{"id":211140,"date":"2023-09-18T07:08:29","date_gmt":"2023-09-18T05:08:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=211140"},"modified":"2023-09-18T07:10:14","modified_gmt":"2023-09-18T05:10:14","slug":"cosenza-10-anni-dalla-morte-di-ruffolo-confermate-responsabilita-dellospedale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-10-anni-dalla-morte-di-ruffolo-confermate-responsabilita-dellospedale\/","title":{"rendered":"Cosenza: 10 anni dalla morte di Ruffolo, confermate responsabilit\u00e0 dell\u2019Ospedale"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Sono trascorsi pi\u00f9 di <strong>dieci anni<\/strong> dal decesso di Cesare Ruffolo avvenuto il 4 luglio del 2013 e <strong>cinque gradi di giudizio<\/strong> che hanno confermato le responsabilit\u00e0 del personale medico e dirigenziale dell\u2019Ospedale di Cosenza, ma ancora <strong>nessun riconoscimento di responsabilit\u00e0<\/strong> a mezzo di <strong>risarcimento<\/strong> \u00e8 stato fornito ai Familiari dai vertici dell\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza.<\/p>\n<p>L\u2019ulteriore conferma delle omissioni e delle inefficienze riscontrate nel corso egli anni proviene dal <strong>corposo elaborato peritale<\/strong> depositato dinanzi al Tribunale di Catanzaro dove si sta celebrando <strong>l\u2019ennesimo procedimento civile, il sesto,<\/strong> dinanzi al quale la Famiglia Ruffolo a mezzo dell\u2019Avv. Massimiliano Coppa, insieme con l\u2019Avv. Luigi Forciniti e Giovanni Ferrari, ha convenuto in giudizio l\u2019Ospedale di Cosenza, il Ministero della Salute, l\u2019Asp di Cosenza che a sua volta ha convenuto in giudizio sia il Dott. Marcello Bossio, ex primario di immunoematologia dell\u2019Ospedale di Cosenza, ritenuto responsabile in via definitiva a seguito dell\u2019accoglimento del ricorso dell\u2019Avv. Massimiliano Coppa per violazione della posizione di garanzia derivante dal ruolo dirigenziale rivestito dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione con sentenza depositata in data 11.04.202.<\/p>\n<p>In particolare, <strong>dopo tutte le battaglie giudiziarie<\/strong> tese ad escludere le responsabilit\u00e0 dell\u2019Ospedale di Cosenza che all\u2019esito del deposito della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Cosenza che condusse l\u2019Avv. Coppa a <strong>pignorare a mezzo ufficiale giudiziario l\u2019Ufficio Ticket dell\u2019Ospedale<\/strong> e, addirittura, l\u2019intera mobilia della stanza dell\u2019allora Direttore Generale Achille Gentile per ottenere la corresponsione della provvisionale vergata dal Tribunale Penale di Cosenza, <strong>\u00e8 stata depositata l\u2019ulteriore perizia disposta dal Tribunale di Catanzaro<\/strong> che ha nominato la Prof.ssa Isabella Aquila, Professore Associato di Medicina Legale dell\u2019Universit\u00e0 di Catanzaro ed il Prof. Carlo Torti, Professore Ordinario di Malattie Infettive Universita\u0300 \u201cMagna Graecia\u201d di Catanzaro, i quali alle legittime obiezioni del Collegio peritale della Famiglia Ruffolo composto dai <strong>Prof. Vincenzo Pascali<\/strong>, Ordinario di Medicina Legale dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma \u2013 Policlinico Gemelli, del <strong>Prof. Pietrantonio Ricci,<\/strong> Ordinario di Medicina Legale dell\u2019 Universita\u0300 \u201cMagna Graecia\u201d di Catanzaro e del <strong>Dott. Berardo Silvio Cavalcanti<\/strong>, non hanno potuto fare a meno di concludere affermando che: il batterio da <em>serratia marcescens<\/em> contenuto nella sacca trasfusa al paziente Ruffolo presentava tutte le caratteristiche di patogenicita\u0300 da se solo sufficienti e necessarie per cagionare la morte e tale infezione, trattandosi di infezione contratta in regime di degenza, ben potendosi definire nosocomiale. Le responsabilita\u0300 riscontrate sono da considerarsi in termini censurabili della negligenza a carico della Struttura Sanitaria e del comparto addetto alla vigilanza degli emoderivati e tale responsabilita\u0300 pu\u00f2 certamente attribuirsi alla inefficienza della struttura sanitaria e degli organi preposti per vigilare sulla catena di custodia della sacca. Si puo\u0300 dunque affermare che nell\u2019ambito dell\u2019emovigilanza non venivano rispettate le Linee Guida circa la catena di custodia e la sorveglianza circa eventuali contaminazioni. Alla luce della valutazione.<\/p>\n<p>Per tale ragione e\u0300 chiaro ipotizzare che se non vi fosse stata la grave infezione de quo certamente il sig. Ruffolo non sarebbe deceduto. Tale infezione poteva essere evitata attraverso l\u2019applicazione di corrette misure di sorveglianza delle sacche di sangue nell\u2019ambito di una corretta emovigilanza.<\/p>\n<p>La morte del sig. Ruffolo sia da porsi in nesso causale diretto con l\u2019infezione e quindi con le condotte omissive di mancata vigilanza e sorveglianza delle sacche di sangue infette somministrate e quindi con le condotte omissive di mancata vigilanza e sorveglianza delle sacche di sangue infette somministrate. A nulla sono valse le contestazioni mosse dal Consulente Medico Legale dell\u2019Ospedale di Cosenza, Dott. Ottavio Stefano, che addirittura ebbe a richiedere tardivamente la sostituzione dei periti, poi respinta dal Tribunale di Catanzaro.<\/p>\n<p>In molto semplici parole, alle pesantissime parole espresse dai vari Tribunali, Corti di Appello e Corte di Cassazione in tutte le sentenze della vicenda dello sfortunato Cesare Ruffolo, si aggiungono le considerazioni conclusive dei periti del Tribunale di Catanzaro nel <strong>silenzio assoluto dell\u2019Ospedale di Cosenza<\/strong> che, tra l\u2019altro, ha gi\u00e0 risarcito per grave infezione identica a quella del paziente Ruffolo\u00a0 un altro paziente di nome Francesco Salvo, rimasto tra la vita e la morte per oltre 40 giorni, nello stesso periodo del ricovero di Cesare Ruffolo, a causa dell\u2019elevatissima carica batterica contenuta nella sacca. A ci\u00f2 si aggiunga il fatto che ancora dopo tre anni (nel 2016) un\u2019altra paziente della quale abbiamo pubblicato la storia qualche settimana fa rimase ceca sempre per la stessa infezione da <em>serratia racescens<\/em>, il cui batterio fu isolato nell\u2019ospedale di Cosenza nell\u2019anno 2016 per ben <strong>35 volte. <\/strong>Si chiede ancora la famiglia Ruffolo: &#8220;<strong>che fine ha fatto la sanit\u00e0 calabrese<\/strong>?&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Sono trascorsi pi\u00f9 di dieci anni dal decesso di Cesare Ruffolo avvenuto il 4 luglio del 2013 e cinque gradi di giudizio che hanno confermato le responsabilit\u00e0 del personale medico e dirigenziale dell\u2019Ospedale di Cosenza, ma ancora nessun riconoscimento di responsabilit\u00e0 a mezzo di risarcimento \u00e8 stato fornito ai Familiari dai vertici dell\u2019Azienda [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":206474,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[19],"class_list":["post-211140","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/211140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=211140"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/211140\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/206474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=211140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=211140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=211140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}