{"id":21137,"date":"2013-04-16T12:32:30","date_gmt":"2013-04-16T10:32:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21137"},"modified":"2023-01-17T13:18:53","modified_gmt":"2023-01-17T12:18:53","slug":"8112-lea-garofalo-lassassino-ho-avuto-un-raptus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8112-lea-garofalo-lassassino-ho-avuto-un-raptus\/","title":{"rendered":"Lea Garofalo, l&#8217;assassino: &#8220;ho avuto un raptus&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; Uno scatto d&#8217;ira, non calcolato.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un delitto di impeto, un &#8220;raptus&#8221; e non un omicidio premeditato e imposto dalle leggi della &#8216;ndrangheta. Questo e&#8217; stato l&#8217;omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia sequestrata e uccisa nel novembre del 2009 a Milano, nel racconto del suo ex marito Carlo Cosco, gia&#8217; condannato all&#8217;ergastolo in primo grado e che oggi, durante un&#8217;udienza del processo d&#8217;appello, ha voluto raccontare la sua versione dei fatti. &#8220;Non volevo uccidere la madre di mia figlia Denise&#8221;, ha ripetuto piu&#8217; volte Cosco, che ha ricostruito quanto accadde la sera del 24 novembre 2009 quando, stando al suo racconto, si trovo&#8217; con Carmine Venturino e Lea Garofalo nell&#8217;abitazione di un loro amico, Massimo Floreale. &#8220;Volevo fare vedere quella casa a Lea perche&#8217; poi a Natale volevo fare una sorpresa e portarci mia figlia Denise. Le ho mostrato il bagno e le stanze e, mentre ho detto a Venturino di fare un caffe&#8217;, non so cosa \u00e8 successo&#8230; Lea mi ha detto delle brutte parole e che non mi avrebbe piu&#8217; fatto vedere Denise e non ci ho visto piu&#8217;&#8230; L&#8217;ho presa a pugni e buttata per terra con la testa&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la nuova versione sul delitto di sua madre raccontata oggi in aula dal padre Vito Cosco, Denise Garofalo &#8220;vuole sapere la verita&#8217;, sapere come e&#8217; stata uccisa&#8221; Lea Garofalo. La sua reazione, riferita da persone a lei molto vicine, e&#8217; di sconcerto per una ricostruzione che viene ritenuta &#8220;illogica&#8221; perche&#8217; Cosco parla di un &#8220;raptus&#8221; che l&#8217;ha portato ad assassinare l&#8217;ex moglie con la quale, pero&#8217;, ha ammesso, c&#8217;era stato un riavvicinamento negli ultimi tempi. Secondo Cosco, la &#8216;scintilla&#8217; che avrebbe innescato la sua furia omicida sarebbe stata la minaccia di Lea Garofalo di non farle piu&#8217; vedere Denise, ma la ragazza stava per compiere diciotto anni e avrebbe potuto decidere di frequentarlo indipendentemente dalla volonta&#8217; della madre.<\/p>\n<div class=\"yj6qo ajU\">\n<div id=\":2uk\" class=\"ajR\" style=\"text-align: justify;\" data-tooltip=\"Mostra contenuti abbreviati\"><\/div>\n<div class=\"ajR\" style=\"text-align: justify;\" data-tooltip=\"Mostra contenuti abbreviati\">&nbsp;<\/div>\n<div class=\"ajR\" style=\"text-align: justify;\" data-tooltip=\"Mostra contenuti abbreviati\">&#8220;Non l&#8217;ho strangolata, dopo che le ho dato due pugni aveva gia&#8217; perso conoscenza, quando ha picchiato la testa per terra secondo me era gia&#8217; morta e ha iniziato a perdere sangue&#8221;. Cosi&#8217; Carlo Cosco continua a descrivere l&#8217;omicidio dell&#8217;ex moglie davanti ai giudici della seconda sezione della Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Milano nel processo che vede imputate sei persone, tra cui lo stesso Cosco, per la morte della testimone di giustizia calabrese. Una versione che stride in piu&#8217; punti con quella fornita dal pentito Carmine Venturino, il quale aveva detto che a uccidere Lea, strangolandola, furono i fratelli Carlo e Vito Cosco, mentre lui non era presente nell&#8217;appartamento milanese di piazza Prealpi. &#8220;Era verso le sette e qualcosa &#8211; ha spiegato Cosco durante il controesame del pomeriggio svolto dal pg Marcello Tatangelo &#8211; io, Venturino e Lea siamo saliti, abbiamo visto la stanza del letto e abbiamo parlato del bagno che era tutto vecchio, da rifare. Man mano che parlavamo sono successe delle parole (testuale, ndr). &#8216;Non ti faccio piu&#8217; vedere Denise. Sei sempre uno str&#8230;, hai la testa che avevi prima, dicevi che la casa non ce l&#8217;avevi e invece ce l&#8217;hai&#8217;, mi ha detto lei. &#8216;Ma la casa non e&#8217; mia&#8217;, ho risposto e lei mi ha detto che non se ne voleva andare piu'&#8221;. Il pg ha chiesto come mai mancasse dalla casa il cordino delle tende col quale, secondo Venturino, Lea sarebbe stata strangolata. &#8220;Ne sento parlare adesso di questo cordino&#8221;&#8216; ha ribattuto l&#8217;imputato. Dopo l&#8217;omicidio, &#8220;sono andato a casa a rilassarmi un po&#8217;, ero ancora tutto agitato, poi sono andato in via Montello, ricordo che c&#8217;era la partita&#8230; C&#8217;era mio fratello Sergio, gli ho detto e&#8217; successo questo, cosi&#8217; e cosi&#8217;, l&#8217;ho uccisa. Vedete come dovete fare per fare sparire il corpo. Lui mi ha detto: vai a consegnarti. Io non sono andato a consegnarmi perche&#8217; non volevo perdere mia figlia Denise&#8221;. &#8220;Se organizzavo l&#8217;omicidio come dice la procura io adesso non sarei qui&#8221;, ha concluso Cosco, alludendo al fatto che non sarebbe stato scoperto.<\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; Uno scatto d&#8217;ira, non calcolato.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":21138,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-21137","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21137"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21137\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}