{"id":210566,"date":"2023-09-08T08:42:15","date_gmt":"2023-09-08T06:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=210566"},"modified":"2023-09-08T10:25:41","modified_gmt":"2023-09-08T08:25:41","slug":"controlli-dei-nas-su-liste-dattesa-in-calabria-ipotesi-di-peculato-per-3-medici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/controlli-dei-nas-su-liste-dattesa-in-calabria-ipotesi-di-peculato-per-3-medici\/","title":{"rendered":"Controlli dei Nas sulle liste d&#8217;attesa: in Calabria ipotesi di peculato per 3 medici"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Ventisei tra medici e infermieri, <strong>sono stati denunciati dai Carabinieri dei Nas a seguito di controlli effettuati tra luglio e agosto in tutta Italia sulle liste d\u2019attesa di prestazioni ambulatoriali<\/strong>, riconducibili a visite specialistiche ed esami diagnostici nel Servizio sanitario pubblico. Le ispezioni sono state eseguite in presidi ospedalieri e ambulatori delle aziende sanitarie, compresi gli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico e le strutture private accreditate per accertare il rispetto dei criteri previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (Pngla). <strong>Sono stati effettuati controlli in 1.364 tra ospedali, ambulatori e cliniche, sia pubblici che privati in convenzione con il SSN, analizzando 3.884 liste e agende di prenotazione per prestazioni ambulatoriali<\/strong> relative a svariate tipologie di visite mediche specialistiche e di esami diagnostici. Gli accertamenti \u2013 si legge in una nota \u2013 hanno consentito di individuare condotte penalmente rilevanti che hanno determinato il deferimento all\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria di 26 tra medici e infermieri, ritenuti responsabili di reati di falsit\u00e0 ideologica e materiale, truffa aggravata, peculato ed interruzione di pubblico servizio.<\/p>\n<h3><strong>Ipotesi di peculato per 3 medici a Reggio Calabria<\/strong><\/h3>\n<p>Tra i casi pi\u00f9 rilevanti, i\u00a0Nas\u00a0di Milano, Torino, Perugia e Catania hanno deferito 9 medici per aver favorito conoscenti e propri pazienti privati, stravolgendo le liste d\u2019attesa, consentendo loro di essere sottoposti a prestazioni in data antecedente rispetto alla prenotazione ed eludendo le classi di priorit\u00e0.\u00a0<strong>Il Nas di Reggio Calabria <\/strong>ha deferito, per l\u2019ipotesi di peculato, 3 medici<strong>, uno pneumologo, un angiologo ed un cardiologo p<\/strong>er aver prestato servizio presso un poliambulatorio privato, nonostante fossero sotto cotratto esclusivo con le Aziende Sanitarie di Reggio Calabria e provincia.<\/p>\n<p>Il Nas di Perugia ha invece individuato un medico radiologo svolgere attivit\u00e0 privata presso un altro ospedale, pur trovandosi in malattia, nonch\u00e9 due infermieri che svolgevano esami ematici a favore di privati attestando falsi ricoveri. L\u2019attivit\u00e0 ispettiva svolta sull\u2019ingente mole di dati e di riscontri relativi a oltre 3 mila 800 agende ha consentito, inoltre, di rilevare 1.118 situazioni di affanno nella gestione delle 2 liste di attesa e superamento delle tempistiche imposte dalle linee guida del Piano nazionale, pari al 29% di quelle esaminate. Tra le cause pi\u00f9 frequenti degli sforamenti delle tempistiche sono state accertate, su 761 agende, carenze funzionali ed organizzative dei presidi ospedalieri e degli ambulatori, diffusa carenza di personale medico e tecnici specializzati che, unitamente alla mancanza di adeguati stanziamenti ed attrezzature, ha determinato il rallentamento dell\u2019esecuzione di prestazioni sanitarie.<\/p>\n<p>Slittamento che si ripercuote anche nel mancato rispetto delle classi di priorit\u00e0 (Urgente, Breve e Differibile) ricollocate, in 138 casi, in tempistiche entro i 120 gg (Programmabili), non compatibili con i criteri di precedenza ed urgenza. In 195 situazioni i Nas hanno riscontrato la sospensione o la chiusura delle agende di prenotazione, in parte condotte con procedure non consentite oppure determinate dalla carenza o assenza di operatori senza prevederne la sostituzione.<\/p>\n<p><strong>Proprio in tale contesto, gli accertamenti svolti dai Nuclei di Palermo, Reggio Calabria, Latina e Udine <\/strong>hanno consentito di rilevare vere e proprie condotte dolose, <strong>con la denuncia di 14 dirigenti e medici <\/strong>ritenuti responsabili del reato di<strong> interruzione di pubblico servizio, <\/strong>per aver<strong> arbitrariamente chiuso in modo ingiustificato le agende di prenotazione a luglio\/agosto<\/strong>, posticipando le prestazioni diagnostiche, al fine di consentire al personale di poter fruire delle ferie estive o svolgere indebitamente attivit\u00e0 a pagamento.<\/p>\n<p>Alle carenze di organico si integrano anche comportamenti non allineati ad una corretta deontologia professionale, come nel caso di un dirigente medico di una ASL della provincia di Roma che, sebbene responsabile degli ambulatori di gastroenterologia e colonscopia per cui vi fosse indisponibilit\u00e0 presso l\u2019intera ASL, esercitava le stesse prestazioni in attivit\u00e0 intramoenia extramuraria -regolarmente autorizzata- presso un poliambulatorio privato, con una programmazione fino ad 8 esami giornalieri. Sono state anche individuate 21 irregolarit\u00e0 nello svolgimento di attivit\u00e0 intramoenia per esubero delle prestazioni concordate con le Asl e omesse comunicazioni sullo svolgimento delle attivit\u00e0 esterne da parte dei medici pubblici. Un ulteriore aspetto emerso dai controlli e\u2019 la mancata adesione di cliniche e ambulatori privati, gia\u2019 convenzionati, nel sistema di prenotazione unico delle Aziende sanitarie o a livello regionale, aspetto che riduce la platea di strutture utili per l\u2019erogazione delle prestazioni mediche specialistiche e diagnostiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Ventisei tra medici e infermieri, sono stati denunciati dai Carabinieri dei Nas a seguito di controlli effettuati tra luglio e agosto in tutta Italia sulle liste d\u2019attesa di prestazioni ambulatoriali, riconducibili a visite specialistiche ed esami diagnostici nel Servizio sanitario pubblico. 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