{"id":211984,"date":"2023-09-27T16:05:08","date_gmt":"2023-09-27T14:05:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=211984"},"modified":"2023-09-27T17:06:50","modified_gmt":"2023-09-27T15:06:50","slug":"proiettili-in-casa-carabiniere-di-san-giovanni-in-fiore-assolto-anche-in-appello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/proiettili-in-casa-carabiniere-di-san-giovanni-in-fiore-assolto-anche-in-appello\/","title":{"rendered":"Proiettili in casa, carabiniere di San Giovanni in Fiore assolto anche in Appello"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La corte d&#8217;appello militare di Roma, a cui si era appellata la Procura, ha emesso oggi <strong>sentenza di assoluzione per il carabiniere di San Giovanni in Fior<\/strong>e, indagato per una vicenda risalente al 2020,\u00a0quando vennero rinvenuti <strong>alcuni proiettili all&#8217;interno di un&#8217;immobile di famiglia.<\/strong><\/p>\n<h3>Il fatto<\/h3>\n<p>Protagonista della vicenda giudiziaria un giovane carabiniere di 30 anni di San Giovanni in Fiore,<strong> assistito dall\u2019avvocato Ugo Ledonne<\/strong>. Durante una perquisizione effettuata da altri carabinieri, erano stati rinvenuti\u00a0alcuni proiettili, in uso ai corpi militari, all\u2019interno dell\u2019immobile di famiglia del 30enne carabiniere. I carabinieri intervenuti\u00a0avevano attribuito la paternit\u00e0 di queste munizioni proprio al loro collega, finito cos\u00ec a processo.<\/p>\n<p>Durante l\u2019istruttoria dibattimentale,<strong> il difensore del 30enne dimostr\u00f2 come il militare non vivesse in quella abitazione<\/strong> e che non vi erano indizi sufficienti per poter sostenere l\u2019ipotesi accusatoria. La procura militare aveva chiesto l\u2019applicazione della lieve entit\u00e0 del fatto, ma il tribunale militare accolse appieno le tesi difensive dell\u2019avvocato Ledonne ed ha assolto con la formula pi\u00f9 ampia il carabiniere\u00a0\u201cperch\u00e9 il fatto non sussiste\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Oggi<\/strong><\/h3>\n<p>Rinviato a giudizio con l\u2019accusa di \u201critenzione di effetti militari\u201d, il tribunale militare di Napoli aveva assolto il militare cosentino con la formula pi\u00f9 ampia perch\u00e8 &#8216;il fatto non sussiste&#8217;. La Procura aveva fatto ricorso contro la sentenza del tribunale militare di Napoli.<\/p>\n<p>I legali, durante il dibattimento, hanno anche depositato la sentenza di assoluzione, emessa dal Tribunale di Cosenza poich\u00e9 per lo stesso fatto il giovane militare era stato imputato e poi assolto per la detenzione dei proiettili rinvenuti. Insomma, uno stesso fatto aveva fatto scaturire sia<strong> il procedimento penale, presso il tribunale ordinario di Cosenza sia il procedimento presso il tribunale militare di Napoli.<\/strong><\/p>\n<p>La corte d&#8217;appello militare di Roma, dunque, ha emesso sentenza di assoluzione a carico dell&#8217;imputato cambiando la formula assolutoria in quanto <strong>&#8220;l&#8217;imputato non ha commesso il fatto&#8221;<\/strong>, allineandosi cos\u00ec alla stessa pronuncia che aveva emesso, nel giugno del 2003, il tribunale di Cosenza.<\/p>\n<p>L\u00ec \u00e8 stato fatta l&#8217;eccezione sul divieto di secondo &#8211; giudicato nel bis in idem processuale (principio che si desume dal disposto dell&#8217;art. 649 Cod. proc. pen., che sancisce il divieto di nuovo giudizio per l&#8217;imputato assolto) &#8211; che la Corte ha ritenuto di superare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La corte d&#8217;appello militare di Roma, a cui si era appellata la Procura, ha emesso oggi sentenza di assoluzione per il carabiniere di San Giovanni in Fiore, indagato per una vicenda risalente al 2020,\u00a0quando vennero rinvenuti alcuni proiettili all&#8217;interno di un&#8217;immobile di famiglia. 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