{"id":210586,"date":"2023-09-08T10:31:55","date_gmt":"2023-09-08T08:31:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=210586"},"modified":"2023-09-08T11:51:09","modified_gmt":"2023-09-08T09:51:09","slug":"carcere-di-cosenza-7-indagati-per-traffico-ed-utilizzo-di-cellulari-nel-penitenziario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/carcere-di-cosenza-7-indagati-per-traffico-ed-utilizzo-di-cellulari-nel-penitenziario\/","title":{"rendered":"Carcere di Cosenza, 7 indagati per traffico ed utilizzo di cellulari nel penitenziario"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria per la Calabria, ha portato a termine<strong> le indagini, nei riguardi di cinque soggetti, all\u2019epoca di fatti detenuti presso la Casa Circondariale di Cosenza e due familiari di detenuti<\/strong>, che devono rispondere a vario titolo del reato di cui all\u2019art. 391 del codice penale che punisce <strong>l\u2019accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti ristretti.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<h3>Cellulari nel carcere di Cosenza: indagini avviate nel 2022<\/h3>\n<p>Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo della Polizia Penitenziaria di Catanzaro e dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, sono state avviate in seguito al rinvenimento, <strong>nell\u2019anno 2022<\/strong>, a carico di un detenuto, di un <strong>micro telefono<\/strong> cellulare all\u2019interno dell\u2019istituto cosentino. Le operazioni svolte successivamente, anche mediante lo sviluppo dei dati derivanti dal traffico telefonico, hanno consentito di ricostruire <strong>l\u2019intera rete dei contatti telefonici<\/strong> tenuti indebitamente dai detenuti per mantenere i contatti con l\u2019esterno, appurando<strong> il coinvolgimento di altri 4 soggetti ristretti, <\/strong>non inizialmente indagati<strong> e la complicit\u00e0 di due familiari di detenuti, responsabili di aver procurato e consegnato apparati e schede telefoniche ai propri congiunti<\/strong>.<\/p>\n<h3>Gli espedienti dei familiari per introdurre in carcere i cellulari<\/h3>\n<p>L\u2019esame dei tabulati da parte del personale del Nucleo Investigativo<strong> e l\u2019utilizzo delle pi\u00f9 recenti tecniche investigative i<\/strong>n materia da parte del NIC anche supportate dal patrimonio informativo del Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria, ha consentito di pervenire pi\u00f9 efficacemente all\u2019individuazione dei detenuti responsabili e accertare contestualmente, le modalit\u00e0 e gli espedienti utilizzati dai familiari per l\u2019introduzione di materiale illecito tesi a garantire ai ristretti il mantenimento di contatti illeciti con la realt\u00e0 esterna. A tal riguardo, \u00e8 noto infatti, come<strong> il possesso e la possibilit\u00e0 di utilizzare il telefonino, oltre ad alimentare una \u2018supremazia\u2019 nell\u2019ambito dei rapporti carcerari,<\/strong> permette al detenuto di mantenere continui rapporti con l\u2019ambiente esterno di provenienza e persino di continuare a impartire disposizioni criminose.<\/p>\n<p>All\u2019esito delle risultanze raccolte dagli investigatori, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza ha emesso un provvedimento, poi notificato dal Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria, <strong>di avviso di conclusioni delle indagini per i sette, alcuni dei quali sono ancora in stato di detenzione.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria per la Calabria, ha portato a termine le indagini, nei riguardi di cinque soggetti, all\u2019epoca di fatti detenuti presso la Casa Circondariale di Cosenza e due familiari di detenuti, che devono rispondere a vario titolo del reato di cui all\u2019art. 391 del codice penale che punisce [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":199804,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[19],"class_list":["post-210586","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210586","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=210586"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210586\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/199804"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=210586"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=210586"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=210586"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}