/strong> perch\u00e9 portano avanti il reparto con umanit\u00e0 e professionalit\u00e0 nonostante il degrado e la carenza di mezzi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Sono una persona ancora giovane, potrei quindi aspirare ad un trapianto renale ma dopo pi\u00f9 di un anno non mi \u00e8 mai stata fatta la \u201ctipizzazione\u201d per stabilire se ci sono i margini per un trapianto ed eventualmente mettermi in lista d&#8217;attesa. Nessuno riesce a darmi una risposta. I livelli di assistenza minima per i dializzati a medio-lungo termine prevedrebbero anche un <strong>adeguato supporto psico-sociale<\/strong> per le inevitabili ripercussioni che la dialisi comporta sulle abitudini e ritmi di vita. Generalmente dovrebbe essere una <strong>equipe di operatori ad affiancare il malato cronico<\/strong> costituita da medici, infermieri, psicologi, operatori sociali che organizzano gli spostamenti o le sedute di dialisi in altre sedi se la persona in dialisi ha necessit\u00e0 o voglia di fare un viaggio, nutrizionisti che suggeriscono una dieta appropriata alla nuova condizione di vita e monitorano le risposte del paziente alla variazione della dieta. Dell&#8217;equipe dovrebbe far parte anche il chirurgo trapiantista per valutare la possibilit\u00e0 di un trapianto.\u00a0<strong>Voi credete che a Cosenza esiste tutto questo?<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;Spero che questa mia lettera costringa chi di dovere a dare risposte e soprattutto a prendere provvedimenti affinch\u00e9 i dializzati, spesso a vita, possiamo vivere con serenit\u00e0 la nostra malattia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><br \/>\nLettera firmata<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;Gentile direttore, sono una persona affetta da patologie nefrologiche e da un anno sono sottoposta a dialisi tre volte a settimana presso l&#8217;ospedale civile dell&#8217;Annunziata. Dopo aver meditato a lungo, ho deciso di denunciare pubblicamente l&#8217;inferno che sono costretta a subire nella mia malattia&#8221;. 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