{"id":21275,"date":"2013-04-19T13:36:30","date_gmt":"2013-04-19T11:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21275"},"modified":"2023-01-17T13:19:01","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:01","slug":"8185-omicidio-marta-russo-lavvocato-ferraro-paga-300mila-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8185-omicidio-marta-russo-lavvocato-ferraro-paga-300mila-euro\/","title":{"rendered":"Omicidio Marta Russo, l&#8217;avvocato Ferraro paga 300mila euro"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Accusato di favoreggiamento pagher\u00e0 di tasca propria i costi processuali.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salvatore Ferraro non e&#8217; indigente: per questo deve pagare oltre 300mila euro dovuti per spese di giustizia. Lo ha stabilito la Cassazione, rigettando il ricorso dell&#8217;ex ricercatore, condannato in via definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione per favoreggiamento in relazione all&#8217;omicidio della studentessa dell&#8217;universita&#8217; &#8216;La Sapienza&#8217; Marta Russo, avvenuto nel maggio 1997. Ferraro chiedeva gli fosse accordata la remissione del debito, sulla quale era gia&#8217; arrivato il no del magistrato di sorveglianza della Capitale. La prima sezione penale della Suprema Corte ha condiviso la tesi del magistrato di sorveglianza, secondo cui non &#8220;emergevano prove di una totale indigenza del richiedente&#8221;, ma, al contrario Ferraro dispone &#8220;di un&#8217;attivita&#8217; lavorativa&#8221;, quella di avvocato, &#8220;idonea a garantirgli una certa agiatezza&#8221; ed e&#8217; anche &#8220;intestatario di beni immobili come attestato dalla visura della Guardia di Finanza&#8221;. Per l&#8217;ex ricercatore, sostengono i giudici di piazza Cavour, con il pagamento della somma dovuta &#8220;non si verra&#8217; a creare un pregiudizio irreversibile, arbitrario e non tollerabile per le sue condizioni economiche future, tenuto conto che le spese di giustizia sono pur sempre gli effetti derivanti dal proprio operato deviante, sicche&#8217; la compressione del proprio tenore di vita, nei termini ragionevoli qui rappresentati, sono proporzionati e giustificati dalla condotta anteatta, quale espressione della funzione retributiva della pena&#8221;. Per la Suprema Corte, il magistrato di sorveglianza &#8220;pur valutando l&#8217;entita&#8217; dell&#8217;importo dovuto ha approfonditamente valutato l&#8217;impatto del soddisfacimento del debito sulle effettive (e non meramente presuntive) capacita&#8217; patrimoniali&#8221; di Ferraro &#8220;valutando la mancanza del requisito delle disagiate condizioni economiche&#8221;. Il &#8220;condannato &#8211; si legge ancora nella sentenza della Cassazione &#8211; ha una capacita&#8217; reddituale che giustifica la sostenibilita&#8217; del debito anche in considerazione delle potenzialita&#8217; economiche derivanti dal fatto che egli potrebbe svolgere l&#8217;attivita&#8217; di avvocato&#8221;. Inoltre, osservano gli &#8216;ermellini&#8217;, &#8220;e&#8217; stato chiarito che i terreni e il fabbricato rurale segnalati dalla Guardia di Finanza come appartenenti&#8221; a Ferraro &#8220;non sono stati ne&#8217; venduti, ne&#8217; messi in vendita&#8221;, ne&#8217; &#8220;alcun tentativo e&#8217; stato posto in essere&#8221; per &#8220;addivenire ad una rateizzazione del debito&#8221;. Oltre al rigetto del ricorso, la Cassazione ha stabilito che l&#8217;ex ricercatore debba pagare le spese processuali. Per la morte di Marta Russo venne condannato in via definitiva anche Giovanni Scattone, all&#8217;epoca dei fatti ricercatore, come Ferraro, alla Facolta&#8217; di Giurisprudenza: per Scattone, accusato di omicidio colposo, la pena fu di 5 anni e 4 mesi di carcere. Marta Russo venne raggiunta alla testa da un proiettile mentre passeggiava con un&#8217;amica per i viali della Citta&#8217; universitaria, il 9 maggio 1997: mori&#8217; qualche giorno dopo in ospedale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Accusato di favoreggiamento pagher\u00e0 di tasca propria i costi processuali.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":21276,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-21275","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21275","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21275"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21275\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21276"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}