{"id":209948,"date":"2023-08-30T06:30:11","date_gmt":"2023-08-30T04:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=209948"},"modified":"2023-08-29T19:30:27","modified_gmt":"2023-08-29T17:30:27","slug":"san-lorenzo-bellizzi-dna-antico-racconta-la-vita-nel-sud-di-6mila-anni-fa-studio-su-una-sepoltura-del-neolitico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/san-lorenzo-bellizzi-dna-antico-racconta-la-vita-nel-sud-di-6mila-anni-fa-studio-su-una-sepoltura-del-neolitico\/","title":{"rendered":"San Lorenzo Bellizzi: studio su un Dna antico racconta la vita nel Sud di 6mila anni fa"},"content":{"rendered":"<p>SAN LORENZO BELLIZZI (CS) &#8211; La vita e la morte nel Sud Italia di 6.000 anni fa riemergono dallo studio dei resti di un uomo del Neolitico sepolto in modo inconsueto a oltre mille metri di altitudine nel cuore del <strong>Parco del Pollino in Calabria<\/strong>. Le <strong>indagini scientifiche<\/strong> condotte sui resti scheletrici e su alcuni frammenti di tartaro rinvenuti nella <strong>grotta di Pietra Sant&#8217;Angelo<\/strong> rivelano infatti che <strong>l&#8217;uomo<\/strong>, imparentato coi primi agricoltori europei, <strong>potrebbe essere andato incontro a una morte rapida<\/strong>, forse dovuta a una <strong>grave infezione<\/strong>, quando si trovava lontano dal suo villaggio.<\/p>\n<p>Il <strong>suo identikit<\/strong>, emerso anche grazie al confronto con il <strong>Dna degli attuali abitanti locali<\/strong>, \u00e8 pubblicato su <strong>Scientific Reports<\/strong> da un gruppo internazionale di ricerca guidato dal Laboratorio del Dna Antico dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. I <strong>resti scheletrici al centro dello studio sono stati rinvenuti nel 2019,<\/strong> a pochi giorni dall&#8217;inizio della campagna archeologica nella grotta di Pietra Sant&#8217;Angelo.<strong> L&#8217;inumato era deposto in una fossa poco profonda e priva di corredo, prono con il corpo rannicchiato e il volto rivolto verso il terreno.<\/strong> La sepoltura \u00e8 apparsa subito insolita, considerato che nel Neolitico Medio, in particolare nelle regioni adriatiche, le attivit\u00e0 funerarie prevedevano l&#8217;utilizzo di necropoli poste in prossimit\u00e0 dei villaggi o all&#8217;interno di cavit\u00e0 sepolcrali.<\/p>\n<p>&#8220;Gli esiti dei nostri studi mostrano tracce di uno stato di infiammazione che potrebbe essere la causa del decesso: una morte rapida e lontano dal villaggio di origine spiegherebbe in tal senso la scelta inconsueta di una sepoltura in un luogo non altrimenti adibito ad attivit\u00e0 funerarie&#8221;, afferma <strong>Francesco Fontani, dottorando al Dipartimento di Beni Culturali dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna e primo autore dello studio<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Il grave stato di usura dentaria e lo studio di fibre e frammenti rinvenuti sul tartaro dentale &#8211; aggiunge Fontani &#8211; suggeriscono che questo individuo fosse particolarmente attivo nella realizzazione di strumenti, utilizzando la bocca come una terza mano&#8221;. Dall&#8217;analisi del Dna antico si evince inoltre che &#8220;l&#8217;individuo presenta forti affinit\u00e0 genetiche con i primi agricoltori europei che arrivarono in Europa circa 8.000 anni fa, e in particolare con popolazioni provenienti dal Peloponneso e dall&#8217;Anatolia&#8221;, spiega Donata Luiselli, professoressa del Dipartimento di Beni Culturali dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna e coordinatrice dello studio. &#8220;Confrontando questi dati con uno studio genomico condotto in parallelo sulla popolazione locale di <strong>San Lorenzo Bellizzi<\/strong>, \u00e8 possibile ipotizzare l&#8217;esistenza di un &#8216;corridoio preferenziale&#8217; mediterraneo che permise alle genti neolitiche di popolare il Sud Italia con modalit\u00e0 diverse rispetto al Centro e Nord Europa&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SAN LORENZO BELLIZZI (CS) &#8211; La vita e la morte nel Sud Italia di 6.000 anni fa riemergono dallo studio dei resti di un uomo del Neolitico sepolto in modo inconsueto a oltre mille metri di altitudine nel cuore del Parco del Pollino in Calabria. 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