{"id":210774,"date":"2023-09-23T09:00:40","date_gmt":"2023-09-23T07:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=210774"},"modified":"2023-09-23T09:58:40","modified_gmt":"2023-09-23T07:58:40","slug":"lo-studio-luso-intensivo-e-precoce-degli-smartphone-nei-bambini-riduce-le-performance-scolastiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/lo-studio-luso-intensivo-e-precoce-degli-smartphone-nei-bambini-riduce-le-performance-scolastiche\/","title":{"rendered":"LO STUDIO &#8211; L\u2019uso intensivo e precoce degli smartphone nei bambini riduce le performance scolastiche"},"content":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; L\u2019uso intensivo e precoce degli smartphone nei ragazzini <strong>non favorisce l\u2019apprendimento<\/strong>, anzi,<strong> riduce le performance scolastiche di una parte consistente della popolazione studentesca.<\/strong> \u00c8 quanto emerge da una ricerca di Milano-Bicocca e SUPSI sui dati INVALSI lo conferma, andando oltre le semplici correlazioni.<\/p>\n<p>La ricerca dal titolo\u201c<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.ssresearch.2023.102915\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\">Earlier smartphone acquisition negatively impacts language proficiency, but only for heavy media users. Results from a longitudinal quasi-experimental study<\/a>\u201d, condotta da Tiziano Gerosa, ricercatore della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e Marco Gui, direttore del Centro Benessere Digitale di Milano-Bicocca ( dipartimento di Sociologia e ricerca sociale) ha testato le <strong>principali ipotesi teoriche sul ruolo dello smartphone<\/strong> nei processi di apprendimento, sia quelle che ipotizzano benefici sia quelle che si attendono impatti negativi.<\/p>\n<h3>La ricerca sugli studenti delle scuole secondarie di primo grado<\/h3>\n<p>La ricerca ha riguardato il range di <strong>et\u00e0 10-14 anni,<\/strong> confrontando chi riceve il dispositivo prima dei 12\u00a0 anni &#8211; a 10 e 11 anni &#8211;\u00a0 quindi nel passaggio tra primaria e secondaria di I grado, e chi lo riceve negli anni successivi, cio\u00e8 12, 13 e 14 anni. Il campione totale era composto da <strong>1.672 studenti delle scuole secondarie di primo grado<\/strong> e le informazioni amministrative<strong> recuperate sugli stessi studenti nel tempo dall\u2019Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema Istruzione (INVALSI)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I risultati non mostrano benefici al termine della secondaria di primo grado<\/strong>, per coloro che sono entrati in possesso precocemente dello smartphone, neppure per gli studenti pi\u00f9 motivati allo studio. Tuttavia, i partecipanti che <strong>avevano abitudini intense di utilizzo dei media prima di possedere uno smartphone<\/strong> (pi\u00f9 di due ore al giorno tra Tv e videogiochi) sperimentano un impatto negativo e significativo sull&#8217;apprendimento in italiano. Al momento della rilevazione dei dati, gli studenti con uso intensivo degli schermi &#8211; e quindi soggetti al possibile effetto negativo dello smartphone \u2013<strong> erano il 23,5 per cento della popolazione studentesca italiana<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-210778 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone.jpeg\" alt=\"bambini smartphone\" width=\"547\" height=\"308\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone.jpeg 720w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone-300x169.jpeg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone-150x84.jpeg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone-696x392.jpeg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 547px) 100vw, 547px\" \/><\/p>\n<p>\u00abQuesto risultato conferma un\u2019ipotesi che sta emergendo nella letteratura internazionale \u2013 dice Marco Gui -: l<strong>&#8216;uso autonomo dei \u201cmedia mobili\u201d durante l&#8217;infanzia pu\u00f2 nuocere in particolare a coloro che presentano fragilit\u00e0 preesistenti<\/strong>, in questo caso una ridotta capacit\u00e0 di limitare l&#8217;uso degli schermi legata al contesto familiare o a specifiche caratteristiche psicologiche\u00bb.\u00a0Da tempo \u00e8 in corso un grande dibattito sull&#8217;impatto dell&#8217;uso dei media digitali sulla crescita dei minori. La letteratura gi\u00e0 ha individuato una relazione negativa tra precocit\u00e0 d&#8217;uso &#8211; e quantit\u00e0 d&#8217;uso &#8211; dello smartphone e risultati scolastici, ma spesso si lamenta l&#8217;assenza di evidenze scientifiche pi\u00f9 solide delle semplici correlazioni.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Questo studio \u00e8 il primo in Italia che va alla ricerca dell&#8217;impatto dello smartphone sui livelli di apprendimento\u00a0con metodologie pi\u00f9 sofisticate<\/strong> \u2013 dice Tiziano Gerosa \u2013 Si tratta infatti di uno studio quasi-sperimentale che utilizza dati longitudinali INVALSI su <strong>bambini e preadolescenti nel passaggio dalla primaria alla secondaria di I grado<\/strong>. Questa metodologia permette di avvicinarsi \u2013 pur con alcuni assunti \u2013 ad una interpretazione causale dei risultati\u00bb.\u00a0Altre ricerche sono in corso da parte del Centro \u201cBenessere Digitale\u201d di Milano-Bicocca su questo tema. In particolare, il progetto EYES UP, finanziato da Fondazione Cariplo, analizzer\u00e0 l&#8217;impatto di un insieme di dispositivi ed esperienze online precoci sui livelli di apprendimento nel corso della carriera scolastica degli studenti dalla primaria alla secondaria di II grado.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; L\u2019uso intensivo e precoce degli smartphone nei ragazzini non favorisce l\u2019apprendimento, anzi, riduce le performance scolastiche di una parte consistente della popolazione studentesca. \u00c8 quanto emerge da una ricerca di Milano-Bicocca e SUPSI sui dati INVALSI lo conferma, andando oltre le semplici correlazioni. 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