{"id":209871,"date":"2023-08-29T08:00:20","date_gmt":"2023-08-29T06:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=209871"},"modified":"2023-08-28T17:45:57","modified_gmt":"2023-08-28T15:45:57","slug":"pubblica-amministrazione-in-calabria-tutti-i-capoluoghi-di-provincia-pagano-in-ritardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/pubblica-amministrazione-in-calabria-tutti-i-capoluoghi-di-provincia-pagano-in-ritardo\/","title":{"rendered":"Pubblica amministrazione: \u00abin Calabria tutti i capoluoghi di provincia pagano in ritardo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Roma &#8211; Il 67% dei comuni <strong>capoluogo provincia al Sud e Isole ha pagato debiti in pi\u00f9 di 30 giorni nel 2022<\/strong>. Il 35% delle citt\u00e0 capoluogo di provincia italiane ha sforato nel 2022 il limite temporale entro cui dovrebbero essere saldati i debiti commerciali. <strong>Ancora molte quindi le amministrazioni pubbliche che sono lontane dall\u2019adeguarsi a quanto disposto dalla norma di riferimento, il decreto legislativo 231 dell\u2019ormai lontano 2002<\/strong>, che prevede che i debiti commerciali debbano essere saldati entro 30 giorni dalla data di ricezione della fattura o richiesta di pagamento<strong>. In casi particolari possono essere siglati specifici accordi che estendono questo limite fino a 60 giorni.<\/strong> E&#8217; quanto emerge da una ricerca del Centro Studi Enti Locali (Csel) elaborata per l&#8217;Adnkronos.<\/p>\n<p>Tra i soggetti che stanno da tempo facendo forti pressioni<strong> affinch\u00e9 i tempi dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche vengano contratti, c\u2019\u00e8 anche la Commissione europea che su questo ha avviato una procedura di infrazione inviando lettere di costituzione in mora alla Grecia e all\u2019Italia per la non corretta attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento.<\/strong> La Commissione ha evidenziato come le lungaggini abbiano \u201ceffetti negativi sulle imprese in quanto ne riducono la liquidit\u00e0, ne impediscono la crescita, ostacolano la loro resilienza e potenzialmente vanificano i loro sforzi per diventare pi\u00f9 ecologiche e pi\u00f9 digitali\u201d.<strong> Tuttavia, i dati raccolti da Centro Studi Enti Locali, nell\u2019ambito di una ricognizione che ha avuto per oggetto gli indici di tempestivit\u00e0 dei pagamenti (Itp) 2021 e 2022 pubblicati<\/strong> sui siti istituzionali delle citt\u00e0 capoluogo di provincia, suggeriscono che l\u2019obiettivo \u2013 soprattutto in certe aree del paese \u2013 \u00e8 ancora lontano dall\u2019essere centrato.<\/p>\n<p>La specifica sui distinguo territoriali \u00e8 doverosa perch\u00e9, se \u00e8 vero che globalmente, il 62% di questi comuni sono risultati essere in linea con il dettato normativo, l\u2019analisi che riguarda la distribuzione geografica degli stessi evidenzia una marcata differenza di velocit\u00e0 tra alcune regioni ed altre. Nello specifico, ci\u00f2 che salta all\u2019occhio \u00e8 che il Meridione l\u2019unica area geografica in cui il numero di enti \u201critardatari\u201d supera quelli virtuosi, che stanno nel limite dei 30 giorni. Al sud e nelle isole il 67% dei comuni capoluogo di provincia ha pagato mediamente i propri debiti commerciali in pi\u00f9 di 30 giorni lo scorso anno.<strong> Il 26% \u00e8 stato nei tempi, mentre il restante 7% non ha ancora pubblicato l\u2019indice di tempestivit\u00e0 di pagamento.<\/strong> Tra le citt\u00e0 del nord, soltanto l\u201911% ha sforato il tetto massimo per il pagamento dei debiti commerciali, mentre il restante 89% \u00e8 invece risultato essere virtuoso.<strong> Al centro, infine, il 62% ha saldato i propri debiti entro un mese, il 35% ha sforato e il 3% non ha ancora provveduto a pubblicare il dato complessivo 2022.<\/strong><\/p>\n<p>Ma quali sono le regioni con la situazione complessivamente pi\u00f9 critica? <strong>I casi limite, in negativo, sono rappresentati dalle regioni Calabria, Campania, Molise e Umbria che hanno il 100% di comuni capoluogo di provincia con tempi medi di pagamento dei debiti commerciali superiori al limite massimo consentito.<\/strong> All\u2019estremo opposto, col 100% di capoluoghi di provincia virtuosi, troviamo: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Toscana, Trentino Alto Adige, Valle d\u2019Aosta e Veneto. In mezzo l\u2019Abruzzo, che ha 3 capoluoghi di provincia su 3 ritardatari e solo Pescara che invece riporta un indice di tempestivit\u00e0 di pagamenti pari a meno 5,92 giorni e che quindi ha saldato i propri debiti mediamente a distanza di 24 giorni dalla ricezione della fattura. La situazione pi\u00f9 critica \u00e8 quella di Chieti che ha avuto mediamente ritardi di oltre due mesi. La Basilicata \u00e8 risultata essere spaccata a met\u00e0. Bene Matera, con un indice di tempestivit\u00e0 di pagamenti pari a -4,32 giorni, male invece Potenza che ha pagato le fatture con circa 38 giorni di ritardo. Unica provincia virtuosa laziale \u00e8 Latina che ha saldato i propri debiti commerciali mediamente a 24 giorni di distanza dalla ricezione delle fatture. Fuori dal tetto invece Viterbo (media di 46 giorni) e Frosinone (40 giorni). Sul filo del rasoio la capitale, che chiude con un indice di tempestivit\u00e0 dei pagamenti pari a 0,66 quindi ha sforato di meno di un giorno la media di 30 giorni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma &#8211; Il 67% dei comuni capoluogo provincia al Sud e Isole ha pagato debiti in pi\u00f9 di 30 giorni nel 2022. Il 35% delle citt\u00e0 capoluogo di provincia italiane ha sforato nel 2022 il limite temporale entro cui dovrebbero essere saldati i debiti commerciali. 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